Ansia in bambina di 9 anni
Scrivo per una situazione relativa a mia figlia di 9 anni. Da circa 6 settimane ha improvvisamente iniziato ad avere forte ansia prima di entrare a scuola. Inizialmente lamentava forti mal di testa a scuola, attribuiti a possibile sinusite, poi esclusa da visita otorino. Subito dopo la visita, i mal di testa sono scomparsi, ma sono comparsi già dal mattino a casa crampi allo stomaco, nausea e conati di vomito prima di uscire, fino ad arrivare a crisi di pianto davanti alla scuola con richiesta di tornare a casa. In un’occasione l’abbiamo riportata a casa, ma ora insistiamo sull’ingresso (con supporto e tempo per calmarsi), anche perché una volta entrata tende a stare meglio e le maestre confermano che si calma dopo poco. Parlando con lei, inizialmente ha riferito una situazione in classe legata a dinamiche tra compagne (formazione di gruppetti e momentanea esclusione da alcune amiche storiche). Le maestre hanno confermato queste dinamiche, considerandole però abbastanza tipiche dell’età. Potrebbe aver contribuito che alcune delle amiche storica non sono venute, forse anche per queste dinamiche, alla sua festa di compleanno un paio di mesi fa. Successivamente è emerso anche un altro aspetto: secondo quanto riferito alle insegnanti, avrebbe confidato a loro che la sua preoccupazione principale è che, lavorando la mamma, non ha la certezza che sia sempre raggiungibile o che possa venire a prenderla se si sente male. Gli episodi si sono estesi anche ad attività extra (danza/teatro), con ansia e nausea prima di entrare e in un caso abbandono dell’attività dopo l’inizio. Una volta ha anche commentato che l'ansia le veniva anche tornando a casa, nell'approcciarsi alla porta, e non sapeva il perchè. Attualmente la situazione è altalenante: alcuni giorni riesce a gestire (respira, si calma ed entra anche da sola), altri giorni ha crisi più intense e va accompagnata quasi forzatamente. Durante la giornata riferisce comunque 1-2 episodi di malessere (crampi/nausea), ma resta a scuola (anche se qualche volta ha chiesto di chiamare a casa, ma le maestre hanno gestito senza farlo). A casa e nei weekend sta generalmente bene, ma nel pomeriggio la vediamo più stanca e a tratti triste rispetto al solito. Stiamo cercando di aiutarla con routine più prevedibili, rassicurazioni chiare su chi la va a prendere a scuola e quando ed evitando il più possibile l’evitamento. Da piccola aveva già avuto difficoltà nel distacco all’asilo (pianti fino agli ultimi mesi), poi superata. È una bambina molto sensibile, va bene a scuola ed è tendenzialmente perfezionista. Mi chiedo come gestire al meglio questa situazione, e cosa aspettarci in termini di evoluzione per comprendere se è sotto controllo, o occorre intervenire diversamente.
Gentili genitori,
vi ringrazio per aver condiviso con così tanta attenzione e cura ciò che sta vivendo vostra figlia. Dalle vostre parole emerge chiaramente quanto siate presenti, sensibili e attenti ai suoi bisogni: questo è già un fattore molto protettivo. Quello che descrivete è un quadro che, in età evolutiva, si osserva con una certa frequenza e che può essere compreso come una manifestazione ansiosa, in cui il corpo “parla” attraverso sintomi fisici (mal di pancia, nausea, conati), soprattutto nei momenti di separazione o in situazioni percepite come emotivamente complesse. Possono essere molteplici i motivi e significati dietro a tale comportamento. Ci sono alcuni elementi che, messi insieme, aiutano a comprendere meglio ciò che sta accadendo:
Ritengo importante sottolineare però che:
Questi sono tutti segnali molto positivi, che indicano che la difficoltà è significativa ma ancora gestibile e non strutturata. In merito alla richiesta di quali potrebbero essere strategie utili vi confermo che state già facendo molte cose corrette:
✔️ mantenere la frequenza scolastica
✔️ evitare l’evitamento (senza forzature eccessive)
✔️ offrire rassicurazioni chiare e prevedibilità
✔️ collaborare con le insegnanti
Sono tutti interventi fondamentali che vi consiglio di continuare a fare. In aggiunta però vi suggerisco di provare a capire con vostra ansia che tipo di ansia prova, darle un nome e una volta razionalizzata provare con lei a dargli una spiegazione in modo da renderla meno paurosa. Provare a tranquillizzare con frasi ad esempio “Capisco che ti senti male e che è difficile ma sei in grado di affrontarla e se hai bisogno noi ci siamo". Infine vi suggerisco di continuare:
Potrebbe aiutare anche un oggetto simbolico (braccialetto, bigliettino) che rappresenti il legame con voi per darle sicurezza quando siete separati. Potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo dell’età evolutiva se:
Non perché la situazione sia “grave”, ma per intervenire in modo precoce e mirato. Ci tengo però a dirvi che vostra figlia non sta “regredendo”, ma sta probabilmente attraversando una fase in cui:
E voi la state accompagnando nel modo giusto ma ogni bambino/a ha i propri tempi e capacità. Resto a disposizione se desiderate approfondire strategie più specifiche o capire come parlarle in modo ancora più mirato. Un caro saluto a voi e alla vostra bambina
Dott.ssa Chiara Ilardi