Rapporto conflittuale con mia madre

Sono una ragazza di 23 anni, e ho da sempre un rapporto conflittuale con mia madre. Premetto che sono cresciuta con lei e mia sorella, mio padre non è mai stato presente, per cui lei si è fatta carico di tutte le responsabilità familiari, quindi questo sicuramente ha inciso sul benessere e la stabilità in casa nostra. Mi ritrovo a scrivere qui perché oggi abbiamo avuto l’ennesima discussione, e io sono arrivata ad un punto in cui la sua sola presenza mi è intollerabile, per la maggior parte del tempo che passo in casa con lei sento un macigno sul petto. Mi ha consigliato di contattare uno psicoterapeuta perché secondo lei non sono una “figlia normale” e sono una “narcisista come mio padre” (parole sue). Questo essenzialmente perché non riesco a mostrare affetto nei suoi confronti soprattutto quando siamo in pubblico, e questo è vero. In generale non riesco ad esprimere emozioni e ad essere spontanea davanti a lei, provo un grande disagio ad abbracciarla o anche a sorridere quando siamo in pubblico. Ma questo mi accade solo quando sono con lei, quando invece sono con altre persone (con i miei amici in università, con i colleghi a lavoro) sono una persona totalmente diversa, solare, positiva, sorridente. Io non so da cosa deriva questo disagio, e sicuramente non aiuta il fatto che lei me lo rinfaccia e me ne fa una colpa sin da quando sono piccola, senza mai mettersi in discussione e interrogarsi se forse anche lei abbia in parte contribuito a ciò che mi ha portato ad essere così. Nella discussione che abbiamo avuto oggi gliel’ho detto, ma lei ritiene di non aver mai sbagliato niente, di essere stata la madre perfetta che tutti vorrebbero, che sono sempre stata io quella “oppositiva”, che la “scredita” davanti agli altri. Ritiene che sin da quando ero bambina ho sempre cercato di “fargliela pagare” per qualche cosa. Ora, sicuramente avrò sbagliato anche io e non sarò stata la figlia perfetta che non ha mai dato problemi, però non trovo giusto lei mi attribuisca tutta la colpa degli atteggiamenti che avevo a 9/10 anni, posto che a quell’età quasi mai si agisce con cattiveria, ma si agisce di conseguenza, per cui probabilmente ero io la prima ad essere stata ferita. Un’altra cosa che spesso mi rimprovera è il fatto che, a detta sua, io la contraddico per screditarla. Non vuole mai essere contrariata, e quando lo faccio lei lo percepisce come un attacco personale, e comincia a mettermi in bocca parole che non ho detto, ad esempio che le dò della stupida. E ciò vale anche per le cose più insignificanti (ad esempio, l’altro giorno dovevamo andare a cena fuori, lei voleva partire da casa un’ora prima, io le ho fatto notare che non c’era bisogno di fare di corsa perché il ristorante dista circa mezz’ora, e lei se l’è presa sul personale e mi ha risposto male dicendomi che la contraddico sempre). Inoltre, un’altro suo atteggiamento che mi dà estremamente fastidio è che quando litighiamo mi vomita addosso le peggiori cattiverie che una madre potrebbe dire ad un figlio (una volta mi ha detto che si è pentita di aver fatto figli, che se tornasse indietro non si sposerebbe e non metterebbe su famiglia), e poi, il giorno successivo, senza chiedere scusa né chiarire la situazione, torna ad essere una madre amorevole, e spesso, poiché sa di aver esagerato, per cercare di sistemare le cose torna a casa da lavoro con un regalo (ad esempio, l’ultima volta mi ha comprato un paio di scarpe che desideravo da mesi), e pretende che tutto ritorni come prima, come se le sue parole non avessero alcuna conseguenza sul mio umore. Quando fa così mi sento in trappola, perché da un lato non riesco a fare finta di niente dopo tutto quello che mi ha detto, però dall’altro se non la ringrazio e mi comporto in maniera fredda e distaccata (come mi verrebbe naturale fare) ho il terrore di ricominciare a litigare e di sentirmi dire che sono un’ingrata, per cui mi ritrovo costretta a dover fingere che non sia successo nulla. In sintesi, il nostro rapporto è diventato insostenibile ed estremamente teso. Io ormai cammino sulle uova per paura che una parola detta male possa scatenare una sua reazione eccessiva e dare luogo all’ennesima discussione. Come faccio a gestire questa situazione? Non vedo altra via di uscita se non andarmene via di casa, ma attualmente non posso permettermelo.

