Il mio approccio

L' orientamento che caratterizza il mio agire professionale è di tipo Cognitivo-Comportamentale con specializzazione nel campo dell'Applied Behaviour Analysis. Il processo di psicoterapia, basato su questo tipo di approccio, può essere immaginato come un vero e proprio percorso evolutivo, che si concentrarà sul qui ed ora del paziente, individuando l'interazione complessa tra pensieri, emozioni e comportamenti. Spesso il paziente non è consapevole delle proprie convinzioni errate e disfunzionali che determinano reazioni emotive esageratamente negative in rapporto ad una specifica situazione. Ne consegue che le cognizioni siano assolutamente soggettive, non legate all'evento in sè, ma al processo di analisi della realtà. Quest'ultimo partirà sempre da una situazione-stimolo, definito anche trigger, a cui l'essere umano attribuisce un significato  tra i molteplici possibili. Le cognizioni possono essere definite come dei veri e propri "riflettori" che forniscono luce agli accadimenti della vita. Potremmo paragonarle a degli occhiali attraverso cui si osserva la realtà e frutto di esperienze personali, condizionamenti culturali e familiari. Se  da una parte le cognizioni rappresentano una grande risorsa, dall'altro,quando le lenti vengono utilizzate in maniera rigida e inflessibile, possono essere una vera e propria "gabbia" o "prigione". Le principali lenti che filtrano gli eventi che accadono all'essere umano sono:

- Doverizzazione;

- Catastrofizzazione;

- Personalizzazione;

- Astrazione Selettiva;

- Svalutazione globale di sè o degli altri;

- Generalizzazione;

- Inferenza Arbitraria

In funzione del significato attribuito all'evento, il soggetto sceglierà quale azione compiere. Spesso l'utilizzo reiterato di pensieri distorti potrà portare il paziente a sviluppare dei circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo.

Il primo passo nel percorso che propongo in terapia è quello di effettuare una valutazione diagnostica, insieme al paziente stabilisco gli obiettivi da raggiungere a breve, medio e lungo termine. C'è una collaborazione a quattro mani, costante e attiva, di riconoscimento, attacco e trasformazione dei pensieri distruttivi. Trasmetterò al paziente strategie e tecniche, accuratamente individuate attraverso l'analisi del comportamento applicata, che gli consentiranno di padroneggiare la sofferenza generata dal disturbo.

Nel corso dell'iter terapeutico, il paziente prenderà coscienza del proprio funzionamento mentale e imparerà ad utilizzare le tecniche apprese per gestire le proprie difficoltà e la propria sofferenza. Sostituirà vecchi percorsi mentali con nuovi percorsi che portano ad emozioni più funzionali e soddisfacenti. Comincerà ad ascoltare e percepire pensieri che attraversano la sua mente e deteminano il mondo in cui reagisce in varie circostanze e situazioni. In altri termini, il paziente diventerà terapeuta di se stesso.