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Dott.ssa Valeria Loiacono

la Dott.ssa Valeria Loiacono

Iscritta all'Ordine degli Psicologi della Regione Toscana col n. 4468 dal 2007
Iscritto a Psicologi-Italia.it il 09-07-2013

Laurea: Psicologia. Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-costruttivista

Aree di interesse:

  • Consulenza e psicoterapia individuale e di coppia
  • Depressione - Disturbi d'Ansia - Attacchi di Panico
  • Disagi legati all'orientamento e al comportamento sessuale
  • Mobbing
  • Violenza sulle donne
  • Sostegno genitoriale relativamente all' educazione e al rapporto con i figli
Indirizzo: LI:


  • Chi sono


    Sono una psicologa-psicoterapeuta e il mio lavoro consiste nel prendermi cura del benessere psicologico delle persone, quando si trovano a sperimentare disagio in una o più aree della loro vita. Mi occupo anche di problematiche legate allo stress nei luoghi di lavoro, quali mobbing, stress lavoro correlato, straining, e di stalking e violenze di genere, relativamente alle quali conduco anche corsi di formazione. Lavoro anche come lavoratrice dipendente nel settore del commercio e ritengo questa mia particolarità lavorativa un arricchimento per svolgere la mia professione di aiuto, in quanto mi permette spesso di immedesimarmi meglio nella vita concreta e quotidiana delle persone.
     


    Iniziare un percorso psicologico


    Nella mia esperienza, ho potuto rilevare quanto spesso le persone che sentono un disagio o una vera e propria sofferenza, abbiano già cercato di aiutarsi da sole e tentato diverse strade, senza riuscire a sentirsi meglio o bene quanto vorrebbero. A volte, si ha la sensazione di sentirsi ‘bloccati’ o di tornare sempre sugli stessi pensieri senza trovarne di nuovi o di ritrovarsi spesso nella ‘stessa situazione’, senza riuscire a trovare una soluzione o senza riuscire a capire il motivo di ciò che ci accade.
    Nonostante il costo di tale malessere, a causa dei più disparati motivi può esserci la difficoltà di fidarsi e affidarsi a un/una terapeuta per farsi aiutare, con la conseguenza che spesso si rimanda una decisione in questo senso. Può esserci difficoltà a intraprendere un percorso psicologico per la paura di mettersi in gioco senza sapere chi avremo di fronte, come si svolgerà di fatto questo percorso, in che modo ne potremmo trarre beneficio; a volte si ha paura del cambiamento, altre lo si desidera tanto ma non si sa come realizzarlo.
    Al di là dei più disparati motivi, ognuno dei quali sicuramente ha una sua ragion d’essere, sembra esserci un momento nel quale si avverte l’esigenza di ‘risolvere il problema’ o ‘guardarsi meglio dentro’ o ‘eliminare questo peso che sento’ o ‘capire cosa voglio e chi sono’..  a me sembra che queste espressioni diano voce al bisogno di prendersi un po’ cura di sé stessi e iniziare un percorso di sostegno psicologico o di terapia è un modo per farlo.


    Come lavoro


    Il mio modo di lavorare parte dal presupposto che, sebbene alcuni sintomi o problemi possano apparire simili in persone diverse, ogni persona è unica, in quanto ha una propria storia personale, una propria personalità, un proprio modo di percepire se stessa, gli altri e il mondo che la circonda, un proprio sistema di valori e convinzioni. Va da sé che non ci sono ‘ricette’ per risolvere un problema che vanno bene per tutti, altrimenti basterebbe un libro che ci spiega cosa fare e come. Nonostante qualcuno abbia tentato di scrivere libri con questo fine, l’esperienza stessa della vita ci insegna che non è seguendo i consigli e le opinioni degli altri che riusciamo a trovare la nostra dimensione e il nostro posto nel mondo, a stare meglio, a essere felici.
    Di conseguenza, il mio approccio consiste nel partire dal significato che il paziente attribuisce alla propria esperienza, al fine di prendere consapevolezza del proprio modo di ‘funzionare’, del proprio modo di relazionarsi e al fine di riuscire a entrare meglio in contatto con le proprie emozioni.
    Il nostro obiettivo (mio e del paziente, perché nel percorso cerchiamo di diventare una squadra) è infatti quello di fare emergere le risorse interiori (cognitive ed emotive) che il paziente già possiede, ma di cui non ha sufficiente consapevolezza da poterle impiegare al meglio.
    Il percorso psicologico, cioè, è uno strumento per il paziente per riuscire ad auto-aiutarsi ed essere più efficace nell’affrontare e/o gestire il problema o disagio per cui ha intrapreso la terapia.
    Come effetto collaterale, tuttavia, può anche scoprire di riuscire a percepire in modo più complesso le situazioni di vita e di riuscire a cogliere maggiori ‘sfumature’ del proprio e dell’altrui comportamento, così che si sente arricchito sul piano dell’esperienza. Molti pazienti possono sentire che gli effetti positivi della terapia vanno ben oltre il motivo specifico per il quale l’hanno iniziata e si sentono ‘cambiati’ pur restando assolutamente e forse ancor di più se stessi.


    In poche parole..


