Come comportarmi
Ho perso mio marito da quando è nato il nostro bimbo, si è perso. Per non sentirsi inutile si è cercato un’amicizia femminile, che è diventata molto insistente nella sua vita. Questa cosa mi ha fatto molto preoccupare e stare male, tanto da litigarci tutti i giorni per quattro mesi.
Ieri mi ha detto che ha detto a questa ragazza che non si sentiranno più, per farmi sentire di essere al primo posto, ma ha cominciato a lamentarsi tutto il giorno, inveendo contro di me e dicendomi che sono la causa di tutti i suoi mali, che gli ho tolto tutto, anche quel po’ di felicità che si stava costruendo da solo.
Mi ha detto che ora non sono più una sua priorità e che la mia condanna sarà vederlo stare male tutti i giorni sul divano a fumare; che non siamo più una famiglia e che, se resta a casa, è solo per il piccolo.
Come devo comportarmi? Come posso fare a recuperarlo?
Salve Eleonora. Dalle sue parole emerge una sofferenza intensa. La nascita di un figlio, spesso raccontata come un momento solo felice, contiene molto di più: è in realtà un passaggio delicato per il singolo e per la coppia, che può mettere in crisi equilibri, identità personali, ruoli e, talvolta, far emergere fragilità che prima non erano così visibili.
Naturalmente non ho tutte le informazioni, ma quello che descrive sembra parlare di una fatica da entrambe le parti. Credo lei stia vivendo paura e senso di perdita della relazione, mentre suo marito sembra forse attraversare un vissuto di smarrimento, un possibile senso di inutilità e rabbia. Tuttavia è importante sottolineare che il disagio di una persona non giustifica comportamenti svalutanti né colpevolizzanti verso il partner.
Alcune sue parole hanno “risuonato” in me, perciò mi permetto di condividere delle riflessioni sperando che le arrivino nel modo più delicato possibile.
“Recuperare” da sola una relazione che è fatta da due persone, non pare possibile, anche se è del tutto comprensibile il desiderio di salvare il rapporto. Molte coppie attraversano crisi anche profonde che possono essere pure trasformarsi in occasioni di ricostruzione, ma entrambi dovrebbero interrogarsi autenticamente. Se necessario con un aiuto esterno adeguato per comprendere cosa sta succedendo senza che la comunicazione degeneri in accuse.
Riporta un conflitto che è ormai quotidiano: è importante proteggere se stessa e il clima emotivo in cui cresce il vostro bambino.
Potrebbe essere utile chiedersi di cosa lei, Eleonora, abbia bisogno ora e poi quali condizioni devono esserci perché il rapporto possa essere ricostruito. E, importante: quali risorse di supporto potrebbe cercare in questo momento complesso e faticoso da più punti di vista: familiari, amici e figure professionali (per voi come coppia, o per sé). Non è la sola ha vivere crisi dopo l'arrivo di un figlio, anche se spesso se ne parla poco.
Le mando un saluto e un pensiero di vicinanza.
Dott.ssaFederica Zanocco
Psicologa, Psicoterapeuta Sistemico-Relazionale e EMDR - Milano
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