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Dott.ssa Patrizia Mariani

Psicologo e psicoterapeuta con oltre vent'anni di esperienza. Terapeuta EMDR. Terapie individuali e di coppia. Coordinazione genitoriale.

Dott.ssa Patrizia Mariani

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Come devo affrontare il lavoro??

Buongiorno, espongo il mio problema, sono stato a casa senza lavoro per un anno e mezzo, ad aprile ho iniziato in un autogrill, a fare un po' di tutto, all' inizio mi piaceva, adesso invece solo il pensiero di rientrare sto male, non riesco a capire il perché, a parte le notti che sono di 8 ore, i colleghi sono simpatici anche i capi, ma ripeto il solo pensiero di rientrare mi viene il vomito, se mi date dei consigli saranno utili, grazie

Buongiorno. Capisco che questa sensazione sia pesante da portare, soprattutto se non riesci a spiegartela: un malessere fisico così forte (il vomito) solo al pensiero di tornare al lavoro non è "poca cosa", anche se sulla carta le condizioni sembrano accettabili.

Alcune cose che potrebbero aiutarti a capire meglio cosa sta succedendo:

Prova a guardare oltre l'apparenza. Colleghi simpatici e capi ragionevoli non escludono che qualcos'altro ti stia pesando: i turni notturni (che stravolgono ritmo del sonno e vita sociale anche se "solo" 8 ore), la fatica fisica del lavoro, il rumore/caos di un autogrill, la sensazione di non fare qualcosa che ti rappresenta, o semplicemente il contraccolpo di essere passato da un anno e mezzo di casa a un ambiente frenetico tutto d'un colpo.

Il corpo spesso dice quello che la mente non riesce ancora a formulare. Il vomito o la nausea anticipatoria sono un segnale di ansia molto concreto. Non significa che il lavoro sia "sbagliato" in assoluto, ma che qualcosa in quella situazione (o nel tornare a lavorare in generale, dopo tanto tempo fermo) sta attivando una risposta di stress forte.

Cosa potresti fare:

Prova a scrivere, senza filtrarti, cosa ti passa per la testa nei minuti prima di sentirti male al pensiero del lavoro. A volte scrivere fa emergere il vero motivo (paura di sbagliare, senso di intrappolamento, stanchezza accumulata, altro).

Se il malessere fisico persiste o peggiora, ha senso parlarne con il medico di base: può aiutarti a escludere altre cause e indirizzarti, se serve, verso un supporto psicologico.

Non sottovalutare il fatto che un anno e mezzo di inattività seguito da un rientro brusco può essere più destabilizzante di quanto sembri "sulla carta".

Sono disponibile a ragionare insieme su cosa, nello specifico, ti passa per la mente quando pensi al rientro. Potrebbe aiutarci a capire se è il lavoro in sé, il ritmo, o qualcos'altro.

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Psicologo e psicoterapeuta con oltre vent'anni di esperienza. Terapeuta EMDR. Terapie individuali e di coppia. Coordinazione genitoriale. - Milano

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