Dott.ssa Anna Maria De Micco

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Dott.ssa Anna Maria De Micco

Psicologo Analitico- Neuropsicologo Clinico

informazioni di contatto

Via Giuseppe Baretti, 26 - 10125 Torino (TO)

Tel: 32067... [VEDI TUTTO]

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recensioni dei pazienti

Alessandra 26/03/2021 paziente verificato

Ho avuto modo di collaborare con la dott.ssa De Micco in diversi progetti incentrati sulla persona e le sue difficoltà. Professionista competente e determinata, attenta alla soggettività della persona. Consigliatissima

presentazione

Sono psicologa e psicoterapeuta in training ad orientamento Analitico Transazionale iscritta all’Ordine degli Psicologi del Piemonte .

Nel corso della formazione e della pratica clinica ho maturato interesse  per il lavoro corporeo in terapia prestando attenzione all'integrazione tra la dimensione corpoea e  psichica .
Considero la terapia uno spazio protetto in cui avviene  uno scambio finalizzato  alla cura e  alla guarigione da ciò che impedisce alla persona di evolvere o rallenta la sua crescita e il suo essere.

Sono psicologa e psicoterapeuta in training ad orientamento Analitico Transazionale iscritta all’Ordine degli Psicologi del Piemonte .

Nel corso della formazione e della pratica clinica ho maturato interesse  per il lavoro corporeo in terapia prestando attenzione all'integrazione tra la dimensione corpoea e  psichica .
Considero la terapia uno spazio protetto in cui avviene  uno scambio finalizzato  alla cura e  alla guarigione da ciò che impedisce alla persona di evolvere o rallenta la sua crescita e il suo essere.

Mi piace utilizzare una metafora dell’orchestra per descrivere il percorso terapeutico, in cui il Terapeuta diviene colui che accompagna all’armonia dei suoni.

Durante la terapia operano diversi musicisti in grado di suonare molti strumenti: ognuno conosce il proprio ed è in grado di produrre una grande varietà di suoni e armoniche: del violino, della viola da gamba, del contrabasso e per gli strumenti a fiato dell’oboe, della tromba, del flauto.

Il terapeuta conduce passo passo al fianco dei musicisti fino al raggiungimento della musicalità della sonata.

Il ruolo del terapeuta all’interno dell’orchestra  è importante ma sarebbe superfluo se al suo interno non ci fossero validi professionisti.

 

In terapia presto attenzione al corpo e dove esso custodisce le ferite e i dolori della mente ( somatizzazioni)  mi soffermo su  quali bisogni nel corso della vita non hanno trovato una risposta adeguata, producendo malessere e sofferenza. Nella terapia integro alcune tecniche di sensorimotor (attraverso la terapia sensomotoria si apprende a diventare consapevoli del proprio corpo, aumentando la fiducia verso di esso e la capacità di riconoscere i propri segnali somatici, si impara a prendersene cura e a non farsi sopraffare da essi).

Concordo  con la persona la direzione della terapia, avendo cura di rispettare la libertà che la persona esprime, valorizzando il suo sentire.


 
Mi occupo di consulenza e di terapia di adolescenti, adulti, coppie in formazione o in crisi, di famiglie, percorsi di terapia individuale e di gruppo, disturbi alimentari con particolare attenzione all’Emotional Eating, laboratori di stimolazione cognitiva, psicologia ambientale.

 

Terapia individuale: 

  • Depressione e altre alterazioni del tono dell’umore;
  • Disturbi d’ansia (attacchi di panico, ansia generalizzata, ansia da prestazione, fobie, ecc.);
  • Elaborazione del lutto e di eventi critici o potenzialmente traumatici (separazione, divorzio, danni alla persona, malattie, violenze, ecc.);
  • Disfunzioni sessuali;
  • Disturbi del comportamento alimentare: anoressia, bulimia, obesità;
  • Dipendenze;
  • Expat.

 

Terapia di coppia:

  • Crisi della coppia, difficoltà a relazionarsi e a comunicare;
  • Separazioni e divorzi;
  • Disturbi della sfera sessuale.

