Sono stata imperdonabile con mio marito?

Ho 36 anni, sto insieme a mio marito da sei e per lui mi sono trasferita vicino al suo paese d'origine, lontana da casa dei miei 500 km. Due settimane fa è morto mio suocero dopo una lunga malattia. Il lutto, il dolore, unito al carico di gestire tutte le necessità pratiche - come cucinare per la sua famiglia per esempio o salutare chi arrivava in camera mortuaria perchè mio marito non era in grado di fare niente e neanche sua madre e sua sorella, lo stare a casa dei suoi giorno e notte - mi hanno distrutta e ho cominciato nei giorni seguenti a piangere, esaurita, e ad avere rabbia per mio marito perchè non mi sono sentita molto considerata da lui. Anche se so benissimo il dolore che ha provato, volevo solo un grazie, un abbraccio, che non è arrivato. Sono esplosa e abbiamo litigato. Ora mi sento così in colpa ed egoista per questa mia rabbia... Eppure non sono riuscita a trattenermi, è come se tutti questi anni passati sempre nel suo mondo, con la sua famiglia, i suoi amici, le sue abitudini, e senza miei spazi, mi avessero prosciugata e sono esplosa ora. Il mio tempismo mi inorridisce... Sono del tutto nel torto, non è vero? La madre di mio marito e i suoi amici hanno saputo della mia reazione e condannata, sono stata bollata come egoista. E come posso fare per rimediare? Credo di amare mio marito, anche in questo momento...

Buongiorno,
quello che descrive è una situazione molto intensa, in cui si intrecciano più livelli di fatica: il lutto recente, il carico pratico ed emotivo che ha sostenuto in prima persona e, più in profondità, una sensazione che sembra presente da tempo di essere poco vista e poco considerata.

La sua reazione non va letta semplicemente come “egoismo”, ma come il segnale di un limite raggiunto. Ha dato molto, in un momento estremamente delicato, senza ricevere il riconoscimento di cui aveva bisogno: è comprensibile che questo abbia generato dolore e anche rabbia. Le emozioni, in questi casi, non sono giuste o sbagliate, ma raccontano qualcosa di importante.

Allo stesso tempo, è vero che suo marito sta vivendo un lutto e potrebbe essere momentaneamente meno disponibile sul piano emotivo. Questo però non annulla il suo bisogno di essere riconosciuta: in una relazione entrambi i vissuti meritano spazio.

Da ciò che emerge, sembra esserci anche un tema più ampio: negli anni lei si è molto adattata al mondo di suo marito, mettendo in secondo piano i propri spazi, le proprie relazioni e parti di sé. Quando questo accade, il rischio è proprio quello di sentirsi svuotati e, a un certo punto, “esplodere”.

Più che chiedersi se è nel torto, potrebbe essere utile provare a dare senso a ciò che è successo: quella reazione può essere letta come un segnale che la invita a ritrovare un equilibrio più rispettoso anche dei suoi bisogni. Questo non significa allontanarsi dall’altro, ma costruire una relazione in cui lei possa esserci senza annullarsi.

Per rimediare, può essere utile, quando i toni emotivi si saranno un po’ abbassati, provare a parlare con suo marito in modo più centrato su di sé (ad esempio esprimendo come si è sentita e di cosa avrebbe avuto bisogno), senza colpevolizzare ma nemmeno minimizzando ciò che ha provato.

Se sente che questa situazione tocca aspetti profondi e ricorrenti, un percorso terapeutico potrebbe aiutarla a fare chiarezza e a trovare modalità più tutelanti per sé nelle relazioni.

Se ha piacere può contattarmi telefonicamente.

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