Dott.ssa Cristina Bozzato

Dott.ssa Cristina Bozzato

psicologa, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale

Doc omosessuale o omosessualità?

Gentili dottori,
vi scrivo perché è da un mese, se non di più, che faccio dei pensieri strani.
Mi spiego meglio, io sono una ragazza di 17 anni, e da quasi un anno soffro d’ansia.
Ho cominciato a fare pensieri strani e ho persino dubitato del mio orientamento sessuale, anzi, mi sono detta MA SE FOSSI LESBICA?
Semplicemente perché su un social (tiktok) mi vengono fuori video che rappresentano la comunità lgbtq+ ecc...
Ora sembra diventata una moda e sono veramente preoccupata.
Sto con un ragazzo da 8 mesi e lo amo tantissimo, i rapporti sessuali mi soddisfano e non ho mai avuto problemi nemmeno con il mio ex ragazzo con cui sono stata un anno intero.
Sin dall’infanzia ho sempre provato attrazione per i maschietti, e non ho mai avuto nessun tipo di dubbio ma nell’ultimo mese mi sono fatta paranoie sul fatto di poter essere omosessuale.

Spesso emergono delle immagini nella mia testa oppure cerco su internet foto di ragazze per vedere se succede qualcosa o se c’è qualche attrazione ma niente. Spesso mi capita di pensare a due donne che si baciano o che fanno sesso (spesso mi ci immedesimo) per vedere come si comporta il mio corpo ma davvero non c’è eccitazione anzi, sento una sensazione di nausea e “schifo”. Non mi attrae il corpo femminile anche se quando vedo una bella ragazza lo riconosco ma non c’è nessun tipo di attrazione sessuale. Ho sempre visto le donne dal punto di amicizia e sorellanza, e non dal punto di vista sessuale, e personalmente non riuscirei mai a baciare una persona del mio stesso sesso, io da donna etero, quale mi considero, non riuscirei mai a stare con una donna e personalmente io per prima non mi accetterei, e del giudizio altrui mi importerebbe ben poco.
Gli uomini mi attraggono molto e anche il pensiero di fare sesso con un uomo mi eccita molto.
nella mia vita sono sempre stata sicura di quello che volevo e perdere il controllo dei miei pensieri mi turba molto, sono sicura di volere una famiglia, un marito, sposarmi ecc..
ho delle amiche omosessuali e il fatto che loro lo fossero non mi ha mai turbata e non mi ha mai fatto venire dubbi sul mio orientamento.

Ho parlato con la mia psicologa e crede che se io fossi stata omosessuale in una società aperta come quella di oggi l’avrei già capito, anche perché parlo molto con i miei genitori e non avrebbero nessun problema se lo fossi.
Dato che il problema sorge dalla mia mente non so veramente come mandare via questi pensieri intrusivi. molto spesso piango, presa dall’ansia e dalla preoccupazione di dover affrontare un eventuale rottura con il mio fidanzato, sono letteralmente terrorizzata.
Non capisco davvero perché questi pensieri continuano a perseguitarmi.
spero che possiate aiutarmi e darmi delle risposte.
Grazie in anticipo

Salve, ho letto la sua lettera. Le confermo quello che le ha detto la sua psicologa: le sue preoccupazioni hanno l'aspetto di pensieri intrusivi. Partiamo da un presupposto fondamentale: i pensieri sono solo pensieri, non fatti e la maggior parte di essi "compare" e giunge alla nostra consapevolezza in modo casuale. Così anche le immagini mentali sono solo immagini, e i ricordi sono solo ricordi...Continuamente c'è una parte della nostra mente che produce pensieri che noi non andiamo a cercare attivamente. Nella nostra testa possono emergere pensieri di qualunque tipo: bizzarri, aggressivi, strampalati, spaventosi...ma restano pur sempre pensieri, sul loro comparire noi non abbiamo, in realtà, nessun controllo, ma, possiamo fare in modo che un pensiero si ripresenti molto spesso, "si attivi" con molta frequenza. Questo succede quando non vogliamo pensare a qualcosa (se le dicessi NON pensi ad un elefante rosa, lei ci riuscirebbe?). Continuare a respingere, discutere, rielaborare un pensiero non fa che renderlo sempre più attivo nella nostra testa. Per lavorare sui pensieri intrusivi esistono diverse modalità all'interno della terapia cognitivo-comportamentale. Le lascio questa immagine: i pensieri sono come le nuvole, alcune bianche e soffici, altre nere e cariche di tempesta. Ma sono solo nuvole, che se lasciate stare vanno e vengono e si dissolvono. Non si faccia "agganciare" da questi pensieri, quando nota la loro comparsa li lasci andare e si concentri su ciò che sta facendo in quel momento, sulle azioni concrete. Non abbiamo controllo sui nostri pensieri e non dobbiamo credere loro cecamente, ma possiamo controllare le nostre reazioni ad un pensiero. Pensare di ammazzare qualcuno (cosa assai frequente) non ci rende automaticamente degli assassini. Non insista nel cercare prove sul suo orientamento sessuale, lasci andare questi pensieri, li lasci dissolvere da soli, vedrà che inizieranno a presentarsi molto meno alla sua coscienza.

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Psicologa, Psicoterapeuta - Brescia

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