informazioni di contatto
Via dei Castani 170 - 00132 Roma (RM)
Tel: 3517307071
presentazione
Mi presento: sono il Dott. Aron Fantini psicologo, psicoterapeuta cognitivo comportamentale.
Di poche cose ho certezze assolute: la possibilità di realizzare parte della mia esistenza per mezzo della conoscenza e l'esplorazione del mondo interiore, attraverso le crepe che ne permettono il raggiungimento, è una di queste.
Freud diceva che lo psicoterapeuta "deve essere sufficientemente sano, ed essere stato in odore di malattia, tanto da comprendere quella dell'altro, in particolare la malattia di vivere".
E cosi quella spinta motivatrice atta a guardare, risolvere o semplicemente accettare i miei conflitti interiori è diventata strumento per aiutare gli altri a guardare, risolvere o semplicemente accettare i propri.
Conseguo la laurea triennale CUM LAUDE in Scienze e Tecniche Psicologiche nel 2016. Dato il mio interesse rispetto alle energie del maschile e del femminile e di come queste, si fondono in modo unico e irripetibile per dare vita a gradienti diversi di mascolinità o femminilità in ogni essere umano, decido di approfondire questo argomento attraverso una tesi sui "Fattori epigenetici coinvolti nel processo di differenziamento sessuale del cervello".
Nel 2018 conseguo la laurea specialistica CUM LAUDE in Neuroscienze cognitive e Riabilitazione psicologica presso la Sapienza di Roma acquisendo competenze sui funzionamenti psicologici in relazione al funzionamento delle diverse strutture cerebrali.
Nel 2019, riprendendo i temi che mi avevano portato all'elaborazione della prima tesi, decido di svolgere il mio praticantato, propedeutico all'abilitazione come psicologo, presso il servizio SAIFIP (Servizio di Adeguamento tra identità fisica e psichica) dell'ospedale San Camillo Forlanini di Roma, che si occupa del sostegno e dell'accompagnamento nei percorsi di affermazione di genere delle persone transgender e delle loro famiglie ed entrando come membro nel gruppo di ricerca sull'identità di genere (URSIG) dell'Università Sapienza.
Nel 2020 conseguo il titolo di Psicologo cominciando a svolgere, ai sensi della legge 56/89, la mia attività clinica.
Nel 2022 intraprendo il percorso di specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale presso l'Istituto A.T Beck di Roma, conseguendo il titolo di psicoterapeuta a Dicembre 2025 con una tesi sul Disturbo Evitante di Personalità.
Sempre nel 2022 divento terapeuta EMDR. Tecnica che mi consente di lavorare sulla rielaborazione di traumi semplici e complessi.
Dal 2022, oltre alla mia attività clinica privata, lavoro in una clinica psichiatrica estensiva di Roma occupandomi di disturbi di personalità severi e disturbi dello spettro psicotico.
Alla vocazione della psicologia unisco la passione del canto che attraverso il lavoro sui suoni e sulle sue proiezioni, unisce il mondo dell'immaginazione alla concretezza del corpo.
Approccio
La terapia cognitivo comportamentale parte da un'evidenza scientifica: non è mai l'evento a generare l'emozione ma il modo in cui lo interpretiamo.
A volte, l'interpretazione associata all'evento è coerente alla realtà stessa e questo genera emozioni fisiologicamente correlate: perdo una persona cara --> sono triste.
Spesso, però, ad un dolore "pulito" si somma un dolore "sporco".
La mente viaggia su due flussi di pensiero: il pensiero razionale (la mente che "sa") e il pensiero emotivo (la mente che "sente").
La mente razionale è collocata in quella parte del cervello chiamata "corteccia prefrontale" mentra la mente emotiva è collocata nelle strutture sottocorticali e più profonde che fanno parte del "sistema limbico", deputate alle emozioni e alla memoria.
Tutti noi, in base alla relativa storia di vita, possiamo sviluppare delle credenze di base negative: inadeguatezza ("sono sbagliato"); non amabilità ("non merito l'amore degli altri"); assenza di valore ("faccio schifo").
Queste credenze, senza la nostra consapevolezza, si radicano negli eventi negativi del presente aggiungendo la somma del dolore "sporco".
Ad eventi fisiologicamente negativi aggiungiamo la somma di vecchie ferite del passato che prendono quegli eventi per farci sentire come non siamo!
Per evitare l'attivazione di questi stati di dolore utilizzamo strategie di difesa (es. evitamento, perfezionismo ecc..) che strutturano le condizioni psicopatologiche che conosciamo: ansia, depressione, disturbi di personalità ecc...
L'obiettivo della terapia cognitivo comportamentale è quella di permettere alla persona di riappropriarsi del proprio dialogo interiore, di riconoscere quando questo è condizionato dagli schemi di inadeguatezza, non amabilità, assenza di valore e di depotenziare i nuclei emotivi che lo condizionano al fine di avere una visione più positiva, ma soprattutto, giusta di sé e finalmente....riscrivere la propria vita!
La terapia cognitivo comportamentale si avvale di approcci sempre più innovativi (schema therapy, dialectical behavior therapy, terapia metacognitiva interpersonale, acceptance and commitment therapy, mindfulness) e scientificamente validati.
Tutto questo è possibile in un percorso individualizzato, personalizzato in un clima di empirismo collaborativo, non giudizio, empatia racchiuso in una cornice di evidenza e rigore scientifico.
mi occupo di
metodi utilizzati
"Ciò che è in superficie fa ben oltre a quello che il nostro sguardo può vedere" Aaron Beck
Formazione professionale
FORMAZIONE
Ambiti di intervento
Disturbi trattati
Esperienze lavorative
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