Terapia familiare:

  • Malessere legato alla presenza di eventi critici o traumatici che colpiscono l’intera famiglia (lutto, separazioni e divorzi, ecc.);
  • La malattia di un membro che ha un notevole impatto sulla vita familiare o è da essa determinata.

Terapia di Gruppo (anche online)

  • Gruppi di empowerment finalizzati alla crescita personale
  • Gruppi di terapia
  • Gruppi sulla dipendenza affettiva
  • Gruppi legati a problematiche lavorative (mobbing, burnout, licenziamenti, cambio lavoro)

 

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aree di competenza

  • Trattamento per attacchi di panico
  • Ansia
  • Problemi di coppia
  • Problematiche legate all'autostima
  • Depressione
  • Problemi depressivi della terza età

"Innamorati di te. Della vita. E dopo di chi vuoi" (Frida kahlo)

Formazione professionale

Ho sviluppato la mia formazione prestando attenzione all’integrazione mente corpo.

Mi sono laureata a Torino in psicologia clinica e di comunità con una tesi sulla  Mindfulness: Evidenze Cliniche della Mindfulness applicate ai pazienti oncologici, seguita dal Dott. Pavia.

Ho sviluppato la mia formazione prestando attenzione all’integrazione mente corpo.

Mi sono laureata a Torino in psicologia clinica e di comunità con una tesi sulla  Mindfulness: Evidenze Cliniche della Mindfulness applicate ai pazienti oncologici, seguita dal Dott. Pavia.

Ho poi frequentato un  Master sulla neuropsicologia dell’adulto e dell’anziano e ciò mi ha permesso di integrare le neuroscienze nella pratica clinica sia come strumento diagnostico ma anche come tecnica di intervento. Ho inoltre frequentato un master sui disturbi dell’apprendimento in età adulta.

Parallelamente ho frequentato la  scuola di specializzazione di psicoterapia in Analisi Transazionale. ( L’ Analisi Transazionale  è una teoria della personalità e dello sviluppo, oltre che una metodologia terapeutica, elaborata dallo psichiatra e analista canadese Eric Berne a partire dagli anni ’50. Agendo come psicoterapeuta Analista Transazionale ritengo  fondamentale un approccio terapeutico basato sulla relazione Paziente – Terapeuta intesa come dimensione di cura nella quale si può tornare ad essere consapevoli della propria energia vitale, che permette il cambiamento. La Relazione nel processo terapeutico si configura come spazio protetto e sicuro in cui sperimentarsi, scoprirsi ed esprimersi in un clima non giudicante e di eguaglianza.)

Negli anni di formazione ho perseguito altre formazioni specifiche in particolare:

  • Disturbi alimentari con particolare attenzione all’Emotional Etaing
  • Sessioni di Danza Terapia
  • Comunicazione efficace
  • Protocolli Mindfulness
  • Tecniche di sensorimotor
  • EMDR*

*L’EMDR è un metodo psicoterapico strutturato che facilita il trattamento di diverse psicopatologie e problemi legati sia ad eventi traumatici, che a esperienze più comuni ma emotivamente stressanti.
E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 44 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze.

La terapia EMDR ha come base teorica il modello AIP (Adaptive Information Processing) che affronta i ricordi non elaborati che possono dare origine a molte disfunzioni. Numerosi studi neurofisiologici hanno documentato i rapidi effetti post-trattamento EMDR. [fonte emdr.it]

 

Ho fatto un percorso di terapia personale essenziale per poter esercitare la professione di Terapeuta.

 

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Esperienze lavorative

Attualmente pratico la libera professione presso il centro Psiche&Corpo a Torino. Conduco percorsi di terapia e di consueling individuali, di coppia e di gruppo rivolti principalmente ad adulti e adolescenti.

Attualmente pratico la libera professione presso il centro Psiche&Corpo a Torino. Conduco percorsi di terapia e di consueling individuali, di coppia e di gruppo rivolti principalmente ad adulti e adolescenti.

