Dott.ssa Alice Noseda

Dott.ssa Alice Noseda

Psicologa clinica - Neuropsicologa

Mi trasferisco?

Buonasera,
sono separato da un paio d’anni circa. Ho una bimba di quasi 7 anni ed un bimbo di 5 anni. Entrambi vivono con me. La madre vive nella mia stessa città e vede i bimbi nei classici week end alterni e, comunque, ogni volta che vuole. Lei ha le chiavi di casa e può venire quando più lo desidera.
Io, già da un bel po’ di tempo, ho deciso di eliminare quasi completamente ogni forma di conflittualità con la mia ex moglie per il bene dei bimbi ed anche per una questione pratica.

In caso di arrabbiatura non ottengo nulla di più di quanto ottengo senza arrabbiarmi, ma mi rimane tanta rabbia ed amarezza.
Ho una professione di responsabilità e spesso senza orari. Tra la mia ex, la baby sitter, un po’ di fortuna e vari salti mortali sono sempre, fino ad ora, riuscito a conciliare abbastanza egregiamente le necessità della mia famiglia (io e i due bimbi) e gli impegni di lavoro. Preciso che non ho familiari che abitano vicino e non ho nessuna compagna.
Ovviamente, quanto appena detta non significa che la mia situazione sia esente da problemi. I bimbi sono molto gelosi ed appena ricevo una telefonata iniziano a fare i capricci per attirare l’attenzione. Se siamo al parchetto giochi ho difficoltà a parlare con chicchessia perché è un continuo chiamarmi, specie la femminuccia. La femminuccia vuole sempre dormire a letto con me. Il maschietto spesso mi raggiunge durante la notte. La bimba, che ha un carattere tosto, è anche spesso nervosa e capricciosa.
Ultimamente, causa cambiamento dirigenti, il mio ambiente di lavoro (faccio parte delle FF.PP.) non è più molto sereno. Più precisamente, vi è una grande pressione dall’alto, molta arroganza, che io continuo a filtrare per evitare inutili pressioni verso il “basso”. Da questo punto di vita sono stanco. Mi rendo conto che a volte sono teso anche con i miei figli. Ultimamente mia figlia mi ha più volte detto “papà perché non ridi?”, ciò anche quando io ero convinto di essere “normale”.
Ora mi si è presentata l’occasione di spostarmi in un’altra città, a circa un’ora e mezza. Stesso ruolo ma con persone, al momento, diverse e con un ambiente pare più sereno.
Trasferirmi in questa nuova città significherebbe per me ripartire da “zero” sia a livello professionale che personale. A livello professionale perché non conosco nessun collaboratore. A livello personale pure.
Ho prospettato questo trasferimento alla mia ex e pare non contraria. Mi ha solo detto che dovrò essere io a portare i bimbi da lei nei suoi weekend. Nessuna altra obiezione.
Ai bimbi ho paventato l’idea e pare siano d’accordo. Ho precisato loro che andrebbero in una nuova scuola, che conosceranno nuove maestre, nuovi compagni di scuola, nuova amici, etc.. Ho precisato che la mamma la vedrebbero di meno ma che possiamo chiamarla anche tutti i giorni. I bimbi si stanno dimostrando consenzienti.
Che consiglio potete darmi? Un eventuale trasferimento potrebbe giovare a noi 3 o potrebbe essere dannoso per i bimbi? So che la decisione è strettamente personale, ma vorrei giungere ad una decisione definitiva cercando di guardare la situazione sotto ogni punto di vista.

Grazie.

Buongiorno Diego,

Mi spiace molto per la situazione e mi spiace dirle che la decisione giusta/sbagliata la può sapere solo lei e nessuno potrà mai farlo al suo posto. Potrebbe parlare in modo più approfondito con i suoi figli, in modo da capire se è un interesse del momento oppure sono davvero convinti. Gestire da solo due bimbi piccoli non è assolutamente semplice ed avere anche un lavoro che porta stanchezza e stress più del previsto non agevola la situazione. Parli con sua moglie e poi rifletta su cosa è giusto per voi.

 

Cordiali saluti