Dott.ssa Beatrice Alagna

Dott.ssa Beatrice Alagna

Psicologo, Psicoterapeuta sistemico relazionale, Terapeuta EMDR

Rapporto troppo difficile con mia madre

Buonasera a tutti,
Questa é la prima volta che mi rivolgo a professionisti esterni per chiedere un consiglio/parere.
Lo faccio ora perché a causa di questa situazione del virus (purtroppo drammatica), mi sto rendendo conto di quanto pesi sul mio umore e sulla mia stabilità emotiva il rapporto con mia madre e la nostra convivenza.
La storia è veramente lunga ed articolata, cercherò di sintetizzare più possibile. Sono la terza di tre figli e i miei genitori si sono separati (purtroppo trascinando nelle loro dinamiche sbagliate anche noi figli) quando avevo 6 anni. Dai pochi ricordi della mia infanzia, posso affermare che già quando ero più piccolina mia mamma è sempre stata una madre severa, autoritaria e quasi per nulla disponibile al confronto e alla comprensione dell’altro (a letto senza cena, tante sculacciate, tanti rimproveri, grida). Ho sempre avuto timore direi quasi paura di lei e delle sue reazioni esagerate.
Dopo la separazione da mio padre, si è risposata con un altro uomo che si è poi stabilito in casa con noi e io ero l’unica dei tre (perché ancora piccola) ad accettare questa nuova figura. Nel frattempo Il rapporto con mio padre si limitava a vederci qualche volta nel week end per pranzare insieme e passare qualche pomeriggio insieme per poi affievolirsi maggiormente nel corso degli anni (non so perché non ne ho mai fatto una colpa a mia madre mi sono semplicemente abituata alla sua “assenza”). Mia mamma non ha mai avuto quella dolcezza, quella voglia di contatto fisico o altre carinerie “tipiche” delle mamme. Anche con i miei fratelli ha avuto molti scontri nel corso della nostra adolescenza, per via delle sue regole che non potevano mai essere neanche un briciolo modificate oppure per trovare un punto d’incontro con noi figli.
Io sono sempre stata una persona molto pacata, contraria alle liti, ma con mia mamma é stato ed è impossibile non arrivare allo scontro. All’età di 18 anni mia mamma si è separata nuovamente e devo ammettere che ero dispiaciuta perché mi ero affezionata al suo compagno. Dopodiché ha avuto un’altra relaZione a distanza, a volte lei andava lì a volte lui veniva a casa e posso affermare con certezza che quando la sua relazione la appagava, litigavamo molto meno ed era più tranquilla, ma quando le cose andavano male.. lo sfogo cadeva e tutt’ora cade su di me. Adesso viviamo insieme io e lei in un piccolo appartamento (i miei fratelli vivono soli) Quando litighiamo io ormai le rispondo e alzo la voce, mi rendo conto di mettermi subito sulla difensiva ogni volta che mi critica o dice qualcosa, perché ho capito che non posso più fare finta che tutto ciò che mi viene detto vada bene,, lo faccio perché vorrei farmi sentire (anche se invano perché lei è mia madre e lei “ha sempre ragione”)
Mi tratta come una sprovveduta, mi dà ordini, fai questo fai quello, non c’è dialogo.
Non usa mai parole gratificanti anzi.
E ormai ho paura che da parte mia sia irrecuperabile, ricordo che ogni tanto mi chiese se mi andava di andare al cinema con lei, beh la risposta è No, e la cosa assurda è che al solo pensiero mi imbarazzo, avere dei momenti di intimità con mia mamma mi causerebbe un forte imbarazzo che non so neanche spiegare il perché ma è così. Non saprei cosa dire non avrei nulla da dirle, da chiederle
Io voglio allontanarmi voglio prendere in mano la mia vita, voglio essere me stessa, leggera, a volte frivola, pazza ma appassionata della vita e lei mi sta tagliando le ali e soprattutto non sento di avere una figura di riferimento con cui potermi confidare o sfogare, ne mio padre ne mia madre
Si può risanare un rapporto allontanandosi?
Cosa posso fare per migliorare il modo in cui vedo mia madre?
Grazie mille

Cara Alessandra,

è molto difficile poterle dare delle risposte ai dei quesiti così importanti solo a partire dalla lettura della sua sintesi della sua vita (molto emotivamente sentita, peraltro). Lei non descrive alcun altro "personaggio" se non i membri della sua famiglia d'origine e i compagni della mamma. Nulla dice dei suoi studi, delle sue prospettive lavorative (o magari già lavora), delle amicizie e se ha avuto delle relazioni sentimentali significative. Anche il rapporto con i suoi fratelli non è descritto.

Le dico questo perchè, dalle sue parole, il suo rapporto con la mamma sembra occupare moltissimo del suo spazio mentale, anche in una fase del ciclo di vita in cui le relazioni esterne al nucleo familiare tendono a rivestire una grande importanza.

Per ciascuno di noi è importante essere visto, riconosciuto, ascoltato ed amato e sembra che lei abbia cercato per tutta la sua vita quest'attenzione della mamma che non ha avuto nella modalità che lei desiderava e si aspettava. Sembra che lei abbia comunque mantenuto questa speranza.

Risanare un rapporto importante allontanandosi è difficile, se prima non c'è stata una condivisione del dolore e delle reciproche fatiche e senza una reciproca dichiarazione di amore. Può però essere utile allentare un pò la vicinanza, prendersi degli spazi personali in cui arricchirsi grazie al rapporto con altre persone e con esperienze personali. Questo può dare "respiro" e smorzare le tensioni, rendendo più accettabile la convivenza.

Cambiare il modo di vedere la mamma è possibile ponendosi da suo punto di vista, facendosi magari raccontare i momenti emotivamente importanti della sua vita, per capire il motivo di alcune scelte che possono sembrarle discutibili. Ossia occorre empatia, mettersi nei panni dell'altro.

Forse la vostra comunicazione potrebbe migliorare se vi diceste di più di quello che sentite reciprocamente (ossia meno "tu" e più "io... sento, provo, desidero,...").

Spero che queste mie righe le possano essere utili.

Le suggerisco però di fare almeno una consultazione psicologica (si tratta di tre quattro sedute), per una diagnosi del sistema familiare e per una analisi della sua domanda che possano dare luogo a degli eventuali obiettivi di lavoro. Suggerirei un approccio sistemico relazionale familiare, visto che le questioni vedono coinvolte le relazioni, in particolare con la mamma, e questo anche se emergesse l'utilità di un percoso individuale.

Un caro saluto

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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Udine - Gorizia

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