Pianto al momento del distacco a scuola

Buon pomeriggio, sono la mamma di un bambino di 5 anni che ha sempre frequentato ben volentieri la scuola. Da qualche giorno però, con il rientro dalle vacanza natalizie, ogni mattina è una scenata di pianti. Ripete che non vuole andarci, che gli manco e vuole stare con me. Io gli spiego e gli ricordo sempre che io sono comunque a lavoro quindi non può stare con me. Alla fine sono costretta a lasciarlo in lacrime alla maestra che poi, mi riferisce, si tranquillizza subito. Quando vado a riprenderlo si mostra sempre sereno e contento ma oggi la maestra mi ha detto che al momento del pranzo ha avuto un pianto quasi disperato e voleva che lo andassi a prendere. Poco dopo si è calmato di nuovo e quando, alla solita ora, sono andata a riprenderlo, l'ho visto sereno. Non so davvero come comportarmi e cosa fare. Ogni mattina lasciarlo così in lacrime e di fretta (proprio per evitare un tempo lungo di distacco) è uno strazio anche per me. Cosa potrei fare?

Salve mamma,

ho letto il suo messaggio e volevo dirle che quello che sta vivendo suo figlio è molto comune nei bambini di 5 anni, soprattutto dopo un periodo di vacanze o cambiamenti nelle routine: si tratta spesso di ansia da separazione e di un bisogno di rassicurazione, più che di un vero rifiuto della scuola. Il fatto che si calmi una volta coinvolto nelle attività mostra che si adatta bene, anche se il distacco resta difficile. Per aiutarlo può essere utile:

  • Rituali brevi e prevedibili al mattino, con saluto affettuoso ma coerente.

  • Parlare delle emozioni a casa, aiutandolo a riconoscerle e nominarle.

  • Rinforzo positivo dei piccoli successi di autonomia.

  • Coordinazione con la scuola per monitorare i momenti di maggiore difficoltà e offrire sostegno.

La sua calma, coerenza e vicinanza emotiva sono strumenti fondamentali per farlo sentire sicuro e supportato. Con il tempo, questo tipo di pianti mattutini tende a ridursi man mano che il bambino si riadatta alla routine.  Se invece la situazione dovesse persistere e le crisi continuassero quotidianamente, potrebbe essere utile valutare un colloquio con uno psicologo dell’età evolutiva, per capire se ci siano elementi di disturbo d’ansia da separazione o altre difficoltà emotive. Resto a sua completa disposizione per qualsiasi domanda o informazione.

Cordiali saluti,

Dott.ssa Chiara Ilardi