Dott.ssa Costantina Dignani

Dott.ssa Costantina Dignani

Psicologo, Psicoterapeuta

Persona bipolare in amore

Salve a tutti. Sono fidanzata da poco più di un anno con un ragazzo bipolare. Ho saputo del suo disturbo dopo sette mesi di fidanzamento. Come l'ho saputo? Da mia madre! Vedevo che era un po' strana e quando ha deciso di parlarmi ho capito che erano mesi che lo sapeva! Il mio ragazzo ha perso il padre dopo tre mesi che eravamo insieme e dato che le nostre mamme sono entrambe infermiere si conoscono di vista. Ai funerali c'era una collega di mia madre (ex collega della madre del mio ragazzo) che le ha detto testuali parole "povero ragazzo, si nota che fa uso di antipsicotici". A queste parole mia madre si è preoccupata e ha cercato di capire qualcosa prima di mettermi a conoscenza dei fatti! Facendola breve, quando mia madre mi ha parlato..mi sono sentita morire! Avevo notato qualcosa perché alcune sere, mentre ero con il mio ragazzo, notai il rumore del blister di pillole e, subito dopo, dell'acqua nel bicchiere! Alla domanda "cosa hai preso?" Lui mi ha sempre risposto "niente", "volevo prendere una gomma" (risposta che mi ha allarmata) e una volta si arrabbiò tantissimo dicendo che non erano fatti miei! Dopo del tempo, sono stata io a trovare una sua documentazione sulla quale era scritto che dopo un ricovero di quasi un mese nel reparto di salute mentale, gli è stato diagnosticato il Disturbo Bipolare, tutto questo accompagnato dalla parola "Maniacale"! Stavo morendo! Sono stata malissimo! Mi sono data forza e ho cercato di contattare qualche esperto. Mi hanno detto che non è facile convivere con persone affette da questo disturbo, mi hanno detto che a 21 è presto per capire se si è pronti o meno per una realtà di questo genere, mi hanno anche detto che è probabile che io mi ammali sopportando tutto quello che sto sopportando. In seguito, dopo un unteriore forte litigio, è stato lui a parlarmi di questa cosa senza mai nominare la parola disturbo, ma dicendo che era stato portato in ospedale con un'altra scusa e che poi lo hanno chiuso a chiave in una camera in psichiatria! Mi ha detto che lui non si vedeva adatto per quel reparto e che non capiva per quale motivo i suoi parenti lo avevano chiuso li..mi ha fatto una tenerezza.. Voglio precisare che si cura, che fa terapia, manca un'esame alla sua laurea, frequenta l'accademia britannica ed è stato un mese a Londra per perfezionare il suo inglese. A volte mi soprende la sua intelligenza, altre volte sembra una persona così chiusa e perfida! Certo, questo anno di fidanzamento non è tutto da buttare ma è inevitabile che io pensi a quando ha alzato le mani (non con l'intenzione di picchiarmi, ma, voleva strapparmi via un bracciale che mi aveva regalato) o quando mi ha buttato fuori dalla macchina, oppure quando mi ha urlato, davanti gli occhi della mamma, che io nonavrei dovuto avere a che fare con la loro famiglia perché immeritevole... non è mia intenzione, assolutamente, fare la vittima, vorrei solo esprimere ciò che provo! Più di 15 giorni fa mi sono allontanata da lui perché l'ha fatta grossa, per un'intera mattinata mi ha fatta piangere per un motivo per me futile (mi sono svegliata e non ho portato con me il cellulare in cucina mentre ero a fare cilazione), è arrivato a farmi credere di essere pazza..forse sono io a sbagliare... fatto sta che dopo molto tempo, ci siamo rivisti qualche giorno fa, mi ha detto che questi giorni senza me, per lui, sono stati come una prigione, ha scontato la sua pena e continuerà a farlo, però ha capito che non vuole perdermi e che non sbaglierà più! Non so cosa fare, non so che scelta prendere, una parte di me spera e vorrebbe tornare da lui, l'altra parte ha paura..paura non solo di litigare di nuovo, ma paura in una sua reazione esagerata! Non so con chi parlarne, con chi sfogarmi, non avendo uno stipendio non posso permettermi sedute da uno psicoterapeuta!

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Come già le hanno detto, una relazione affettiva con questo ragazzo potrebbe essere dolorosa a causa della sua malattia. Amare una persona vuol dire coinvolgersi con tutta la persona dell’altro, in salute e in malattia. Credo che sia opportuno che lei interroghi se stessa se il rapporto con il suo ragazzo è vitale per lei, se è la persona, così come è ora, con cui vuole passare il resto della sua vita. Amare vuol dire accettare tutto dell’altro. Considerarlo come il migliore amico, confidargli i sogni, le emozioni, i progetti. Essere aperti e sinceri l'uno verso l'altro. Accettare l'altro senza volerlo cambiare. Concentrarsi sui suoi lati positivi, apprezzarlo e ringraziare per quello che fa. Rispettarsi reciprocamente, avere lo stesso valore all'interno della coppia. Trovarsi d'accordo sulle cose importanti, sui valori di base e sugli obiettivi da raggiungere. Gestire i conflitti, saper esprimere l'aggressività in modo costruttivo. Stare bene insieme, cercando di fare insieme cose interessanti. Rispettare gli spazi dell'altro. Sapendo che il rapporto è importante, essere disponibili ad investire tempo ed energia per farlo funzionare.
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Dott.ssaMonica Mazzini

Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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