Dott.ssa Chiara Malvone

Dott.ssa Chiara Malvone

Psicoterapeuta in formazione

Diverse terapie ma in peggioramento

Ciao e grazie in anticipo. Circa 60 giorni fa la mia ex ragazza (io 38M lei 29F) senza aver dato un minimo segnale in precedenza e senza aver dato la minima motivazione sensata ha deciso di lasciarmi e letteralmente sparire dopo 5 anni di relazione. Le poche volte che l'ho contattata si è sempre negata un dialogo. Dopo 5 anni tutto il mio mondo girava attorno a lei. Dopo cinque anni, gran parte della mia vita, delle mie abitudini e dei miei progetti ruotava intorno a lei. Proprio la mancanza di una spiegazione chiara mi ha impedito di accettare davvero quello che è successo: continuo a cercare motivazioni, a costruire ipotesi e poi a smontarle. Da 60 giorni sono in un loop continuo. Adesso vivo un vero e proprio blocco. Faccio fatica a lavorare, concentrarmi e svolgere anche le attività più semplici. Molte cose che prima facevo normalmente ora mi provocano ansia e paura. È come se il mio corpo rifiutasse la possibilità di questa nuova vita e percepisse qualsiasi passo avanti come qualcosa di minaccioso. Anche il sonno e l’energia ne stanno risentendo e mi sento spesso in uno stato di allarme, smarrimento e ruminazione continua. Ho persone vicine, ma nonostante questo mi sento molto isolato dentro questa esperienza. Ho provato anche 3 terapie diverse: - una era basata sull'azione ovvero buttarsi a fare le cose, ma non ci sono riuscito anzi l'ansia e la paura aumentavano - una terapia psicosomatica con dei vari esercizi ma che non sono riuscito ad approcciare con costanza - una terapia basata su ipnosi dove sto vedendo pochissimi frutti Purtroppo la situazione non accenna a migliorare, anzi ogni giorno mi sento sempre più perso e non so più che fare. Cosa posso fare?

Caro Mirko,
da una prospettiva sistemico-relazionale, la prima cosa che mi colpisce non è tanto la fine della relazione, quanto il modo in cui questa è avvenuta: improvvisamente, senza una spiegazione condivisa e senza la possibilità di costruire insieme un significato di ciò che è successo.Quando una relazione importante termina, il dolore è atteso. Quando termina senza una narrazione che permetta di comprendere e collocare l'evento nella propria storia, spesso non si vive soltanto una separazione: si vive una frattura del senso.Tu scrivi una frase molto significativa: "Dopo cinque anni tutto il mio mondo girava attorno a lei." In queste parole vedo qualcosa che va oltre la perdita di una compagna. Sembra che sia entrata in crisi anche l'organizzazione della tua vita, della tua identità quotidiana, dei tuoi progetti e della rappresentazione del futuro. Per questo motivo non sono sorpreso che i tentativi terapeutici centrati prevalentemente sul "fare" non abbiano funzionato
Se una parte di te sta ancora cercando disperatamente di capire cosa è accaduto, chiederti semplicemente di uscire, distrarti o fare nuove esperienze può essere percepito dal tuo sistema emotivo come una forzatura. È un po' come pretendere di ripartire mentre il terreno sotto i piedi non è ancora stato ricostruito. Leggendo il tuo racconto, ho l'impressione che tu stia combattendo due battaglie contemporaneamente:

  • il dolore per la perdita della persona amata;
  • la ricerca incessante di una spiegazione che non arriva.

La seconda spesso alimenta la prima. Ogni giorno la mente prova a risolvere un enigma che forse non dispone degli elementi necessari per essere risolto. Così nascono le ipotesi, le controipotesi, la ruminazione, il bisogno di trovare "la vera ragione". Ma più si cerca una risposta che dipende dall'altro, più si rischia di restare bloccati. Da terapeuta relazionale mi domanderei meno: "Perché lei mi ha lasciato?" e più: "Che posto occupava questa relazione nella mia vita?", "Cosa è crollato insieme alla relazione?", "Chi sto facendo fatica a essere oggi senza quel legame?"Sono domande diverse.                      La tua sofferenza mi sembra quella di una persona che non ha perso soltanto una compagna, ma anche una parte importante della struttura che dava continuità alla propria esistenza.
Un altro elemento che merita attenzione è che riferisci un peggioramento progressivo dopo circa due mesi, con difficoltà lavorative, ansia crescente, paura, insonnia, calo dell'energia e una sensazione di allarme costante. Questo suggerisce che non sei semplicemente "triste per una separazione", ma che il tuo organismo sta vivendo una condizione di forte stress emotivo che merita di essere presa molto seriamente.  
Per questo non ti direi di cambiare immediatamente terapia o di aggiungere altre tecniche. Ti direi piuttosto di cercare un professionista con cui costruire uno spazio stabile e continuativo in cui esplorare il significato di questa rottura nella tua storia personale e relazionale.  
Non sempre il problema è trovare la tecnica giusta. A volte è trovare il contesto terapeutico in cui la propria esperienza può finalmente essere pensata, raccontata e compresa.  
Una domanda che mi è rimasta leggendo il tuo messaggio è questa:  
prima di conoscere la tua ex, come descriveresti la tua vita, i tuoi legami e il tuo modo di stare nelle relazioni importanti?
Credo che la risposta possa dire molto di più sul tuo blocco attuale di quanto possa fare qualsiasi ipotesi sul motivo per cui lei se n'è andata.

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