Ansia

Da circa cinque anni vivo un blocco che sta peggiorando sempre di più. Faccio un’enorme fatica a iniziare qualsiasi attività, soprattutto lo studio. Anche quando desidero davvero fare una cosa, mi sento come paralizzata e finisco per rimandare continuamente, spesso passando ore al telefono. Questo problema ormai riguarda anche altri aspetti della mia vita: faccio fatica a fare le faccende di casa, preferisco restare in casa piuttosto che uscire e non riesco più nemmeno a iniziare una dieta, cosa che prima facevo senza particolari difficoltà. Negli ultimi anni ho perso interesse anche per cose che prima erano importanti per me, come prendermi cura del mio aspetto, dei vestiti e del mio benessere. Mi sento spesso di valere poco e faccio molta fatica ad avere un ritmo sonno-veglia regolare. Quando si avvicinano gli esami la situazione peggiora molto: provo un’ansia fortissima, piango spesso, ho un nodo alla gola, mal di pancia, diarrea e una paura così intensa da bloccarmi completamente. Continuo a pensare: “Tanto non ho studiato, quindi non vado nemmeno all’esame”, e questo circolo si ripete da anni. Vorrei capire che cosa mi sta succedendo, perché sento che non si tratta solo di stress per gli esami e non riesco più a uscirne.

Salve Sara,

Quello che descrivi è molto faticoso, e si sente chiaramente quanto tu stia lottando da tempo. La sensazione di “blocco”, la difficoltà ad iniziare anche cose che desideri, il rimandare, la perdita di interesse e l’ansia intensa legata agli esami non sono segnali di pigrizia o mancanza di volontà, ma indicano che qualcosa a livello emotivo e psicologico sta chiedendo attenzione.

Il quadro che racconti può essere legato a una combinazione di fattori, tra cui:

  • una possibile componente ansiosa importante, soprattutto in relazione alla prestazione
  • aspetti di umore deflesso e perdita di motivazione
  • un meccanismo di evitamento: più l’ansia cresce, più eviti, e più eviti più l’ansia si rinforza

Questo circolo è molto comune, ma quando dura anni come nel tuo caso tende a diventare sempre più automatico e invalidante. È importante dirlo chiaramente: non è qualcosa da cui “uscire con la forza di volontà”, ma qualcosa che va compreso e affrontato con strumenti adeguati. Ti suggerisco tre cose che puoi provare a fare:

1. Ridurre il compito, non evitarlo.
Invece di dirti “devo studiare”, prova a impostare obiettivi molto piccoli e specifici, ad esempio:

  • aprire il libro e leggere 2 pagine
  • studiare per 10 minuti con un timer
    L’obiettivo non è fare tanto, ma rompere il blocco iniziale.

2. Strutturare il tempo in modo semplice.
Il tempo “vuoto” aumenta la paralisi. Può aiutarti creare una routine minima:

  • sveglia e orario di sonno il più possibile regolari
  • 2–3 momenti fissi nella giornata dedicati a piccole attività
  • pause programmate (anche per usare il telefono, ma in modo limitato e consapevole)

3. Lavorare sull’ansia da esame in modo graduale.
Evitare l’esame riduce l’ansia nel breve termine, ma la mantiene nel lungo. Puoi iniziare con piccoli passi:

  • simulare lo studio senza pressione
  • avvicinarti all’idea dell’esame senza obbligo di sostenerlo subito
  • osservare i pensieri automatici (“tanto non ho studiato”) senza considerarli verità assolute

Inoltre, ti suggerisco un percorso di sostegno psicologico in quanto ciò che descrivi è assolutamente affrontabile all’interno di un percorso psicologico. Un lavoro terapeutico può aiutarti a:

  • comprendere l’origine del blocco e dei meccanismi di evitamento
  • imparare strategie pratiche per gestire l’ansia e l’attivazione emotiva
  • ricostruire gradualmente motivazione, autostima e senso di efficacia
  • ristabilire un rapporto più equilibrato con lo studio e con te stessa

Quello che stai vivendo non è “solo stress” ma  è una difficoltà strutturata che merita ascolto e supporto. Il fatto che tu riesca a descriverla così chiaramente è già un primo passo importante. Ti incoraggio a non restare sola in questo ma chiedere un aiuto professionale può fare una reale differenza, non solo per affrontare gli esami, ma per ritrovare una sensazione di movimento, direzione e fiducia nelle tue capacità.
Con il giusto sostegno, questo blocco può essere compreso e progressivamente superato.

Un carissimo saluto,

Dott.ssa Chiara Ilardi

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