Come separarsi dalla neomamma?

Salve, siamo da poco diventati genitori, per l’esattezza da 4 mesi, ma mi rendo conto di non essere più innamorato della mia compagna, già dall’ultimo mese di gravidanza.
Ha avuto una gravidanza a rischio, le sono stato vicino quanto più possibile, ma dal nono mese ad oggi mi rendo conto che non riesco più a guardarla come prima. I rapporti fisici e non sono diventati un peso, oltre ai vari litigi che prima avrei sicuramente sopportato e che ora non tollero più, anche se banali.
Lei di sicuro è emotivamente fragile in questo momento, oltre al fatto che siamo nel bel mezzo di una ristrutturazione e siamo appoggiati dai suoi genitori, ma nonostante ciò a volte ha delle crisi di insofferenza verso la bambina.
Come potrei gestire la situazione? Oltre al peso emotivo della separazione in sé, dopo 12 anni insieme, sento il peso della responsabilità sia verso mia figlia sia verso la madre. E se non ce la facesse?

Salve Sig. Alfonso,

la ringrazio per aver condiviso con sincerità una situazione così delicata e complessa della sua vita personale e familiare e e posso ben immaginare quanto non sia stato facile farlo. Riuscire a dare voce a questi vissuti, soprattutto in un momento tanto intenso come quello della nascita di una figlia, richiede molta consapevolezza e coraggio. Quello che descrive è un passaggio emotivamente molto faticoso, che coinvolge contemporaneamente diversi livelli come il cambiamento della coppia, il diventare genitori, la stanchezza fisica e mentale accumulata, la precarietà abitativa legata alla ristrutturazione e il senso di responsabilità verso la sua compagna e la bambina. Tutti questi elementi possono incidere profondamente sull’equilibrio emotivo individuale e relazionale. È importante sapere che la nascita di un figlio rappresenta spesso una vera e propria “crisi evolutiva” della coppia infatti gli equilibri precedenti cambiano, le energie vengono assorbite dalla gestione del neonato e molte persone si trovano a sperimentare sentimenti contrastanti, distanza emotiva, irritabilità o confusione rispetto ai propri sentimenti. Questo non significa necessariamente che ciò che prova oggi sarà definitivo, ma certamente merita ascolto, comprensione e uno spazio di riflessione autentico. Mi colpisce molto anche la sua preoccupazione nei confronti della fragilità emotiva della sua compagna. Il fatto che lei si chieda “E se non ce la facesse?” mostra quanto, nonostante la fatica e il distacco che sente, continui a percepire una responsabilità affettiva e umana verso di lei. Le crisi di insofferenza che descrive nei confronti della bambina potrebbero essere segnali di forte stress, esaurimento emotivo o possibile difficoltà nel periodo post-partum, aspetti che sarebbe importante non sottovalutare. Il primo suggerimento che mi sento di darle è quello di evitare decisioni drastiche prese nel pieno di una fase così critica e destabilizzante. Questo non significa ignorare ciò che sente, ma concedersi il tempo necessario per comprendere meglio la natura del suo distacco emotivo: ovvero capire se si tratta di una chiusura definitiva o di un “congelamento” emotivo legato alla pressione e al sovraccarico di questi mesi.  Potrebbe essere molto utile creare uno spazio di dialogo protetto, inizialmente anche individuale, attraverso un supporto psicologico per sé stesso o eventualmente di coppia. Avere un luogo neutro in cui poter esprimere liberamente dubbi, stanchezza, rabbia, senso di colpa e paure permette spesso di fare chiarezza senza sentirsi schiacciati dal peso delle responsabilità. Nel frattempo, provi per quanto possibile a:

  • non isolarsi emotivamente;
  • evitare discussioni impulsive o comunicazioni troppo definitive;
  • osservare con attenzione il benessere emotivo della sua compagna;
  • mantenere una presenza stabile e rassicurante nei confronti della bambina, senza caricarsi però dell’idea di dover “salvare” tutti da solo.

La responsabilità verso una famiglia non significa annullare sé stessi, ma nemmeno affrontare tutto senza supporto. Chiedere aiuto, in questi momenti, è spesso il gesto più maturo e protettivo che si possa fare per sé e per le persone che si amano.Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire questi vissuti in uno spazio di ascolto dedicato.

Un caro saluto.

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