Dott. Alberto Vito

Dott. Alberto Vito

psicologo, psicoterapeuta, consulente tecnico, mediatore familiare

Non riesco a superare il dolore della separazione da mio marito

Ho 45 anni, dal 25 gennaio 2012 mio marito è uscito di casa lasciandomi per un altra donna. Abbiamo una splendida bambina di 10 anni che abbiamo adottato nel 2002. Il 13 dicembre 2012 abbiamo avuto la sentenza di separazione consensuale. Io purtroppo non lavoro ma non mi sono sentita di chiedere il mantenimento x me xchè mi sento frustrata, mi passa solo 250 euro x la bambina. In questi mesi sto andando da una psicologa a Parma, sono seguita dal centro antiviolenza delle donne a Parma e adesso vado anche dalla Prof.Torelli a Parma che è una neurologa dove sono seguita x la cefalea ma adesso soprattutto sto andando xchè non riesco a superare il dolore a questa separazione. Mi sento una donna fallita come moglie, forse per tutti i messaggi che il mio ex marito e la sua compagna mi hanno mandato, mi hanno persino scritto che sono una mamma fallita e che mia figlia sta con me solo per pietà. A me queste frasi mi hanno distrutto psicologicamente. Quanto tempo ci vuole per elaborare il lutto della separazione. Io ho sempre creduto nel matrimonio, sono molto credente e per me il matrimonio è un sacramento.....io riuscirei persino perdonare mio marito se tornasse.

Gent. Signora, effettivamente la separazione coniugale è un evento molto doloroso. E' ancora più difficile da accettare quando è il nostro partner a stabilire che il rapporto è definitivamente troncato, mentre si sarebbe ancora disposti a tentare una riconciliazione. Non c'è una regola assoluta che spiega quando è meglio separarsi e quando no e tale incertezza aumenta la sofferenza perchè rende difficile accettare la separazione come ineluttabile. Per il suo benessere, oltre che quello di sua figlia, sarebbe utile riconoscere che il vostro legame d'amore è finito e che, sebbene dal punto di vista religioso si tratta di un sacramento, il matrimonio necessita di una reciproca condivisione e di condizioni che oggi non esistono più nella vostra coppia. Non è neanche tanto opportuno soffermarsi solo sulle cause pregresse che hanno portato a tale situazioni (anche se con chi la sta aiutando sicuramente starà affrontando anche tali tematiche) e piuttosto che cercare colpe mi pare più opportuno proiettarsi nel futuro. In tal senso, dalle sue poche righe, non comprendo la scelta di non chiedere il mantenimento anche per lei, oltre che per la bambina. E' auspicabile che lei cerchi e raggiunga la sua autonomia anche economica, ma nel frattempo insegni a sua figlia a difendere i suoi diritti. Senza moralismi, senza vittimismo, senza acredine, senza sconti e senza autocommiserazione o colpevolizzazioni: suo marito ha scelto liberamente di sposarla ma ha tuttora degli obblighi nei suoi confronti, pur in presenza della sua (di lui) legittima scelta di porre fine al vostro matrimonio. Pertanto, assistita da esperti, chieda chiò che è giusto. Provi a ragionare secondo il punto di vista che le propongo. Infine, mi permetto di segnalarle il volume: "La perizia nelle separazioni. Guida all'intervento psicologico" edito da Franco Angeli in cui potrà trovare utili suggerimenti per affrontare meglio la sua situazione. Auguri!!!