È possibile non provare piu nulla dopo 16 anni per il partner?

Buon pomeriggio (premetto che avevo 4 in italiano e ci sarà tanti errori ahhahah Amen).

Sono una Donna di 49 anni, ove circa un anno fa, ha perso 37 kg, che ancora ne ho altri 15/20 kg da perdere, ma ce la sto mettendo tutta :)
Sto con un uomo di 47 anni (non lo definirei UOMO, un ragazzo con la testa da 20 anni, diciamo che come uomo ha solo una cosa... bah), bravissima persona, premuroso, affabile, comprende tutto anche prima che gli dico le cose, mi conosce bene, mi sopporta, lo sopporto ahahah, dopo 16 anni ancora mi versa l'acqua nel bicchiere a tavola, al ristorante o a casa di amici... addirittura anche in vacanza.
Mi prepara le pantofole quando è freddo e rientro a casa l'inverno tardo... è fantastico. Mi ascolta, è dolce --- è sempre stra presente.
Ma da tre anni non ci tocchiamo, a malapena mi dà dei baci o abbracci. Ho preso circa tre settimane di stare staccati, ma che cmq lui deve cercare un appartamento, perché forse il distacco ci farà del bene.
----- Marasma ----- l'ha presa male, piange, si dispera, senza di me non può stare, ha detto che cambia, in quanto io mi lamentai (dopo tutto il periodo di dolcezza) del suo cambiamento: alcool, canne a non finire, urla, litigate per cavolate, non ne potevo più.
Ma soprattutto si mangia le sue CACCOLE, cribbio, che schifo :(
Non mi eccita più, non cerco sesso... io mi sento spenta... ma ho paura che lui senza di me non riesca ad andare avanti... non lo so... mi chiede che cambierà, ma io mi sento un gelo... di ghiaccio.
E non so cosa fare, forse dovremmo parlare con qualcuno che ci possa aiutare... non lo so!!!

Salve Sig.ra Barbara,

Prima di tutto nessun problema per gli errori, il contenuto del suo messaggio arriva chiarissimo. Da quello che racconta emerge una situazione affettiva molto complessa, nella quale sembrano convivere due aspetti apparentemente opposti, da una parte riconosce nel suo compagno una persona premurosa, presente, affettuosa e attenta nei suoi confronti; dall'altra racconta che da circa tre anni è venuta meno la dimensione dell'intimità, che non sente più desiderio sessuale e che nel tempo si sono aggiunti comportamenti e dinamiche che l'hanno fatta stare male, come l'uso di alcol e cannabis, le urla e i litigi. È comprensibile, quindi, che lei oggi si senta confusa e "spenta". Non è necessariamente una contraddizione voler bene a una persona, riconoscerne le qualità e contemporaneamente non sentirsi più bene all'interno della relazione. Un elemento che mi sembra particolarmente importante è proprio il fatto che lei descriva un cambiamento avvenuto nel tempo. Non sembra esserci soltanto la questione del sesso: parla di una distanza che dura da anni, di una perdita di desiderio, di comportamenti del suo compagno che l'hanno progressivamente allontanata e di una sua sensazione attuale di "gelo". Sarebbe quindi riduttivo concentrarsi soltanto sulla domanda "Lo amo ancora oppure no?". Anche la mancanza di desiderio sessuale merita di essere compresa, ma non va interpretata automaticamente come la prova che l'amore sia finito. Il desiderio può risentire profondamente della qualità della relazione, dei conflitti, del risentimento accumulato, della percezione che abbiamo dell'altro e del modo in cui ci sentiamo all'interno della coppia. Allo stesso tempo, non sarebbe corretto dirle che sicuramente il desiderio tornerà o che sicuramente la relazione potrà essere recuperata. Questo è qualcosa che può emergere soltanto comprendendo meglio ciò che è accaduto negli ultimi anni e, soprattutto, ciò che lei desidera oggi per se stessa. Mi sembra inoltre molto significativo quando dice: "Ho paura che lui senza di me non riesca ad andare avanti". Questa frase merita attenzione. Una relazione non dovrebbe essere mantenuta esclusivamente perché abbiamo paura di ciò che potrebbe accadere all'altra persona se ce ne andassimo. Il dolore che un'eventuale separazione potrebbe provocare al partner non significa che lei debba necessariamente sacrificare il proprio benessere per evitarlo. Allo stesso tempo, se lui manifesta una sofferenza importante, è possibile incoraggiarlo a cercare un proprio spazio di supporto, senza che questo diventi una responsabilità esclusivamente sua. La pausa che avete ipotizzato potrebbe essere utilizzata non come una "punizione" o come un modo per verificare se lui cambierà, ma come un momento per prendere un po' di distanza dalle dinamiche quotidiane e ascoltare maggiormente se stessa. Le consiglierei, però, di non basare la decisione soltanto sulle promesse del suo compagno. Il cambiamento, quando è necessario, non si dimostra soltanto dicendo "cambierò", ma attraverso comportamenti concreti, costanti e mantenuti nel tempo. In questo senso, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico. Anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa sente, cosa desidera realmente dalla relazione, quali sono i suoi bisogni affettivi e sessuali e quanto alcune dinamiche vissute nel tempo abbiano contribuito al suo attuale distacco. Se entrambi lo desiderate e non ci sono condizioni di violenza o intimidazione nella relazione, potrebbe essere valutato anche un percorso di coppia, con un professionista adeguatamente formato, per poter parlare in uno spazio neutrale di intimità, comunicazione, conflitti, aspettative e cambiamenti avvenuti nel corso degli anni. Il fatto che lui oggi pianga e dica di voler cambiare può essere certamente ascoltato, ma non dovrebbe obbligarla a decidere immediatamente. Allo stesso modo, il fatto che lei oggi senta "gelo" non significa necessariamente che debba avere già tutte le risposte. Forse, prima ancora di chiedersi "devo lasciarlo o devo restare?", potrebbe essere utile iniziare da domande più profonde: "Come sto io in questa relazione?", "Cosa mi manca?", "Cosa mi ha fatto allontanare?", "Quando ho iniziato a sentirmi spenta?", "Se non avessi paura di ferirlo, cosa desidererei davvero?". Non è egoismo ascoltare anche se stessi dopo sedici anni di relazione. Prendersi uno spazio per comprendere ciò che si prova non significa necessariamente voler distruggere una storia: significa cercare di capire se quella relazione può ancora rappresentare uno spazio di benessere per entrambi e, eventualmente, cosa sarebbe necessario cambiare. E una cosa importante,  non deve decidere tutto adesso. Può concedersi il tempo di capire. A volte la chiarezza non arriva costringendosi a dare una risposta immediata, ma creando lo spazio necessario per ascoltare ciò che si sente davvero, senza senso di colpa e senza paura di dover salvare l'altra persona. Le auguro di trovare le risposte che cerca, ritrovare se stessa e la sua felicità. Un caro saluto.

cerca psicologo