Dott.ssa Cinzia Rondoni

Dott.ssa Cinzia Rondoni

Psicologa Clinica

Bambina non parla con le maestre

Buonasera, mia figlia ha 3 anni e da marzo ha smesso di parlare con le maestre dell’asilo. Con i bambini della classe parla tranquillamente ma con le maestre no, comunica a gesti indica. La pedagogista dell’asilo ha fatto una serie di osservazioni e ci ha confermato che la bambina è serena e a suo agio. Sembrerebbe propio una sua decisione di non parlare con le maestre. Che consigli avete? Grazie mille in anticipo!

Gentile Signora,

​Le rispondo in qualità di psicologa, precisando fin da subito che questo spazio ha un intento puramente informativo e di orientamento generale, e non può in alcun modo sostituirsi a una valutazione diagnostica strutturata o a un consulto clinico diretto.

​Dalla sua descrizione emergono elementi importanti e, per molti aspetti, rassicuranti. Il fatto che la bambina interagisca liberamente con i coetanei e che la figura della pedagogista confermi uno stato di serenità generale suggerisce che ci troviamo di fronte a una dinamica relazionale circoscritta alla figura dell'adulto (le maestre), piuttosto che a un disagio pervasivo.

​Intorno ai tre anni, i bambini attraversano una fase cruciale di affermazione del sé e di esplorazione della propria autonomia. In questo contesto, il "non parlare" in determinati ambienti o con specifiche figure può configurarsi come una strategia di controllo, un modo per definire i propri confini emotivi o per gestire la relazione con una figura autorevole extra-familiare.

​A livello operativo, in assenza di un'osservazione clinica diretta, mi sento di suggerire alcune linee guida generali per gestire questa fase:

​Sospendere le pressioni prestazionali: È fondamentale che la bambina non percepisca ansia o attesa rispetto alla verbalizzazione. Forzature, inviti insistenti a parlare, promesse di premi o domande dirette sul motivo del suo silenzio rischiano di irrigidire ulteriormente il comportamento di chiusura.

​Validare la comunicazione alternativa: Poiché la bambina indica e comunica a gesti, è utile che le maestre continuino ad accogliere e validare questa modalità. Sentirsi compresa ed efficace anche senza l'uso della parola riduce notevolmente il carico emotivo e la frustrazione.

​Mediazione attraverso il gioco: L'inserimento graduale e non intrusivo delle maestre all'interno delle dinamiche di gioco tra pari (dove la bambina si esprime verbalmente) può fungere da ponte relazionale, favorendo un abbassamento spontaneo delle difese.

​Alleanza educativa: È auspicabile mantenere un dialogo costante tra famiglia, insegnanti e pedagogista, adottando un approccio coerente basato sull'osservazione serena e sul non-giudizio.

​Qualora questo atteggiamento dovesse cronicizzarsi nei prossimi mesi, estendersi ad altri contesti o accompagnarsi a segnali di ritiro sociale o ansia, le suggerisco di prendere in considerazione un colloquio di consulenza psicologica genitoriale. Questo spazio permetterebbe di esplorare in modo più approfondito i significati emotivi e relazionali sottostanti a questa specifica modalità comunicativa.

​Cordiali saluti,

​Dott.ssa Cinzia Rondoni

Psicologa Clinica e della Riabilitazione

Specializzanda in Psicoterapia

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