Dott. Augusto Rossi

Dott. Augusto Rossi

psicologa psicoterapeuta specialista in terapia breve strategica

Penso che il problema sia proprio mio marito

Tra fidanzamento e matrimonio stiamo insieme da 13 anni. Eravamo compagni di classe alle elementari. All'inizio era tutto rose e fiori, come in quasi tutte le storie d'amore. Ci siamo fidanzati nel 2006. Esattamente un anno dopo sono rimasta incinta. Avevo 25 anni, il mio sogno di vita è sempre stato diventare madre. Pensavo che finalmente il mio sogno si sarebbe avverato. Non avevamo problemi di soldi, io ero precaria ma guadagnavo bene, lui non guadagnava tantissimo ma ha sempre avuto un ottimo posto di lavoro. I miei genitori rimasero scandalizzati da questo evento. Nessuno la prese bene, nessuno. Il giorno che diedi la notizia non me lo scorderò mai. Io per i miei genitori ero uno scandalo. "E ora cosa penserà la gente!!". Ma quale gente? Ma cosa me ne frega della gente?? Ero terrorizzata. Terrorizzata perchè le orribili parole che mi sono state sputate addosso da mio padre soprattutto, mi hanno segnata e tuttora sono piena di cicatrici. Decisi comunque di interrompere la gravidanza per volere dei miei e di quello che poi diventò mio marito. Di quella mattina ho l'immagine impressa e stampata nella mia mente della mia mano che contiene quella pillola e le parole dell'infermiere che mi dice "se le mandi giù non si torna più indietro". E avrei dovuto ascoltarlo. Ora sarei stata strafelice perché avrei avuto mio figlio accanto. Quando uscii dall'ospedale, mio marito quasi insistette nel farmi dormire a casa sua. E così feci. Ma quella sera lui usci con i suoi amici. Erano le 3 di notte e di lui nessuna traccia. Piangevo nel letto come una disperata presa da attacchi di panico e ansia. Lui non rispondeva al telefono. Mi rispose intorno alle 5 di mattina dicendomi che aveva lasciato il tel nella macchina di un suo amico e che era andato a mangiarsi una piadina. Rientrò alle sei di mattina. Tante volte ho chiesto il perché del suo comportamento ma lui ha sempre pensato di non aver fatto nulla di grave. Nel corso degli anni le sue mancanze sono state tante. Abbiamo due figli ed è inutile descrivere la sua assenza, anzi, la sua mancanza nell’aiutarmi, anche solo per sostenermi moralmente. Ho avuto due cesarei e per lui è come se non avessi fatto nulla. Non mi ha mai sostenuta, ha sempre pensato a se stesso, ha sempre pensato ai suoi allenamenti di calcio anche la sera in cui tornai a casa dalla clinica fresca di operazione alla colecisti. Lasciata sola con mia figlia di 3 anni e il piccolo di 4 mesi. E 4 mesi prima avevo avuto il cesareo. Quelle poche volte che uscivamo quando la prima figlia era ancora neonata, lui ci riaccompagnava a casa e poi riusciva per rientrare a orari sconosciuti. Non si è mai ricordato di un compleanno. Non mi ha mai fatto sorprese o regali, regali che provenissero direttamente dal cuore. Perché di regali ne ho ricevuti, ma dopo aver urlato come una pazza isterica. Non ha mai pensato a me come donna, moglie e madre dei suoi figli. Il suo primo ed unico pensiero è il suo benessere. Si fa sempre ciò che piace a lui. Se dobbiamo fare qualcosa per me, inizia a cacciar scuse e alla fine mi fa perdere sempre tempo. Quindi sono costretta a rimanere a casa perché ormai si è fatto tardi. Non hai mai pensato che i figli mangiano e che quindi, bisogna cucinargli. Perché non solo lui per lavoro, esce la mattina alle 6 e torna il pomeriggio alle 18.30 ma, quando torna o va agli allenamenti o esce in bicicletta per i suoi giri notturni nelle campagne. La questione calcio in realtà credo sia finita ma non perché gli ho detto io che non esiste che durante la settimana faccia gli allenamenti e il sabato e la domenica, giornate buttate perché lui ha le partite. No! Lui ha deciso di non andare più a calcio perché deluso dalla società e perché si è fatto male al ginocchio. Io mi occupo di tutto, casa, lavoro, figli, scuola, sport dei figli. Io per me non faccio nulla. Io e i bimbi usciamo di casa alle 8 e rientriamo alle 17, solo perché non iniziano ancora nessuno sport, altrimenti rientreremmo più tardi.
Negli ultimi due anni sto avendo problemi a lavoro. Sono anche andata da uno psicologo pensando che il problema fosse solo mio. Non ho continuato gli incontri perché troppo dispendiosi. Ultimamente ho avuto due settimane di forte depressione, o almeno credo che sia così. Sono stata a casa in malattia per forti dolori addominali, pianto isterico e voglia di fare nulla. Il mio medico curante mi ha detto di iniziare con delle gocce di xanax che prendo molto saltuariamente in realtà. I problemi a lavoro continuano, e lui continua ad essere assente, a non sostenermi, a non aiutarmi. Quella che parla e che discute sono sempre e solo io. Ho avuto più volte momenti di rabbia nei suoi confronti, comportamenti da isterica ma da lui mi sono soltanto sentita dire che sono pazza. Poi chiude la porta e se ne va. A livello sessuale è cambiato molto. Negli ultimi anni è diventato molto più materiale ma la cosa non mi stupisce dato il suo noto egoismo. Io gli parlo, gli parlo tanto ma da lui non esce una frase logica. Mi sento dire solo ed esclusivamente “ah addirittura”? Non mi ricordo feste in cui sono stata tranquilla, feste che mi sono goduta, uscite serali, cene o pranzi al ristorante. Niente, nessun ricordo felice o sereno. E sempre per colpa di mio marito. Il mio rapporto con i miei genitori non è mai stato idilliaco. Una famiglia in cui non si parlava mai e quando si provava a parlare, il problema principale era sempre e solo mio fratello. Quindi, ho sempre vissuto un po’ dietro le quinte. Mia madre non mi ha mai chiesto come stavo dopo l’aborto. Non mi ha mai sostenuta. Lei stessa ha sofferto di depressione quando ero piccola e tutta quella sofferenza riguardo la sua assenza, che fosse un abbraccio o una semplicissima parola come “brava”, me la porto dietro. Non sono felice e mi sforzo ogni giorno di esserlo perché ho due bambini che sono la mia vita. Ma se non sto bene io non stanno bene nemmeno loro e quindi devo trovare una soluzione, perché so che la soluzione c’è. E questa mattina ho avuto l’ennesima conferma che alla base dei miei problemi, c’è mio marito. E non mi dite che devo uscire con le mie amiche o che devo ricavarmi del tempo per me stessa, perchè significherebbe lasciare a lui i bambini che automaticamente andrebbero dalla nonna ed io mi ritroverei a sentirmi le solite lamentele di mia madre che mio marito lascia sempre i bambini a lei e lui si fa le cose sue.
Mi sforzo di vedere la luce alla fine di questo tunnel ma, questo tunnel sembra non avere una fine!!

