Dott.ssa Adriana Nora Lugaresi

Dott.ssa Adriana Nora Lugaresi

psicologo, psicoterapeuta, consulente di parte

Mio figlio ha un carattere molto difficile e non relaziona con i compagni facilmente

Buongiorno, sono la mamma di un bambino di quasi 9 anni e che frequenta la terza elementare. Non ha nessun problema di apprendimento, solo nel comportamento. Ha un carattere molto difficile e non relaziona con i compagni facilmente. I primi due anni di scuola sono passati tranquillamente. Quest'anno è indescrivibile. Non passa giorno che le insegnanti non mi fermino fuori da scuola per raccontarmi cosa combina mio figlio: Si mette ad urlare in classe, piange se un compagno lo guarda perchè pensa lo stia prendendo in giro, si va a nascondere sotto il banco. Le insegnanti sono esasperate e pure io non so più che fare e pensare. Continuo a parlare con lui e chiedergli di dirmi se c'è qualcosa che non va o cosa gli passa per la testa. L'unica risposta che mi da è che i suoi compagni lo prendono in giro e a lui scatta la rabbia e si comporta così. All'inizio le insegnanti hanno cercato di comprendere e di aiutarlo e lo stesso i compagni, ma ora i compagni quasi non lo considerano più perchè non vedono in lui la voglia di cambiare e le insegnanti non riescono a capire cosa non va. Mi hanno detto apertamente di portarlo da un psicologo, ne ho parlato anche con la pediatra che mi ha consigliato la stessa cosa. Cosa devo fare.. Grazie
Gentile Signora, il comportamento del bambino nei primi due anni precedenti era tranquillo, quindi il disagio che presenta quest’anno illumina sulla possibilità che ha vissuto qualche episodio negativo a scuola, plausibilmente nella relazione con i compagni che lo deridono. Va però appurata meglio la causa del disagio, che lui descrive in modo vago. Quindi: “cosa significa per lui presa in giro?” - “E come queste prese in giro si concretizzano?” - “Come ha reagito inizialmente il bambino alle prese in giro?” - “Come hanno reagito gli insegnati?” - “E cosa fanno poi gli altri bambini?”. Quella del bambino può rappresentare una forma di ribellione e/o di protesta, ma non ha una modalità giusta di reagire alla situazione, dato che si esprime più su un piano non verbale. Va quindi aiutato a razionalizzare, stimolandolo a trovare delle soluzioni, del tipo “se ti prendono in giro cerchiamo di capire perché e poi cosa potresti dire o fare?"
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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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