Effettuo terapie a distanza attraverso le più conosciute piattaforme (Skype, whatsapp, Zoom, Google Meet). Mi occupo di consulenza e di terapia di adolescenti, adulti, coppie in formazione o in crisi, di famiglie che desiderano migliorare lo stile comunicativo, di expat.

Svolgo con passione il lavoro di consulente presso strutture con utenza psichiatrica; mi occupo di conduzione di gruppi che mirano al raggiungimento di una crescita personale e gruppi di terapia sulla dipendenza affettiva.

Ho maturato esperienza nel campo della progettazione sociale presso l’Associazione Auser Torino, in cui ho attivato uno sportello di ascolto rivolto ad anziani e ai loro familiari (e/o cargeiver).

Ho coordinato il Progetto Emergenza Caldo nel 2018 e nel 2019, occupandomi anche di laboratori sulla stimolazione cognitiva.

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Partecipazioni

Attacchi di panico e ansia: sintomi e cause. Intervista all’esperta

[Fonte epicura Blog]

Attacchi di panico: sintomi iniziali e in cosa consistono?


- Soffermiamoci innanzitutto sulla parola "panico". Questo termine deriva dalla mitologia greca e, nello specifico, dal dio Pan, una creatura metà uomo e metà caprone.

Attacchi di panico e ansia: sintomi e cause. Intervista all’esperta

[Fonte epicura Blog]

Attacchi di panico: sintomi iniziali e in cosa consistono?


- Soffermiamoci innanzitutto sulla parola "panico". Questo termine deriva dalla mitologia greca e, nello specifico, dal dio Pan, una creatura metà uomo e metà caprone.

Secondo la mitologia, questa divinità compariva all’improvviso sul cammino dei passanti per poi sparire velocemente, suscitando dunque reazioni di paura e terrore. Le vittime di queste apparizioni, infatti, restavano incredule e non riuscivano a gestire la reazione emotiva sperimentata.

Nell’attacco di panico avviene qualcosa di molto simile: c’è un improvviso episodio di terrore, che dura tendenzialmente una decina di minuti, e nel quale si sperimentano delle sensazioni molto sgradevoli.

L’attacco di panico inizia repentinamente, all'improvviso, e raggiunge il picco d’intensità in pochi minuti.

Per l’individuo che esperisce l’attacco di panico, queste sensazioni sono spaventose e allarmanti (specie se si tratta del primo attacco della propria vita) tanto che si può perdere il controllo su se stessi o, peggio, avere paura di morire.
Attacchi di panico: cause scatenanti
A scatenare le crisi di panico sono i pensieri di un pericolo non realistico, ma che viene percepito con forte intensità da chi lo vive. 

I pazienti che mi parlano dei loro attacchi di panico lo descrivono come un fulmine a ciel sereno, qualcosa che avviene improvvisamente e per questo li spaventa moltissimo. In realtà, però, c’è sempre una causa scatenante, anche quando non si riconosce la causa. 

Il lavoro dello psicologo o psicoterapeuta sta proprio nel comprendere quale sia questo fattore. 

A livello neuro-fisiologico, invece, accade che i segnali provenienti dai sensi (vista, udito, olfatto) raggiungono delle strutture che hanno una funzione sorvegliante, e ci danno delle informazioni sull’esperienza sensoriale con cui entriamo a contatto. 

Ciò significa che a quest’informazione attacchiamo un’etichetta, riconoscendola, ad esempio, come sconosciuta o potenzialmente minacciosa. 

Quello che succede in chi soffre di attacchi di panico è che la nostra "centralina" riconosce lo stimolo come pericoloso, attivando il sistema nervoso simpatico (ovvero quello involontario), che è finalizzato a preparare l’organismo a reagire a situazioni di pericolo. 

Quando questo sistema di allarme si attiva tante volte, si inceppa: si diventa più reattivi e impulsivi, ci si sente confusi e disorientati al punto di percepire ogni stimolo come minaccioso o pericoloso, scatenando una reazione di attacco-fuga. 

Con il panico il sistema autonomo va fuori controllo e scarica in modo disordinato: ecco perché l’ansia sembra una malattia fisica, ma non è propriamente tale.