Gent. Giorgia, quanto esponi, probabilmente deriva da una non perfetta comunicazione. Comunicare bene, in un rapporto, significa esprimere la propria autenticità, che vuoi per molteplici situazioni, non ci si esprime. Molti problemi vengono sottesi, molte chiarificazioni vengono nascoste. Ci si ritrova a vivere un rapporto amorfo, fatto di nulla, privo di stimoli creativi. Così si anestetizzano sensazioni ed emozioni.

Nella lettura noto che poni attenzione su tuo marito, focalizzando il fatto che non ti da ciò che vorresti, si comporta apaticamente, disinteressato, non esprime verso di te le sensazioni che vorresti. Mi riferisci che tu sei molto dedita alla famiglia, ai figli, mentre tuo marito no. Vedi Giorgia, il comportamento messo in atto da tuo marito è il frutto di anni di esperienze negative. Ciò che vedi in tuo marito, è un comportamento da combattere, mentre io ti chiedo di comprendere. Ad un’attenta osservazione, si tenta a colpevolizzare, mentre invece le colpe non esistono. Credi che se il tuo marito potesse scegliere di essere diverso da quel che è, più amorevole, comprensivo, umano, non lo farebbe? C’è un elemento essenziale che vi accomuna: siete entrambi vittime di automatismi che vi dominano. Lui non avrebbe potuto sposare che una donna dalle tue caratteristiche: programmata per sopportare ogni genere di angheria; tu non avresti potuto far altro che ritrovarti a convivere con un uomo simile incurante delle altrui esigenze e incline a detestabili pratiche manipolatorie. Ma come non si può imputare alcuna responsabilità a te per le tue incresciose tendenze masochistiche, così non è ascrivibile alcuna colpa a lui per i deprecabili impulsi sadici a cui non riesce a sottrarsi. Tu sei stata forte e sei riuscita ad aver ragione delle tue pulsioni, lui non è stato altrettanto fortunato e ne è tutt’ora vittima.
Anche ora, il tuo marito preme un bottone e tu di colpo precipiti dentro una botola che si spalanca all’interno della tua mente, nel cadere cerchi un appiglio tra i tuoi pensieri, abbassi inavvertitamente una leva, e in lui si attiva puntualmente un altro dei suoi consueti meccanismi. Tutto automatico, la colpa non esiste.