    Quando incontro per la prima volta un paziente, parliamo del motivo per cui ha chiesto un colloquio. Le persone possono sentirsi in tanti modi diversi in questa occasione: c’è chi parla per un’ora di seguito, c’è chi ha difficoltà a parlare del proprio problema o non sa da dove iniziare, c’è chi ha già fatto un percorso e ha già un’idea di cosa dire e come. Per quanto mi riguarda, cerco di seguire il racconto autonomo della persona e, allo stesso tempo, cerco di integrarlo chiedendo informazioni che magari ne sono rimaste fuori. Cerco cioè di comprendere non solo quale sia il ‘problema’ nello specifico, ma anche come esso è legato agli altri aspetti della vita della persona.
    Alla fine del nostro primo colloquio, avremo condiviso non solo il motivo per cui la persona mi ha contattata, ma anche quali sono le sue aspettative, i suoi dubbi, le sue domande e come possiamo lavorare insieme, in un clima che mi auguro sempre sia sentito come accogliente e tale da metterla a suo agio nel presentare la propria situazione.
    Seguendo il senso comune non si direbbe che un primo colloquio è già un intervento psicologico. Invece lo è. Infatti, nel paziente già l’aver preso l’iniziativa di chiedere un incontro per parlare di sé indica un movimento verso il cambiamento della situazione che lo fa stare male. Il fatto poi di parlarne insieme, in modo guidato dalla psicologa, può aiutarlo a cogliere aspetti del ‘problema’ che non aveva percepito precedentemente. Di fatto, abbiamo già cominciato a lavorare; i tempi e gli obiettivi del percorso si decidono poi insieme, paziente e psicologa.
     

    Curriculum Vitae et Studiorum

     

    Valeria Loiacono si laurea presso la Facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi di Firenze nel 2004 con la votazione di 110/110, con la tesi sperimentale “La misura dell’atteggiamento verso l’omosessualità negli adolescenti: un’indagine esplorativa”, basata su una ricerca che ha coinvolto gli istituti medi superiori di Livorno.

     

    Nel 2001, partecipa a seminari e conferenze organizzate dall’Associazione Italiana per lo Studio e la Ricerca in Psicosomatica, diretta dal dott. Mengheri, su alcuni temi di interesse clinico, quali prevenzione dei Disordini del Comportamento Alimentare, Attacchi di panico e psicosomatica, Identità di Genere e Orientamento Sessuale, e sulla Informazione e Formazione per la Prevenzione (coopromozione e riconoscimento della Regione Toscana; delibera n.304 del 26/03/01).

     

    Dal 2004 al 2005, svolge il Tirocinio Pratico Post-lauream presso Ce.I.S. Livorno, in una Comunità di Accoglienza, e presso l’Unità Funzionale Salute Mentale per l'Infanzia e l'Adolescenza - A.S.L. n.6 di Livorno.

     

    Nel 2005, partecipa al percorso formativo organizzato da Associazione P24 – Lila Livorno e finanziato dal Centro Servizi Volontariato Toscana su temi riguardanti ambiti professionali accomunati da un’attenzione specifica alla tematica della diversità, quali: genitorialità e omosessualità, immigrazione, condizioni dei detenuti nelle carceri, prostituzione etero/omo/trans, malattie a trasmissione sessuale, malattia mentale, gioco d' azzardo patologico, dipendenze da sostanze stupefacenti.

     

    Dal 2006, collabora con le associazioni GLBT presenti sul territorio toscano (Agedo Toscana, Pride! Pisa, Crisalide)  nella progettazione di corsi di informazione, formazione e sensibilizzazione verso le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere.

    Nel 2007, a Pisa, conduce in qualità di psicologa l’intervento formativo “Get Real” destinato alle scuole medie superiori di Pisa, organizzato da Pride! Pisa, con i patrocini di Assessorato alle Politiche Socioeducative Scolastiche e alle Pari Opportunità del Comune di Pisa, Assessorato alla Pubblica Istruzione della Provincia di Pisa e Cesvot.

     

    Per l’anno scolastico 2008-2009, conduce il Corso di Formazione rivolto a insegnanti “Sensibilizzazione verso le tematiche dell’orientamento sessuale e prevenzione del bullismo omofobo” per l’Istituto Tecnico Industriale ”G.Galilei” di Livorno.

     

    Nel 2008 inizia la formazione in Psicoterapia ad indirizzo Cognitivo Costruttivista, presso il Centro Studi in Psicoterapia Cognitiva di Firenze.

    Dal 2008 al 2012, svolge il Tirocinio di Specializzazione in Psicoterapia presso l’Unità Funzionale Salute Mentale per l'Infanzia e l'Adolescenza - A.S.L. n.6 di Livorno, presso la quale ha svolto la professione di Psicologa. Ha così partecipato alle procedure di valutazione delle coppie per l’idoneità all’adozione. Inoltre, ha condotto insieme ad altri operatori del Consultorio Adolescenti gli incontri di educazione all’affettività e alla sessualità destinati agli alunni delle scuole livornesi.

     

    Dal giugno 2012, è consulente esterna in qualità di psicologa presso lo “Sportello contro il  mobbing e lo stalking”attivato presso UIL – Livorno.

     

    È iscritta all’Ordine degli Psicologi della Toscana, come psicologa-psicoterapeuta.

    In qualità di clinica, si occupa dunque di diversi quadri sintomatologici, quali disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi dell’alimentazione e problematiche sessuali nell’uomo e nella donna. Ha approfondito le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, per cui si occupa delle eventuali problematiche legate a tali aspetti.

    Ha integrato la propria formazione occupandosi di mobbing e fenomeni associati; è formatrice per gli operatori che si occupano di stress lavoro correlato e collabora con altri esperti del settore.

    Si occupa di stalking e violenza di genere, lavorando soprattutto insieme alle vittime per ristabilire e/o migliorare il benessere psicologico a seguito delle violenze subite.

     

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