Dott. Carlo Enrico Livraghi

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Dott. Carlo Enrico Livraghi

Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte

Non riesco più ne a gestire, ne a sopportare questa situazione

Salve, mi sto curando da un paio di anni con depakin crono da 300 mg, 1 al mattino, mezza la sera e cipralex da 10 mg una al mattino. Nonostante questo il mio stato depressivo non trova miglioramenti, visto che in famiglia sono vittima di numerosi litigi, perché mio marito e mio figlio pensano che io voglia solo fare la vittima, mentre dopo che ho perso il lavoro, da febbraio, mi sento più che mai una fallita, purtroppo i miei genitori, sono entrambi deceduti e non ho più quindi la mia ancora di salvezza... quando avevo entrambi, e poi solo la mamma, sopportavo bene il fatto che mio marito è alcolizzato e quindi io per lui sono la causa del suo malessere, e poi mio figlio, ha iniziato a fare uso di sostanze stupefacenti, e nessuno dei 2 vuol farsi aiutare, anzi scaricano le colpe su di me. Io non voglio fare la vittima, sicuramente avrò le mie colpe, ma non riesco più ne a gestire, ne a sopportare questa situazione, penso spesso di togliermi la vita, ma poi in fondo sono una vigliacca e non ci riesco, e poi farei del male a mio fratello, che è l'unico che mi capisce e mi vuol bene. VORREI allontanarmi dalla mia famiglia per un periodo e fare un percorso di riabilitazione, vorrei sapere se fosse possibile un ricovero in una struttura adeguata, e se posso rivolgermi allo psichiatra che mi segue e porgli la mia richiesta. Non me la sento di affrontare un divorzio, perché mio figlio maggiorenne resterebbe in casa con me e non mi sento in grado di gestire la situazione. Ringrazio anticipatamente per la cortese risposta. Grazie mille.

Salve Cristina,

la situazione che descrive è davvero molto delicata e complessa...personalmente non ritengo che un aiuto farmacologico possa bastare, da solo, a intraprendere una strada che la aiuti ad effettuare le scelte migliori per il suo benessere! Sono certo che anche gli altri colleghi le consiglieranno di affiancare al sostegno farmacologico un percorso di tipo psicoterapeutico! Ritengo che il suo psichiatra possa darle un consiglio, sui dubbi che la spingono a allontanarsi da casa, ma considerando l'importanza di una scelta di questo tipo e soprattutto vista la difficoltà che caratterizza il suo caso, la invito a valutare questa possibilità! Potrebbe cercare un aiuto anche attraverso il servizio pubblico o in alternativa scegliere uno psicologo-psicoterapeuta tra i professionisti che lavorano privatamente. Sono convinto che in questo modo avrà, con un po' di pazienza, tutte le risposte che cerca!           

Le faccio i migliori auguri sperando di esserle stato di aiuto   

domande e risposte

Dott.Carlo Enrico Livraghi

Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte - Arezzo - Perugia - Lecce

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