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Dott. Riccardo Focaccia

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Paura della cacca

Salve, sono una mamma oramai angosciata dalla situazione che sto vivendo con mio figlio di quasi 4 anni. Da più di 2 anni la situazione cacca è diventata insostenibile. Premetto che è spannolinato da più di 1 anno e la pipì non è mai stata un "problema" (anche se non la fa a meno che non sia in casa o nel suo vasino se si trova fuori casa), ma la cacca, dopo delle evacuazioni dolorose, non la fa più, la tiene anche 1 settimana. Devo fare una guerra per convincerlo a farla e raramente ci riesco, se non che poi devo per forza fargli una peretta (urli e pianti)... La fa nel pannolone... Nel vasino o riduttore non ci si vuole sedere.
La situazione è peggiorata perché non posso neanche più nominarla che va proprio nel panico... Quando è obbligato a farla bisogna rispettare tutto un rito particolare, ovvero stare in silenzio io e lui, tenergli la mano, ecc.
Aggiungo che cmq sto usando uno sciroppo per ammorbidire le feci, quindi il dolore non lo ha più.
Le ho provate tutte: psicologo, regali, ignorarlo, sembra non funzionare mai niente... Grazie per l'aiuto.

Signora cara, posso soltanto immaginare il livello di stanchezza, senso di impotenza e angoscia che sta vivendo. Gestire una ritenzione fecale prolungata è un’esperienza usurante per un genitore: ci si sente in trappola tra la paura per la salute fisica del bambino e la disperazione di non veder funzionare alcun tentativo. Quello che lei e il suo bambino state vivendo è un quadro molto classico, ma non per questo meno faticoso, di ritenzione fecale funzionale, con ogni probabilità innescata dall'esperienza dolorosa passata e poi alimentata dalla paura di provare ancora dolore e dal controllo. A 3-4 anni il controllo degli sfinteri è uno dei pochissimi ambiti in cui il bambino sente di avere un potere assoluto sul proprio corpo e sull'ambiente circostante. Se la parola "cacca" scatena il panico, bisogna toglierla dal vocabolario di casa per un po'. Se non l'avete già fatto, è importante far seguire l'aspetto organico da uno specialista in gastroenterologia pediatrica (più che dal solo pediatra di libera scelta).  Ha menzionato di aver già provato lo psicologo per il bambino, ma spesso a 3 anni portare il bambino in terapia per "aggiustare il problema" non funziona o aumenta la sua sensazione di essere "sbagliato". Può essere molto più utile per voi genitori fare un percorso di consulenza genitoriale con uno psicologo dell'età evolutiva o psicoterapeuta della famiglia: il lavoro si fa con gli adulti per capire come modificare le dinamiche di risposta a casa, disinnescare la tensione e accompagnarlo nel rituale senza ansia. Non si scoraggi: questo è uno dei disturbi più comuni e allo stesso tempo più frustranti della prima infanzia, ma ne uscirete. Il segreto non è "convincerlo", ma togliere ogni forma di scontro e ridare al suo corpo il tempo di dimenticare la paura.

Cordiali saluti.

Dott. Riccardo Focaccia

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