L'attacco d'ansia è in qualche modo utile, perché riduce la tensione interna anche se in modo fastidioso: assomiglia a una tormenta che si accende dentro di noi, aumentando il battito cardiaco - motivo per cui questi momenti fanno paura. 

 

Quali possono essere le cause degli attacchi di panico?


- Le cause di un attacco di panico possono essere molteplici: alcuni studi confermano che può esserci una predisposizione genetica derivante da tratti del temperamento vulnerabili e sensibili.

Essere particolarmente sensibili quindi può esporre maggiormente al rischio di avere degli attacchi di panico, ma voglio rassicurare dicendo che ciò non è per nulla matematico.

In generale, gli attacchi di panico possono avere origine da un’esposizione a eventi particolarmente stressanti o da disturbi post traumatici da stress: possono sorgere laddove ci siano forti eventi catalizzatori (come una separazione, un allontanamento dalla propria patria, una perdita, una malattia, un lutto, ma anche problemi lavorativi o finanziari). 

Ognuna di queste situazioni può generare dentro noi un forte stress emotivo. 

È per questo che gli attacchi di panico tendono a manifestarsi più spesso in periodi di passaggio della vita, come può esserlo quello dall’età adolescenziale a quella adulta.  Sono momenti di crescita e dunque di cambiamento, che genera come una frattura tra la necessità e la paura di cambiare. 

Per queste ragioni l’aiuto di un bravo professionista può aiutare a scavare per comprenderne le cause ed escludere situazioni derivanti da patologie già esistenti e per cui sorgono gli stessi sintomi. 
Quale correlazione c'è fra ansia e crisi di panico?
Nel manuale diagnostico, l’attacco di panico è classificato come un tipo di disturbo d’ansia. 

La principale differenza sta nei criteri diagnostici: lo stato d'ansia è una preoccupazione anticipatoria del futuro, cioè si anticipa qualcosa che non è accaduto (ad esempio, la paura di perdere il treno l’indomani) e per questo si parla di ansia anticipatoria.

L’ansia procura sintomi fisici che causano un disagio significativo, una tensione perpetua ma tollerabile in un certo senso; nell’attacco di panico, invece, magari ci si sente bene e poi d’improvviso compaiono i sintomi. 

In realtà non necessariamente se soffri d’ansia puoi avere un attacco di panico: ci sono molti fattori che concorrono alla manifestazione di un disturbo, come componenti genetiche, ambientali o socio-relazionali…

È la combinazione di tutti questi fattori che fa in modo che si possa o meno sviluppare un attacco di panico. 

In generale, però l’attacco di panico si verifica proprio a partire da uno stato d'ansia, tanto che la sintomatologia è simile. 

Il panico è una forma di ansia accumulata, una possibile reazione da parte del cervello quando si viene a creare un eccesso di tensione emotiva. La tensione quindi si scarica sul corpo producendo le sensazioni di cui abbiamo parlato prima, dovute all’attivazione del sistema nervoso autonomo. 

In generale, nei periodi di forte stress, di stanchezza eccessiva, di pressioni legate a scelte incombenti, la tensione sale e se non viene accolta e stemperata, può crescere fino a determinare un attacco improvviso: la crisi è come il fischio di una pentola a pressione.
Attacchi di panico: sintomi
Una cosa da tenere sempre in considerazione quando si soffre di attacchi di panico: sintomi come quelli stiamo per descrivere non sono mai da sottovalutare.

In caso di attacco di panico, abbiamo due tipi di sintomatologie, che è bene distinguere: una di tipo fisico, che coinvolge il corpo, e una riguardante la sfera cognitiva, delle sensazioni.

Nel caso di sintomi fisici degli attacchi di panico abbiamo:

rossore al viso;
capogiri;
sensazione di stordimento;
parestesie (ovvero formicolii che si avvertono alle mani, ai piedi al viso);
difficoltà respiratorie;
battito cardiaco accelerato;
aumento della sudorazione;
brividi. 
Sono sensazioni spiacevoli e molto forti, a cui si abbinano sintomi cognitivi, come la paura di perdere il controllo, di impazzire o, addirittura, paura di morire. 

