Conflitto emotivo nella scelta di interrompere una gravidanza
Buongiorno, scrivo perché sto vivendo un profondo conflitto interiore e avrei bisogno di un supporto psicologico e di un punto di vista esterno. Mi trovo a valutare l’interruzione volontaria di una gravidanza e questo pensiero mi provoca dolore, senso di colpa e molta confusione. La difficoltà maggiore nasce dal fatto che la maternità è stata per anni un desiderio molto forte e che per avere le mie figlie ho affrontato due percorsi di PMA. Per questo motivo faccio molta fatica ad accettare l’idea di poter scegliere oggi qualcosa che, in passato, avrei vissuto come impensabile. Allo stesso tempo, la mia decisione non nasce da un rifiuto della maternità, ma da motivazioni molto concrete che riguardano la mia situazione attuale. Negli ultimi anni il mio corpo e la mia mente hanno affrontato molto: ho avuto due gravidanze, due parti cesarei e oggi mi occupo di due bambine ancora piccole. Vivo inoltre lontano dalla mia famiglia e dalla mia rete di supporto, senza aiuti concreti nella gestione quotidiana. Mi sento fisicamente ed emotivamente molto affaticata e ho paura di non avere le risorse necessarie per affrontare un’altra gravidanza e un altro bambino senza mettere a rischio il mio equilibrio personale e quello della mia famiglia. Quello che mi fa soffrire maggiormente è il contrasto tra ciò che ho desiderato per tanti anni e ciò che sento di poter sostenere oggi. Mi chiedo se sia possibile desiderare profondamente la maternità e, allo stesso tempo, riconoscere di essere arrivata al proprio limite. Vorrei capire come affrontare il senso di colpa, come distinguere una scelta responsabile da una decisione presa per paura o stanchezza e come elaborare emotivamente questa situazione, qualunque sarà la decisione finale. Ringrazio chi vorrà dedicarmi un pensiero o una riflessione.
Gentile Anna,
la situazione che sta vivendo è profondamente delicata e il dolore, la confusione e il senso di colpa che descrive sono comprensibili. Quando ci troviamo davanti a decisioni così importanti, spesso emergono parti di noi che sembrano in contrasto: da una parte la donna che ha desiderato intensamente la maternità e ha lottato per diventare madre, dall'altra la donna di oggi, con la sua storia, le sue fatiche, i suoi limiti e le sue responsabilità attuali.
Queste due parti non si escludono a vicenda. È possibile aver desiderato profondamente la maternità e, allo stesso tempo, riconoscere di non sentirsi nelle condizioni fisiche, emotive o pratiche per affrontare un'altra gravidanza. Riconoscere un proprio limite non significa rinnegare i desideri del passato né sminuire l'amore per i propri figli.
Il senso di colpa, in situazioni come questa, nasce spesso dal confronto tra l'immagine di ciò che pensavamo avremmo scelto in passato e ciò che oggi sentiamo di poter sostenere. Ma le decisioni importanti non vengono prese nel vuoto: vengono prese all'interno di un preciso momento di vita, con le risorse, le fragilità e le responsabilità che quel momento comporta.
Per comprendere se la sua scelta nasce dalla paura o da una valutazione responsabile, potrebbe chiedersi:
Non esiste una scelta priva di dolore in situazioni come questa e, qualunque decisione prenderà, sarà importante concedersi il diritto di vivere le emozioni che emergeranno, senza giudicarsi.
Credo che in questo momento possa essere molto prezioso concedersi uno spazio di ascolto psicologico, in cui poter dare voce a tutte le parti di sé, senza fretta e senza pressioni, per arrivare a una decisione il più possibile consapevole e rispettosa dei propri bisogni profondi.
Le auguro di potersi avvicinare a questa scelta con gentilezza verso se stessa, ricordando che prendersi cura dei propri limiti è anch'esso un atto di responsabilità e di amore.
Un caro saluto,
Dott.ssa Carla Rigon – Psicologa