Vorrei lasciarlo ma non ho soldi...
Sono sposata con un uomo che ormai non mi calcola più. Mi fa pressione per avere un altro bebè, ma poi, se ho un ritardo, lui mi dice: “Speriamo che non sei incinta” (quando lo facciamo, perché per dei mesi non lo facciamo proprio). Non mi saluta quando torna dal lavoro e mi dice che mi puzzano i piedi (dopo una giornata che ho camminato). Con nostra figlia ci sta malvolentieri le poche volte che ci vuole stare... Per i soldi mi fa ricaricare massimo 100€ praticamente al mese... Io vivo con i soldi d'invalidità mia. Vorrei lasciarlo ma non dargli l'affidamento di nostra figlia e iniziare una nuova vita io e mia figlia, ma i soldi non ne ho... Come posso fare? Grazie mille.
PS. La situazione è sempre stata così. Non do il mio nome e cognome vero per paura di mio marito...
Non è una crisi passeggera, è un sistema di controllo collaudato. Quello che descrivi ha i tratti precisi della violenza economica e della svalutazione sistematica: toglierti l'autonomia finanziaria e colpirti nell'immagine di donna (i commenti sul corpo) e di madre è il modo in cui lui ti tiene ferma.
Da psicologo, voglio dirti tre cose che si discostano dai consigli standard:
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La trappola del "perché": Non cercare di capire perché lui faccia così o perché non saluti. In un'ottica MBT (Mentalizzazione), lui sembra incapace di vedere te e tua figlia come persone con desideri propri, ma solo come estensioni dei suoi bisogni o fastidi. Non aspettare che "capisca": la sua rigidità è la tua prigione.
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Il paradosso del bebè: Chiedere un figlio e poi sperare che tu non sia incinta è un messaggio incoerente che serve a crearti confusione e instabilità emotiva. È una forma di pressione psicologica per mantenerti in uno stato di allerta costante.
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Strategia, non solo fuga: Hai ragione a temere per l'affidamento e i soldi, ma la legge tutela la tua condizione. Con un'invalidità e una figlia, non sei "nullatenente" agli occhi dello Stato, sei un soggetto fragile da proteggere.
Cosa fare concretamente senza soldi? Esiste il Patrocinio a spese dello Stato: non serve un euro per avere un avvocato che difenda te e il diritto di tua figlia a una vita serena. Non aver paura dell'affidamento: i tribunali non tolgono i figli a una madre perché è povera o invalida, specialmente se il padre è assente o svalutante.
Il tuo anonimato è il tuo primo scudo. Esci dall'isolamento in modo invisibile: contatta il 1522 (anche via chat se hai paura che lui senta) per costruire un piano d'uscita che sia sicuro per te e tua figlia.
Dott.Francesco Pellino
Psicologo Clinico - Milano
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