C’è poi la de-realizzazione, ovvero la sensazione di non appartenere alla realtà, o la de-personalizzazione, che fa vivere quel momento come spettatori esterni. 

Tutto ciò avviene perché è come se il corpo si preparasse a fuggire da un pericolo, e per questo anche il corpo si adatta con cambiamenti evidenti, come quelli descritti. Questa attivazione è talmente forte che si va incontro al panico, in quanto si ha il timore di non poter affrontare il pericolo: un circolo vizioso, insomma, da cui sembra di non poter uscire. 

 

- Cosa sono gli attacchi di panico notturni?


- L’attacco di panico notturno è caratterizzato da crisi che avvengono nel corso della notte, svegliando l’individuo senza che ci sia una causa apparente. Questi attacchi si manifestano normalmente anche nelle fasi del sonno profondo: il paziente si sveglia terrorizzato, sudando. 

Si tratta di un’esperienza tanto intensa che porta il paziente ad avere paura di addormentarsi. La sensazione che si sperimenta è di confusione e turbamento, che probabilmente è maggiore proprio perché in quel momento non si è sufficientemente svegli per capire cosa sta accadendo.

L'attacco di panico notturno può risultare ancora più sgradevole proprio perché durante il giorno possiamo riconoscere l'arrivo di un attacco di panico, mentre di notte, essendo esposti a una maggiore vulnerabilità, non ce lo aspetteremmo. 

Come si gestisce un attacco di panico?


Innanzitutto, partirei da accorgimenti pratici: oltre al percorso terapeutico, che in questo caso è fortemente consigliato, dal punto di vista pratico ciò che si può fare è imparare a regolare il ritmo del respiro.

Si pone una mano sull’addome, per sentire il ritmo del proprio respiro, e si procede con respiri lenti e profondi dal naso, espirando poi l’aria dalla bocca. Questo accorgimento è assolutamente valido per gestire un attacco di panico.

Ci sono, poi, dei comportamenti da evitare, come fumare o assumere alcool e caffeina. Può aiutare, inoltre, evitare ambienti particolarmente affollati.

A livello cognitivo, ciò che può essere utile è sospendere i giudizi critici su se stessi, liberarsi dai sensi di colpa, assumendo una posizione di compassione, un approccio tipico della meditazione mindfulness. 

Un altro accorgimento è imparare a dirsi delle frasi semplici e forti, ma che siano di supporto e di aiuto: bisogna ripetersi parole positive, aperte al futuro.

Un altro metodo è la visualizzazione di immagini o di persone che ci fanno sentire al sicuro: questo crea un’immagine mentale che crea un senso di sicurezza e ci fa sentire protetti. Un’immagine di questo tipo è di grande conforto, è molto potente e ci dà la forza di entrare in contatto con un genitore interiore in grado di spegnere la paura. 

Nel percorso di terapia si apprendono alcune di queste tecniche per la gestione degli attacchi di panico; ogni persona è differente, e per questo anche gli interventi saranno mirati e personalizzati sulle cause e i disturbi specifici del paziente.

Uno di questi interventi è la ristrutturazione cognitiva, che svolge due funzioni: da una parte introduce un’evidenza contraria alle interpretazioni catastrofiche (errate) che si hanno nei casi delle crisi di panico panico e, dall’altro, offre una spiegazione alternativa alla situazione.

Se, ad esempio, si avverte un giramento di testa, il primo pensiero potrebbe essere “sto per svenire!”. In terapia, invece, si impara a pensare “sto provando questi sintomi, non è detto che debba svenire”: si sostituiscono dunque pensieri catastrofici dando un significato alla sensazione corporea, rassicurando e permettendo un maggiore contatto con la realtà. 

Questo tipo di intervento costituisce le fasi iniziali del percorso terapeutico, importante perché aumenta la fiducia e la sicurezza del paziente, che non si sente più solo, malato e confuso.

 
Come si combattono le crisi di panico? Esiste una cura?

