logo
Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

Psicologa Perinatale

Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

leggi (3)

Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna

Psicologa Perinatale

  • Bologna
  • consulenza online

La mia ex moglie mette ostacoli su ogni cosa

Salve, sono un papà separato con una bimba di 5 anni. Vivo con la mia attuale compagna da 4 anni. Mia figlia ha iniziato a venire a casa nostra da quando ha compiuto 3 anni. Con la mia attuale compagna ci siamo conosciuti ancora quando io ero sposato, ma il matrimonio era e stava andando a rotoli. Ora sono separato e in procinto di fare il divorzio.

Con la mia ex moglie ci sono sempre conflitti per ogni cosa. Siamo arrivati al punto che, se la incontro con la macchina e c’è mia figlia con lei, non possiamo nemmeno salutarla perché lei non vuole, chiamando il suo avvocato e minacciandomi che il divorzio non si farà consensualmente se io faccio così. Oppure, ad esempio, non possiamo tagliare i capelli alla bimba perché lei dice: “Fatela per voi una bimba, o compratevi una bambola”. Se invitano mia figlia a una ricorrenza e c’è invitata anche lei, vuole che sia specificato sull’invito se la piccola è con lei o con me. E se è un giorno che giudizialmente tocca a me, lei pretende che la figlia debba andare con lei.

Manipola mia figlia con minacce verso di me, dicendo che se ne andrà fuori regione. Non l’ha mai portata a casa dei miei genitori, inventando scuse plausibili. Ha creato conflitti con i miei e con mia sorella perché non dovevano accettare la mia attuale compagna. Pretende, dopo la separazione, che le condizioni rimangano sempre uguali, quando la bambina ormai sta crescendo e, ovviamente, le sue esigenze sono cambiate. Vuole passare più tempo con me, visto che la vedo per 5 ore al giorno, 3 o 4 volte a settimana. Faccio turni lavorativi e a volte non riesco a passare del tempo con mia figlia perché lavoro. Le chiedo gentilmente se possiamo cambiare il giorno, ma lei, pur non lavorando e stando a casa, mi dice: “Quando posso te lo cambio”, altrimenti preferisce dirmi di no e far passare del tempo a mia figlia con le sue amiche e non con me. Cose che trovo assurde.

Per ogni minima cosa, anche banale, mi chiama e mi minaccia. Sono arrivato all’estremo, sia io che la mia compagna, perché la situazione sta diventando invivibile, anche perché abitiamo vicini, a una distanza di 1 km. Ora ho chiesto al mio avvocato, in fase di divorzio, di poter cambiare tutto questo, sperando di farla ragionare e trovare un accordo consensuale… ma la vedo dura.

Sarei felice di ricevere un vostro riscontro e parere.

Grazie anticipatamente.

Gentile Signore,
la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. La situazione che descrive appare complessa e sicuramente molto faticosa dal punto di vista personale, relazionale e genitoriale.

In contesti di separazione conflittuale, è fondamentale che gli adulti coinvolti – nonostante le difficoltà e le tensioni – mantengano sempre come priorità assoluta la tutela emotiva e psicologica del minore. I bambini, soprattutto in età evolutiva, sono particolarmente vulnerabili alle dinamiche conflittuali tra i genitori, che possono generare in loro insicurezza, senso di colpa, confusione e disagio.

Per questo motivo, diventa essenziale che i genitori si impegnino, per quanto possibile, a contenere il conflitto e a proteggerne la figlia da esposizioni dirette o indirette a tensioni, recriminazioni o atteggiamenti svalutanti reciproci. Questo può richiedere un grande sforzo personale, ma è una forma importante di cura e responsabilità verso la bambina.

In tal senso, può essere molto utile intraprendere un percorso di mediazione familiare, che ha l'obiettivo di favorire una comunicazione più funzionale tra i genitori e trovare accordi condivisi che tengano conto dei bisogni evolutivi della minore.

Allo stesso tempo, un sostegno psicologico alla genitorialità può rappresentare un valido aiuto per affrontare le difficoltà emotive che questa situazione comporta e per consolidare modalità educative e relazionali efficaci con la propria figlia. Anche per la bambina stessa potrebbe essere utile un supporto psicologico, al fine di darle uno spazio protetto in cui elaborare quanto sta vivendo e sentirsi accolta.

La invito a osservare con attenzione come sua figlia sta reagendo a tutto questo: eventuali cambiamenti nel comportamento, nel sonno, nell’umore o nella relazione con gli adulti e con i pari possono essere segnali di un disagio da non sottovalutare.

Resto a disposizione, se lo desidera, per un confronto più approfondito.

Un cordiale saluto,
Dott.ssa Fernanda Lascala de Senna
Psicologa Clinica – Sostegno alla Genitorialità

domande e risposte

Dott.ssaFernanda Lascala de Senna

Psicologa Perinatale - Bologna

  • Sostegno psicologico durante la gravidanza, il parto ed il puerperio
  • Depressione Post Partum
  • Consulenza e sostegno psicologico alla coppia anche durante il percorso di PMA
  • Interventi psico-educativi e supporto alla genitorialità
  • Conduzione di Corsi pre-parto ed accompagnamento alla nascita
  • Sostegno alla genitorialita'
CONTATTAMI