Dott.ssa Claudia Cocco

Dott.ssa Claudia Cocco

psicologa psicoterapeuta specialista in terapia breve strategica

Mio figlio di 25 anni è in continuo conflitto con me

Vorrei un parere su una situazione che mi sta facendo soffrire molto. Mio figlio maggiore ha 25 anni, una famiglia sua, ma da anni vive un rapporto di continuo conflitto con me. Ho la sensazione che provi un forte rancore nei miei confronti, quasi come se mi odiasse. Qualsiasi cosa io dica viene interpretata in modo negativo e spesso ricevo critiche molto dure o commenti offensivi. Quando gli faccio notare che molte persone mi conoscono come una persona disponibile, rispettosa e pronta ad aiutare gli altri, lui risponde che gli altri non mi conoscono veramente e che solo lui sa come sono fatta. Sembra avere un’immagine di me molto negativa e immutabile. Ripensando al passato, mi chiedo se l’origine di questo risentimento possa essere collegata al periodo in cui era ragazzo e fu certificato come dislessico. Io presi quella decisione per aiutarlo nel percorso scolastico, ma ho sempre avuto la sensazione che lui l’abbia vissuta come qualcosa che non mi ha mai perdonato. Questa situazione va avanti da tanti anni e oggi mi sento esausta. Cerco di mantenere la calma, ma spesso, dopo essere stata ferita ripetutamente, finisco per reagire anch’io e dire cose di cui poi mi pento. So che come genitore dovrei riuscire a gestire meglio queste situazioni, ma mi sento arrivata al limite. La cosa che mi fa stare peggio è che a volte mi accorgo di stare più serena quando lui non c’è. Questo mi provoca un forte senso di colpa, perché gli voglio bene e resta mio figlio, ma sono stanca di sentirmi costantemente giudicata, attaccata e costretta a giustificarmi. Vorrei capire come gestire questo rapporto, come proteggermi emotivamente e se esiste un modo per uscire da questo conflitto che sembra non finire mai.”

Buongiorno signora, queste dinamiche che si stanno accentuando nell'ultimo periodo sono segnali di tentativi di elaborazione da parte di suo figlio di alcuni aspetti non ancora risolti del legame con lei che probabilmente in questa fase della sua vita( nuova famiglia) necessita di avere un senso ma che spesso finisce con "agire" questo disagio direttamente con lei. Tutto ciò condiziona anche i suoi vissuti e rappresentazioni del legame di suo figlio che vanno elaborate e comprese in una nuova cornice prima di essere chiarite con lui. Le suggerisco dunque di concentrarsi sulle sue emozioni e su quanto sta accadendo dentro di lei in questo momento in particolare quando riceve questi "attacchi" in modo tale da favorire anche l'elaborazione da parte di suo figlio senza entrare in escalation, dunque riflettere anziché reagire.

Buona giornata

Dott.ssa cocco 

 

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