- Ad oggi le terapie elette per gli attacchi di panico sono le cosiddette “terapie combinate”, che prevedono sia un trattamento farmacologico (soprattutto nei casi più invalidanti) che un percorso di psicoterapia.

Per quanto concerne il trattamento farmacologico, si sfruttano i medicinali per ridurre la tensione del sistema nervoso autonomo, che è il responsabile di tali sensazioni fisiche. 

Essendo il farmaco un palliativo che toglie il dolore ma non la soluzione conclusiva, è bene ricordare che i farmaci sono utili se presi a dosi moderate e sotto controllo medico: questo permetterà alla persona di capire che non è malata, che il suo corpo è soltanto troppo sollecitato dall’ansia e che c’è un rimedio. 

Permette anche di non interrompere i progetti di vita e di ritrovare l’energia sufficiente per intraprendere un percorso di cura come la psicoterapia. L’intervento del farmaco, infatti, sicuramente blocca i sintomi dell’attacco di panico, ma non quello che c'è a monte, che invece è compito della terapia trovare.

L'abbinamento di farmaci e psicoterapia  è particolarmente efficace perché va ad agire sinergicamente sul disturbo e non solo permette di ridurlo ma evita soprattutto il rischio di ricaduta e di cronicizzazione. 

Si parte quindi dalla ristrutturazione cognitiva per poi poi passare a un percorso che promuova il mantenimento dei risultati raggiunti, lavorando sulla vulnerabilità psicologica sottesa al disturbo. 

Durante la terapia si danno degli strumenti pratici e concreti da mettere in atto contro il disturbo e poi si passa a un lavoro più profondo, che permetta una ristrutturazione mentale ed emotiva. 

Psicologo online: un modo per sconfiggere l'ansia


- Non dobbiamo pensare che le difficoltà siano uguali per tutti, poiché ognuno di noi ha la proprie: può essere la paura di non farcela, di perdere un sogno o un legame, la ribellione a troppe responsabilità, la fuga dalla solitudine.

Proprio questa unicità, propria dell'essere umano, rende la psicoterapia indispensabile. Parlare con uno psicologo online, del resto, non ha nulla da invidiare alle sedute più tradizionali.

Si tratta, infatti, di svolgere la terapia tramite lo schermo di un device, comodamente da casa o dovunque si voglia, ma soprattutto in qualunque momento della giornata.

In questo modo, evitando ogni spostamento, si andrà incontro all'esigenza della persona, che potrà ricevere la videoseduta senza temere un'eventuale insorgenza della patologia fuori casa.

I farmaci sono uguali per tutti e servono a sedare l’ansia, ma la causa dell’ansia è contenuta in una storia unica, che solo quella persona conosce e può raccontare.

Il disturbo da attacco di panico fa capire che si è in bilico tra una strada vecchia e una nuova: la prima rassicura ma è pesante, mentre la seconda è percepita come rischiosa. 

Questa incertezza, unita alla paura di perdere i propri appigli, crea una carica emotiva che sfocia nell’ansia acuta, dove non si vede alcuna soluzione. 

L’attacco di panico è semplicemente la spia che qualcosa non funziona e che bisogna correre ai ripari: la psicoterapia può essere quel rifugio. 

Del resto, come dice la psicologa Anna De Micco, l'educazione emotiva può essere utile per fronteggiare la quotidianità in modo più sereno e più libero.

 

Fonte: https://www.epicura.it/blog/benessere-psicologico/attacchi-di-panico-e-ansia-sintomi-e-cause/#come-si-combattono-le-crisi-di-panico?-esiste-una-cura?

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costo servizi

Descrizione servizio Prezzo
Sostegno Psicologico o percorso di Crescita Personale Da € 40.00
Terapia Individuale Da € 50.00
Terapia di Coppia Da € 70.00
Terapia di Gruppo Da € 20.00
Percorsi di Crescita Personale (gruppo) Da € 15.00
Iscritto all'Ordine degli Psicologi della Regione Piemonte Provincia Torino col n. .8810 dal 24/10/2018

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