Se potessimo, sceglieremmo tutti di essere virtuosi e amorevolmente felici, non prepotenti e violenti. Se tuo marito mantiene le sue devianze caratteriali, è soltanto perché non ha scelta, è vittima, e non deve essere divertente trovarsi nei suoi panni.
Ami i tuoi figli? Allo stesso modo dovresti Amare il tuo marito.

I tuoi figli stanno assimilando disequilibrio da una parte e rabbia dall’altra, se crescendo divenissero astiosi e aggressivi che colpa ne avrebbero? Sarebbe quindi una logica conseguenza se un giorno i loro partner ai limiti della sopportazione, chiedessero la separazione, provassero risentimento.

Per il tuo marito sono valide le stesse considerazioni, anche lui è stato un bambino e non ha avuto nessuno da cui apprendere ad amare veramente (come accadrà, al contrario, ai tuoi figli grazie a te, se farai prevalere l’Amore sulla rabbia).

Quanto appena articolarmente detto, solo per aiutarti ad osservare le cose dalla giusta prospettiva e per prepararti a trasformare la tua rabbia in sentimenti di comprensione e Amore.


Le soluzioni sono efficaci soltanto se allineate alla realtà, altrimenti non funzionano. E la realtà che devi comprendere chiaramente ed accettare è che il tuo marito, come chiunque altro, non ha potuto far altro che diventare ciò che è, senza alcuna colpa, così come potrebbe capitare ai tuoi figli o ai figli di chiunque altro.

La soluzione, dunque? Comprendere e dare Amore.
Solo così si potrà dissolvere alla radice ogni problema. Tra un comportamento aberrante di tuo marito, e il tuo Amore elevato e nobile, non vi è dubbio su quale sentimento prevarrà nel tempo sui tuoi figli.

Così se tuo marito percepirà Amore sincero in te, col tempo ne verrà anch’egli toccato e trasformato.
Se ti elevi ad un livello di consapevolezza superiore a quello al quale il tuo marito agisce, i suoi assalti psicologici non ti sfioreranno più. Lui lo avvertirà, all’inizio scalcerà come un bambino a cui hanno tolto i giocattoli prediletti ma poi smetterà di torturarti e si arrenderà, soggiogato dalla tua rinnovata forza interiore e purezza d’animo. Il primo passo da compiere è, dunque, assorbire questa verità, farla tua, ripeterla, meditarci sopra fino a metabolizzarla. “tuo marito non ha colpe, è vittima delle sue efferatezze”

A questa convinzione di base puoi affiancare alcuni stratagemmi pratici che ti aiutino a dissolvere la rabbia ogni qualvolta emergerà o sentirai che è sul punto di affiorare: Ad es.:

- ripetiti che è solo un bambino sfortunato, una macchina inceppata.
- interrompi i pensieri negativi rivolgendo la tua attenzione ad altro, e se non riesci, procurati un taccuino dove appunterai alcune note: data, ora, pensiero negativo fatto;
- Ogni istante della tua vita, ogni momento, concentrati esclusivamente sul respiro che entra ed esce dal naso, puoi farlo seduta comodamente, o sdraiata o, anche, in piedi.
- impegnati in una breve sessione di ginnastica aerobica, o jogging, nuoto, danza, o qualsiasi altra attività fisica possa favorire uno stato d’animo rilassato.
- Ispirati persone oneste e sinceri, impegnati a rispettare tutto intorno a te, concentrati a non giudicare ma a perdonare.
- qualsiasi altro espediente tu conosca perché già utilizzato in passato per non cedere alla rabbia e al risentimento.

Questi accorgimenti ti saranno utili fino a quando le reazioni meccaniche di rabbia, non si origineranno più.

Ce la farai sicuramente, sei molto in gamba e colma di amore e hai già fatto tanto.
Ci vorrà dal tempo, persevera senza arrenderti mai, e se a volte si rivelerà dura e ti imbatterai in un umano cedimento, non preoccuparti, e, senza scoraggiarti, riprendi appena possibile il tuo percorso d’Amore.

Tutto questo con amore, altrimenti non funzionerà, se mascheri sentimenti di rabbia, se il tuo è un atteggiamento forzato, non servirà a nulla.

Il concetto finale è: comprendi il suo comportamento, agisce così perché non può fare altrimenti, e vedrai che anche tuo Marito sui accorgerà e cambierà.

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Dott.ssaAntonella Lauretano

Psicologa, Psicoterapeuta - Siena - Grosseto

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