Dott.ssa Claudia Praderio

Dott.ssa Claudia Praderio

psicoterapeuta (sistemico-relazionale)

Relazione complicata

Salve. Mi chiamo Tatiana e ho 34 anni. Da circa due anni sto frequentando una persona che ha 17 anni piu' di me, separato con due figli, un bimbo di 14 anni e una bimba di 16 anni. La sua bimba vive a Londra e il bimbo vive con lui. In questa relazione sono molto instabile cioe' passo pochi giorni stando bene e altri che ho dei dubbi di quello che sto facendo e vorrei lasciarlo. Racconto un pochino la storia.
All'inzio ci vedevamo una o due volte alla settimana perche a parte che abitiamo a 50 km di distanza lui mi diceva sempre che non aveva tempo perche' stava sempre con il figlio. E' continuato cosi' per circa due mesi. Poi io sinceramente mi sono stancata e lo volevo lasciare ma sempre mi pregava di non lasciarlo che dovevo fare lo sfrozo di capirlo che non ha molto tempo..i figli..etc. La cosa continua. Non ci si chiamava mai. Lui mi scriveva solo una volta al giorno su facebook. Con il tempo le cose iniziarono a cambiare. Ci si vedeva un pochino di piu' e a volte una chiamata. Ho sempre pensato che questa persona mi voleva bene però non ha mai avuto un reale interesse per me. Voglio dire che lui non e' interessato a stare con me ma solo di passare il tempo perche' c'e' da dire che quando stiamo insieme stiamo bene.
Cosi siamo andati avanti circa due anni. Un tira e molla continuo che psicologicamente non e' la migliore scelta penso. Ho cercato di lasciarlo tantissime volte ma non sono mai riuscita perche' molte volte veniva e mi chiedeva per favore non mi lasciare..mi diceva che mi amava tanto..che ero molto importante per lui e cosi via..
Non e' mai stato capace di dire a suoi figli che ha una relazione con me perche' si vergogna in quanto sono piu' giovane. Neanche ai suoi genitori. Penso che qualche amico suo lo sa. Ma non ho la certezza.
A me ora hanno offerto un lavoro negli Stati Uniti e ci siamo allontanati. La storia continua. Un giorno mi sono arrabbiata tantissimo perche lui non cambia la sua rutina neanche per parlare su skype con me e l'ho bloccato in tutte le reti sociali. Non so come ma ha trovato il numero di telefono del lavoro e mi ha chiamata chiedendomi per favore di non lasciarlo. Sono tornata un fine settimana per lasciarsi e mi pregava in tutte le lingue del mondo di non lasciarlo.
Devo dire che io gli voglio molto bene e lo penso tanto. Ci starei con lui per il resto della mia vita pero ho dei forti dubbi. A volte lui da per scontato tutto. Non ha cambiato della sua vita NULLA per cercare di passare un piu' tempo con me. Pero io ho cercato sempre di capire la sua situazione e di dare ovviamente piu' spazio ai suoi figli.
Sono veramente in crisi. Lo vorrei lasciare ma non so come fare. Mi servirebbe un poco di decisione. Ora che sono lontano mi risulta ancora piu' difficile. Aiuto.

Buonasera Tatiana, 

ho letto la sua storia che trasmette disagio e grande indecisione rispetto la difficile scelta da compiere. Cuore e ragione sono spesso in conflitto. Vorrei fare solo alcune riflessioni con lei. Notando il titolo 'relazione complicata', mi sono chiesta perché ci piaccia tanto stare nel tormento Perché, avendo possibilità di scelta (e a 34 anni le opportunità non mancano se si è disposti a cercare), ci si
trovi a stare in relazioni complicate, quando l’amore dovrebbe essere semplice e spontaneo. Invece ci
infiliamo o ci ritroviamo in situazioni che non ci fanno stare bene, che ci tormentano, che ci creano disagi di
ogni tipo, senza apparenti speranze di miglioramento. Così, anziché pensare al nostro benessere e voltare
pagina, restiamo immersi in una realtà che tuttavia non accettiamo e vorremmo cambiare. Bisogna anche
dire che lo stare in relazioni complicate ci toglie dalla paura di coinvolgerci in una relazione matura e sana,
nella quale darsi reciprocamente e costruire un futuro insieme.
Il fatto è che a volte va bene così, perché in fondo non siamo pronti per altro, così inconsciamente scegliamo
chi corrisponde a questo desiderio soggiacente.
Molto dipende dal patto che una coppia stabilisce (non per forza in modo esplicito) all'inizio, e da quanto,
col passare del tempo, entrambi i membri della coppia siano disposti a revisionare questo patto, nel caso di
esigenze che cambiano, soprattutto se solo da uno dei due partner.
Provi a pensare a cosa vi legava all'inizio, alle vostre motivazioni per stare insieme. Ora sono le stesse? Avete
gli stessi obiettivi di allora? Altrimenti cosa è cambiato e da parte di chi? L'altro è disposto a cambiare
assieme?
Spero di averle dato alcuni spunti di riflessione.

Cari saluti