Dott.ssa Valeria Loiacono

Dott.ssa Valeria Loiacono

Psicologa, Psicoterapeuta

informazioni di contatto

Via Monte Grappa, 15 - 57123 Livorno (LI)

Tel: +393289038959

presentazione

Valeria Loiacono si laurea presso la Facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 2004 con la votazione di 110/110.

E' specializzata in Psicoterapia ad indirizzo Cognitivo Costruttivista, presso il Centro Studi in Psicoterapia Cognitiva di Firenze.

E' Mediatrice Familiare e socia effettiva all'AIMeF (Associazione Italiana Mediatori Familiari).

 

Chi sono

Sono una psicologa-psicoterapeuta e una mediatrice familiare e il mio lavoro consiste nel prendermi cura del benessere psicologico delle persone, quando si trovano a sperimentare disagio o vivere conflitti in una o più aree della loro vita (familiare, lavorativo e più in generale relazionale, giuridico). Principalmente lavoro come psicoterapeuta e insieme al paziente potenziare le sue risorse e trovare nuove modalità di relazionarsi a sè, agli altri e sperimentare una qualità di vita migliore.

In qualità di psicologa giuridica, lavoro come consulente di parte nei procedimenti civili per affidamento dei figli nei casi di separazione e divorzio.

Mi occupo di problematiche legate allo stress nei luoghi di lavoro (mobbing, stress lavoro correlato, straining) e di stalking e violenze di genere, relativamente alle quali conduco anche corsi di formazione.

 

Iniziare un percorso di terapia

Nella mia esperienza, ho potuto rilevare quanto spesso le persone che sentono un disagio o una vera e propria sofferenza, abbiano già cercato di aiutarsi da sole e tentato diverse strade, senza riuscire a sentirsi meglio o bene quanto vorrebbero. A volte, si ha la sensazione di sentirsi ‘bloccati’ o di tornare sempre sugli stessi pensieri o di ritrovarsi spesso nella ‘stessa situazione’, senza riuscire a trovare una soluzione.

Può esserci comunque difficoltà ad affidarsi a un/una terapeuta, per la paura di mettersi in gioco senza sapere chi avremo di fronte, come si svolgerà di fatto questo percorso, in che modo ne potremmo trarre beneficio; a volte si ha paura del cambiamento, altre lo si desidera tanto ma non si sa come realizzarlo.

 

Come lavoro

Sebbene alcuni sintomi o problemi possano apparire simili in persone diverse, ogni persona è unica, in quanto ha una propria storia, una propria personalità, un proprio modo di percepire se stessa e gli altri, propri valori e convinzioni. Inoltre, l’esperienza della vita ci insegna che non è seguendo i consigli e le opinioni degli altri che riusciamo a trovare la nostra dimensione e il nostro posto nel mondo, a stare meglio, a essere felici.

Il mio approccio consiste nel partire dal significato che il paziente attribuisce alla propria esperienza, al fine di prendere consapevolezza del proprio modo di ‘funzionare’, del proprio modo di relazionarsi e del proprio mondo emotivo.

L'obiettivo è fare emergere le risorse interiori (cognitive ed emotive) che il paziente già possiede (ma di cui non ha sufficiente consapevolezza) e costruire nuove strategie per riuscire ad auto-aiutarsi ed essere più efficace nell’affrontare e/o gestire il problema o disagio per cui ha intrapreso la terapia.

Molti pazienti possono sentire che gli effetti positivi della terapia vanno ben oltre il motivo specifico per il quale l’hanno iniziata e si sentono ‘cambiati’ pur restando assolutamente e forse ancor di più se stessi.

In poche parole..   Quando incontro per la prima volta un paziente, parliamo del motivo per cui ha chiesto un colloquio. Le persone possono sentirsi in tanti modi diversi in questa occasione: c’è chi parla per un’ora di seguito, c’è chi ha difficoltà a parlare del proprio problema o non sa da dove iniziare, c’è chi ha già fatto un percorso e ha già un’idea di cosa dire e come. Per quanto mi riguarda, cerco di seguire il racconto autonomo della persona e, allo stesso tempo, cerco di integrarlo chiedendo informazioni che magari ne sono rimaste fuori. Cerco cioè di comprendere non solo quale sia il ‘problema’ nello specifico, ma anche come esso è legato agli altri aspetti della vita della persona.

Alla fine del nostro primo colloquio, avremo condiviso non solo il motivo per cui la persona mi ha contattata, ma anche quali sono le sue aspettative, i suoi dubbi, le sue domande e come possiamo lavorare insieme, in un clima che mi auguro sempre sia sentito come accogliente e tale da metterla a suo agio nel presentare la propria situazione.

Seguendo il senso comune non si direbbe che un primo colloquio sia già un intervento psicologico. Invece lo è: nel paziente, già l’aver preso l’iniziativa di chiedere un incontro per parlare di sé indica un movimento verso il cambiamento della situazione che lo fa stare male. Parlarne insieme, in modo guidato dalla psicologa, può aiutarlo a cogliere aspetti del ‘problema’ che non aveva percepito precedentemente. Di fatto, abbiamo già cominciato a lavorare; i tempi e gli obiettivi del percorso si decidono poi insieme, paziente e psicologa.

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aree di competenza

  • Mobbing

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Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana col n. 4468 dal 2007

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