Dott.ssa Sara Stancari

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Dott.ssa Sara Stancari

psicologo, psicoterapeuta cognitivo costruttivista

Tradimento: le condizioni per provare a ricostruire

Buongiorno,
dopo 8 anni di relazione e 4 di convivenza, scopro che il mio compagno ha una relazione da vari mesi con una collega di lavoro, con cui è andato a letto, lui dice, una volta, per poi rendersi conto subito di aver fatto un errore. A suo dire questa persona si è inoltre rivelata aggressiva, egocentrica e prevaricatrice, e non l'ha più lasciato stare minacciando anche di chiamarmi e rivelarmi tutto. Io biasimo la sua totale mancanza di volontà e maturità (io sono la sua prima relazione, nonostante abbiamo entrambi superato i trenta oramai). Stiamo soffrendo entrambi moltissimo, non viviamo più assieme perché quando ho scoperto tutto attraverso alcuni messaggi - e la sua successiva confessione - io gli ho chiesto di andarsene di casa, perché sentivo che stando insieme io avrei continuato a tormentarmi e non avrei avuto la tranquillità di calmarmi e ragionare, e per lui perché volevo dargli una scossa, visto che lui non è riuscito a tirarsi fuori dalla sua situazione da solo.
Sto ragionando sul caso di dargli o meno una seconda opportunità. Quello che penso è che per poter voltare pagina e ricostruire il rapporto su basi rinnovate ci devono essere segni tangibili e concreti da parte sua (fermo restando che ovviamente anche io sto analizzando le mie mancanze e possibili azioni positive future). Da parte sua vorrei un atteggiamento più aperto ed affettuoso (lui è sempre stato poco propenso al confronto e al dialogo su argomenti amorosi, quasi lo mettano in imbarazzo); vorrei meno attaccamento al lavoro, di cui è letteralmente dipendente (basta tornar tardi la sera, cosa che alimenta i miei sospetti); ma soprattutto, e questo è il problema, mi rendo conto che quello che vorrei davvero è che lui cambiasse lavoro. E qui mi rendo conto che chiedo moltissimo, perché andrebbe a lasciare un posto veramente molto buono. Ma al momento sono intransigente e non riesco a sopportare che lui lavori con lei. Perché in passato io ho avuto un'esperienza simile di relazione su luogo di lavoro, che non sono riuscita a troncare fintanto che non ho lasciato il lavoro. Rivedo in lui le mie debolezze, so che non è facile svincolarsi da una persona che si vede in continuazione. E allo stesso tempo, in forza del dolore che mi è stato causato, mi sento in diritto di pretendere.
Cosa ne pensa?
Grazie

Buongiorno Giorgia,

mi sembra di percepire dalle sue parole il prevalere di una sensazione di rabbia per quanto accaduto e il bisogno di comprendere meglio cosa sia successo alla vostra coppia, come è naturale sia soprattutto in una prima fase.

Ogni evento nella vita di coppia può porre la coppia stessa bella condizione di trasformare quanto accaduto in un'occasione per rivedere la propria e altrui posizione nella coppia stessa e focalizzarsi sui propri e altrui bisogni. Quando se la sentirà credo quindi potrà essere utile per voi fare questo passaggio, che vi potrà portare a riavvicinarvi o a prendere le distanze (questo non si può sapere prima a priori) ma che sicuramente vi aiuterà a fare maggiore chiarezza con voi stessi e con l'altro.

A quel punto la vostra relazione, se tale continuerà ad essere, vi permetterà di esprimete nella coppia le vostre certezze come i vostri timori e prendere delle scelte condivise, nel rispetto di entrambi e del vostro rapporto.

Restando a disposizione, vi auguro il meglio