Salve Nina,

grazie per aver raccontato la tua situazione con così tanta lucidità. Leggendo il tuo messaggio si percepisce chiaramente quanto questo rapporto sia diventato pesante per te, e soprattutto quanto ti faccia sentire in tensione continua, come se dovessi stare sempre “attenta a non sbagliare”. Questo è molto faticoso, e comprendo il senso di oppressione che descrivi. Partendo da un presupposto molto importante ovvero che quello che provi ha senso, vorrei dirti che il disagio che senti con tua madre, anche nel mostrare affetto o spontaneità, non è qualcosa che nasce “dal nulla” o da un tuo difetto. Spesso è la conseguenza di una relazione in cui:

  • ci si è sentiti giudicati o non compresi
  • le emozioni non sono state accolte
  • i conflitti sono stati vissuti in modo intenso o svalutante

Il fatto che tu riesca ad essere serena, spontanea e positiva con altre persone è un segnale molto significativo: non hai un problema “tu” in generale, ma qualcosa si attiva specificamente nella relazione con lei.  Da quello che descrivi emergono dinamiche che possono essere molto impattanti:

  • invalidazione (quando i tuoi vissuti vengono negati o ribaltati)
  • personalizzazione dei tuoi comportamenti (“mi attacchi”, “mi screditi”)
  • comunicazione aggressiva durante i conflitti
  • assenza di riparazione emotiva (nessun chiarimento, ma “regali” al posto delle scuse)

Questo tipo di dinamica può portare esattamente a ciò che descrivi:

  •  blocco emotivo
  •  difficoltà a esprimere affetto
  •  bisogno di difesa e distanza

La tua non è freddezza ma  è un meccanismo di protezione. Per tale ragione mi sento di suggerirti tre consigli concreti per gestire la situazione:

1. Inizia a costruire confini emotivi (anche se vivi ancora con lei). Non puoi cambiare tua madre, ma puoi iniziare a proteggerti.

Esempi pratici:

  • evitare di entrare in discussioni che sai già degenereranno
  • interrompere conversazioni quando diventano offensive (“ne parliamo in un altro momento”)
  • ricordarti internamente: “questa è la sua reazione, non definisce me”

Il confine, all’inizio, è soprattutto interno.

2. Non forzarti a provare o mostrare ciò che non senti. Il fatto che tu non riesca a essere affettuosa con lei, soprattutto in pubblico, non è qualcosa da “correggere a forza”. Le emozioni non si comandano. Forzarti rischia solo di aumentare:

  • il disagio
  • il senso di colpa
  • la tensione

Puoi invece lavorare su una forma di relazione più neutra e sostenibile per te, senza pretendere autenticità dove al momento non c’è spazio. 

3. Esci dal meccanismo “litigio → ferita → finta normalità”. Questa dinamica che descrivi è molto destabilizzante. Un possibile passo è:

  • non fingere che non sia successo nulla
  • ma nemmeno entrare subito nel conflitto

Ad esempio, puoi mantenere una posizione più coerente:

  • accettare il gesto (es. il regalo) con educazione
  • ma senza annullare quello che hai provato

E soprattutto, dentro di te, dare peso a ciò che senti, anche se non viene riconosciuto. 

Ti consiglierei inoltre di iniziare un percorso di sostegno psicologico. Non perché “non sei una figlia normale”  questa è un’etichetta che ferisce e non aiuta  ma perché potresti avere uno spazio dove:

  • comprendere meglio le tue reazioni emotive
  • elaborare le ferite legate a questa relazione
  • imparare a costruire confini più solidi
  • lavorare sul senso di colpa e sul bisogno di approvazione
  • prepararti anche, gradualmente, a una futura autonomia

Inoltre, ti aiuterebbe a distinguere ciò che è tuo da ciò che appartiene a tua madre, cosa fondamentale in relazioni così intense. Sappi che non sei “sbagliata” perché non riesci a essere affettuosa con lei. Probabilmente sei una persona che ha imparato, nel tempo, a proteggersi in un contesto emotivamente complesso ed il fatto che tu stia riflettendo su tutto questo con così tanta consapevolezza è già un passo importante. Non puoi cambiare da sola l’intera relazione, ma puoi iniziare a stare meglio tu dentro quella relazione. E questo è già un punto di partenza concreto e possibile. 

Ti auguro di trovare la felicità e l'equilibrio emotivo che meriti.

Un carissimo saluto.

Dott.ssa Chiara Ilardi

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