Dott.ssa Cristina De Nardo

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Dott.ssa Cristina De Nardo

Psicologa, Criminologo, Trainer di Training Autogeno

Taglio netto e sparizione

6 anni stupendi di convivenza e relazione, molto sana e ferma su bei principi. Io reggente delle responsabilità di entrambi. Negli ultimi sei mesi ho iniziato ad avere problemi sul lavoro ed onestamente l'ho trascurata causa continui viaggi (ma sempre risolutore e sempre in ascolto e non trascurata pesantemente).

Lei col cambio lavoro è andata sotto forte stress: Colpe di TUTTO sempre mie; Apatia forte; Costante sonnolenza (anche sino a 24H); Totale calo desiderio sessuale; Mancanza di gioia per qualsiasi cosa; Fortissimo stress. (PERSONALMENTE HO PENSATO ALLA DEPRESSIONE ANEDONIA) Totale mancanza di ascolto verso di me; Sfiducia nel prossimo; Ecc ecc.

Una sera torna a casa e vede un messaggio sul mio telefono ad una amica, ripeto amica: HO BISOGNO DI ESSERE ASCOLTATO. Rientrando lei legge questo messaggio e mi caccia di casa all'istante!!!!! MAI TRADITA.

Nel primo anno le avevo perdonato chat con altri uomini anche se mai compromettenti. Ma l'ho perdonata mentre lei non ha avuto pietà. Ora silenzio assordante. Mi sento di impazzire.

Buongiorno,

dal suo racconto emerge quanto sia difficile per lei comprendere ciò che è accaduto: descrive sei anni di relazione importante e, negli ultimi mesi, un cambiamento significativo nella sua compagna, fino a una rottura improvvisa che sembra averla lasciata senza la possibilità di capire e di confrontarsi.

Comprendo che, davanti a un cambiamento così forte, lei cerchi una spiegazione e abbia pensato anche alla depressione o all'anedonia. Tuttavia non possiamo sapere, attraverso il suo racconto, cosa stesse vivendo la sua compagna né formulare un'ipotesi diagnostica su di lei.

Mi soffermerei piuttosto su ciò che sta accadendo a lei oggi.

Nel suo messaggio torna più volte il confronto tra ciò che lei ha fatto e ciò che aveva precedentemente perdonato alla sua compagna: lei non l'ha tradita, aveva perdonato alcune sue chat, mentre sente che a lei “non è stata data la stessa possibilità”.

Mi sembra che, oltre alla perdita della relazione, ci sia una forte esperienza di ingiustizia: non soltanto “mi ha lasciato”, ma “mi ha lasciato per qualcosa che non considero proporzionato a ciò che è accaduto”.

È comprensibile cercare continuamente di ricostruire i fatti quando una relazione si interrompe in questo modo. Ma forse la domanda “aveva sufficienti motivi per lasciarmi?” rischia di non avere una risposta capace di darle pace.

Il messaggio all'amica potrebbe essere stato l'episodio che ha fatto precipitare qualcosa che era già presente nella relazione, oppure potrebbe aver assunto per la sua compagna un significato molto diverso da quello che aveva per lei. Senza poter ascoltare anche lei, possiamo soltanto fare ipotesi.

C'è invece una frase che mi colpisce particolarmente: “ho bisogno di essere ascoltato”.

Era ciò che aveva scritto alla sua amica prima della separazione e, leggendo il suo racconto, sembra essere ancora un bisogno molto presente oggi.

Forse partirei proprio da lì: che cosa stava vivendo lei in quei mesi? Che cosa non riusciva più a trovare nella relazione tanto da sentire il bisogno di cercare ascolto altrove? E che cosa sta accadendo adesso dentro di lei di fronte al silenzio della sua compagna?

Il taglio improvviso può lasciare una persona sospesa tra il bisogno di avere spiegazioni e la speranza che l'altro torni a darle. Ma, per quanto doloroso, non sempre possiamo ottenere dall'altro la chiusura di cui avremmo bisogno.

In questo momento cercherei quindi di non concentrare tutte le sue energie nel comprendere cosa “abbia” la sua compagna, ma di dare spazio a ciò che questa separazione sta producendo in lei.

Quando scrive “mi sento di impazzire”, se significa che il dolore sta diventando difficile da sostenere, che non riesce a dormire, mangiare, lavorare o gestire la quotidianità, oppure sente di poter perdere il controllo, non rimanga solo con questa sofferenza e cerchi un sostegno professionale.

Non necessariamente per “dimenticarla”, ma per poter attraversare ciò che sta accadendo senza dipendere esclusivamente dalle risposte che, almeno in questo momento, la sua compagna non le sta dando.

Un saluto

Dott.ssa Cristina De Nardo

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