Dott. Carlo Enrico Livraghi

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Dott. Carlo Enrico Livraghi

Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte

Vivere una doppia vita

Salve,
sono una donna di 31 anni, sposata da nove e mamma di una bambina, che oramai da quasi due anni ha una relazione con un uomo di venti anni più grande, anch'egli sposato con una donna che conosco bene e con cui mi interfaccio svariate volte. Questa relazione inizia nel 2020, siamo in pieno lockdown e a seguito di una collaborazione telefonica quasi giornaliera, scopriamo affinità intellettive, culturali e pian, piano in noi cresce un reciproco interesse, fin quando lui non dichiara di star perdendo la testa per me e inizia ad inondarmi di attenzioni (scrive poesie, mi fa recapitare piccole cose a casa, si complimenta e ammira la mia persona). Io, restia inizialmente in quanto ho sempre tenuto un atteggiamento rispettoso nei confronti di mio marito, inizio ad essere lusingata e inizio a sentir qualcosa smuoversi in me. Siamo a maggio del 2020, il lockdown sta per terminare e dopo un intenso scambio di messaggi ormai in tutto il mese precedente, decidiamo di prenderci un caffè da me e inizia la nostra relazione. Di lì a poco scopriamo di provare qualcosa in più di una semplice attrazione. In questi due anni, ci siamo più e più volte riscoperti follemente innamorati, soprattutto nei momenti in cui la situazione diventa insostenibile e proviamo ad allontanarci, per poi ritornare sempre "a noi" immediatamente. Lui, tremendamente geloso e con una grande paura di perdermi, alterna momenti di irrazionalità in cui mi dice di voler mollare tutto e di voler iniziare una vita insieme (progetta anche la convivenza con mia figlia, fa affermazioni importanti) e momenti in cui prende il sopravvento la razionalità e sorgono in lui tutti i dubbi (si sente "vecchio" rispetto a me e teme che la mia famiglia non possa mai accettarlo, teme il parere della gente in paese sia per lui che è molto conosciuto sia per me perché non vuole venga additata in malo modo). E poi ci sono io che ho tante paure (paura che possa illudermi e ferirmi, purtroppo non è la prima volta che lui ha relazioni extraconiugali, anche se mi dice sempre che doveva attendere così tanto per trovare la mia unicità, paura che mio marito mi si possa ritorcere contro ad una simile notizia, paura di non sapere gestire il tutto, in quanto al momento non ho un'occupazione e quindi una mia indipendenza economica), ma nonostante tutto ricomincerei una vita con lui. Si sta complicando vederci sempre da me o da lui, tant'è che stiamo pensando di prendere una casetta tutta per noi. Insomma l'amore c'è e anche tanto, la voglia di stare insieme idem. Ad oggi mi chiedo quanto sia giusto vivere una vita sdoppiata, fatta solo di momenti di felicità, ma anche di sofferenza poiché poter condividere e fare qualcosa insieme diventa utopia. Non so, sappiamo come agire. Grazie per la lettura

Gentile Elisa,

certamente le condizioni che si sono sviluppate nella sua vita non possono essere sottovalutate e il rischio che lei avverte è che si possano ulteriormente complicare. Il mio consiglio è che lei non resti sola in questo momento complicato e che possa affidarsi ad un collega psicoterapeuta con il quale scoprire la sua strada. Le implicazioni per ogni alternativa sono complicate ma fondamentali per una valutazione adeguata... Le auguro il meglio 

domande e risposte

Dott.Carlo Enrico Livraghi

Psicologo, Psicoterapeuta E.M.D.R. , Consulente di parte - Arezzo - Perugia - Lecce

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