Adolescente e dipendenza
Buonasera mio figlio di 19 anni quest’anno ha avuto una forte crisi con la scuola tanto che a tre mesi dalla maturità non riusciva piú a frequentare: crisi di panico, insonnia e digiuni ci hanno portato e chiedere aiuto ad uno psicologo ( ma è andato una volta) ma sopratutto a cercare di finire la scuola in altro modo : facendo un scuola privata. C’è riuscito non senza sacrificio ( non solo come spese ma anche perché gli esami erano in una scuola molto distante da casa nostra che ci ha costretto a più viaggi molto faticosi.) La paura degli esami e la difficoltà di continuare con la scuola anche se non era a rischio bocciatura ( il primo quadrimestre non aveva nessun debito) non è la sola ragione dei suoi problemi ma anche fumare spinelli ha peggiorato la situazione. Al momento sta facendo la stagione e lavora regolarmente ma non ha preso la patente ancora perché si pensa proprio perché sa che fumando spinelli è a rischio se succede qualcosa. Noi lo accompagniamo a lavoro, e stiamo pensando come affrontare la cosa e metterlo di fronte a questo problema anche perché con noi non parla più e nemmeno con il fratello e neppure i nonni. Per noi è come avere una persona che occupa una stanza in casa e basta.Se proviamo a chiedere o parlare spesso risponde molto male. Come dobbiamo affrontare la cosa ? Come ci dobbiamo comportare? Grazie per la risposta. Rosanna
Buongiorno Rosanna.
Quello che sta vivendo suo figlio a 19 anni, culminato nella crisi scolastica, nei sintomi d'ansia e nell'uso di cannabinoidi, risponde a una dinamica di soppressione e difesa da un profondo senso di inadeguatezza o blocco evolutivo. L'ingresso nell'età adulta, le aspettative, il timore del giudizio o del futuro generano un'ansia che il ragazzo non riesce a verbalizzare; di conseguenza, la sostanza e l'isolamento diventano una forma di "autocura" errata per sedare l'angoscia, anestetizzare le emozioni e fuggire dal confronto. Invece di chiedere spiegazioni, fate affermazioni sintonizzate sul suo stato emotivo, senza pretendere una risposta immediata. Ad esempio: "Vediamo che stai facendo un grande sforzo con il lavoro stagionale e ti riconosciamo questa maturità, ma vediamo anche che sei stanco e preoccupato. Noi ci siamo, senza giudicarti, se e quando vorrai parlarne". Se risponde male, evitate l'escalation. Potete rispondere con fermezza e calma: "Vedo che sei molto nervoso e mi dispiace. Parleremo quando le acque si saranno calmate", e chiudere lì il confronto.
Il consumo di spinelli in una fase di ansia acuta o di vulnerabilità psicologica agisce come un amplificatore dell'isolamento e della paranoia. Attualmente lavora e lo accompagnate voi. Questo è un ottimo elemento di stabilità, ma è importante che il trasporto non diventi un servizio dato per scontato mentre lui vi risponde con ostilità. Si può instaurare un patto di rispetto reciproco, la collaborazione in casa e la cortesia verbale sono il prerequisito per la convivenza e per l'aiuto nei trasporti. Il fatto che sia andato dallo psicologo una sola volta indica che si è sentito forzato o che il setting non era per lui tollerabile in quel momento di crisi acuta. È fortemente raccomandato che voi genitori consultiate uno psicologo per una serie di colloqui di sostegno genitoriale. Lavorare sulle dinamiche familiari, sul modo di comunicare con lui e sui confini da mettere dentro casa spesso sblocca la situazione indirettamente, anche se il ragazzo inizialmente rifiuta di partecipare. Provate nei prossimi giorni a ridurre la pressione verbale sulle questioni "scoperta/patente/futuro" e concentratevi sul ristabilire un clima neutro e sicuro in casa. Un ambiente in cui non ci si sente sotto esame è l'unico spazio in cui un giovane adulto può trovare il coraggio di sfilarsi la maschera della rabbia e chiedere aiuto.
Un cordiale saluto.
Dott. Riccardo Focaccia
Dott.Riccardo Focaccia
Psicologo - Ravenna
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