Dott.ssa Beatrice Conca

Dott.ssa Beatrice Conca

psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista

Attacchi d’ansia e pensieri bui

Buonasera. È una situazione che va avanti da diversi mesi e probabilmente è ora che io l’affronti. Mi rendo conto che da un punto di vista esterno può sembrare esagerata o insensata, ma è così che mi sento e devo fare i conti con quello che provo. Ho una cagnolina di 15, quasi 16 anni. Super attiva, gioca, corre ed è in buona salute. Siamo insieme da quando avevo 10 anni. Ultimamente, mi capita di passare la notte a piangere perché capisco che prima o poi se ne andrà. Spesso, è una sensazione tremenda e mi sento fisicamente soffocare, mi manca l’aria e ho iniziato ad avere attacchi di panico dal nulla, e inizio a pensare che non sono sicura di voler affrontare il resto della mia vita senza di lei. È grazie a lei se ho superato in passato periodi molto bassi, dalla bulimia al farmi del male di proposito. L’idea un giorno di non averla più con me, mi sta logorando e portando a pensieri che preferirei non avere, ma che sembrano sensati quando penso a come sarebbe senza di lei. Ho terminato da poco gli studi e ho iniziato una carriera che mi piace molto, faccio sport e ho amici. Però quando ci penso crolla tutto e perdo interesse per ogni cosa. Non so cosa fare e ho paura che parlarne in famiglia non porti a nulla di buono, farei solo preoccupare tutti. Grazie

Gent.le Marianna,

innanzitutto vorrei dirle che ciò che prova non è né esagerato né insensato ma un vissuto comprensibile, soprattutto considerando il legame profondo e continuativo che la unisce alla sua cagnolina fin dall’infanzia. Per lei non è “solo” un animale: è stata una presenza affettiva stabile, un sostegno nei momenti di maggiore fragilità, una figura che ha contribuito a mantenerla in vita quando la sofferenza era molto intensa. Sembra che stia vivendo una forma di lutto anticipatorio, in cui la paura della perdita futura diventa così intensa da invadere il presente, fino a manifestarsi con attacchi di panico e pensieri molto dolorosi. Non è che la sua vita attuale perda valore: è l’angoscia che, in certi momenti, prende il sopravvento e oscura tutto il resto (compresi interessi e relazioni che razionalmente riconosce come importanti).  
La sofferenza che vive è qualcosa che può essere affrontato in uno spazio protetto come quello terapeutico dove, senza forzature, poter mettere in parola i vissuti che sta attraversando, esplorare il significato profondo di questo legame importante ed essere aiutata a tollerare la paura della perdita senza restare sola con pensieri così pesanti.
Il suo dolore merita ascolto e non deve necessariamente affrontarlo da sola, perché chiedere aiuto è un atto di cura verso se stessa, non un segno di debolezza. 

Un caro saluto,

Dott.ssa Beatrice Conca 
Psicologa-Psicoterapeuta