Il mio approccio

Il mio modello teorico di riferimento è quello della Psicoterapia Psicoanalitica, nella quale i sintomi e i disagi del soggetto vengono letti come tentativi da parte della persona di dare espressione alla propria sofferenza psichica e di affrontarla.

La cura si realizza attraverso la parola, nel dialogo tra paziente e terapeuta. Il paziente è invitato a portare in seduta tutto quello che gli passa per la mente: pensieri, emozioni, sogni. Il terapeuta fornisce un ascolto rispettoso, empatico e non giudicante, che contribuisca alla costruzione di una relazione sicura tra paziente e terapeuta. Per un buon funzionamento della psicoterapia e della cura è infatti fondamentale un buon incontro tra due persone, che lavorano insieme per il comune obiettivo di ristabilire o raggiungere una condizione di benessere e soddisfazione nel paziente.

Molto rilevanti sono i significati emotivi che il paziente attribuisce alle proprie esperienze attuali e passate. Il terapeuta non possiede la "verità assoluta", ma affianca il paziente nel viaggio verso una maggiore comprensione di sè e dei propri pensieri e comportamenti, di modo da arrivare a modificare quelli che sente come disfunzionali e portatori di disagio.

Il lavoro con ogni paziente è centrato sulla sua soggettività, dunque unico e irripetibile in quanto calato sull'individuo. Per ognuno sono funzionali metodi di lavoro e tecniche particolari, dunque nel mio approccio non propongo un modello di intervento universale, ma specifico e costruito sulla persona.

All'orientamento psicoanalitico, soprattutto nel lavoro con i genitori, integro un metodo basato sulla Teoria dell'Attaccamento, approccio che si basa sull'assunto che il soggetto, sin dalla nascita, ha un bisogno primario di relazioni, e le prime relazioni con i genitori influenzeranno i modi futuri di relazionarsi con gli altri. Intervenire di modo che si instauri o recuperi un attaccamento sicuro consente di prevenire o risolvere i disturbi emotivi e comportamentali nei bambini e negli adulti e permette di instaurare relazioni interpersonali sane e soddisfacenti. Per raggiungere questo obiettivo, oltre al colloquio utilizzo strumenti e tecniche innovative e di comprovata efficacia, apprese in training internazionali.

Ogni genitore è il maggiore esperto del proprio bambino. I figli però non arrivano con il manuale di istruzioni e talvolta ci mandano segnali difficili da decifrare o mettono in atto comportamenti difficili da gestire. Il sostegno alla genitorialità allora mira ad aiutare il genitore a comprendere cosa passa nella mente del bambino e a riconoscere i propri punti di forza ed apprendere nuove strategie per costruire una relazione positiva che porti al benessere di entrambi.