Dott.ssa Daniela Sasso

Dott.ssa Daniela Sasso

Psicologo

Paura della morte dei cari

Salve a tutti, sono Riccardo, ho 15 anni, e ormai da mesi ho in testa un pensiero terribile, uno dei momenti più brutti della propria vita che tutti possano provare: la morte dei parenti. Mio padre, all’età di 2 anni, decise di lasciarmi con mia madre; mio nonno e mia nonna mi hanno fatto da genitori insieme a mia madre. Per me, mio nonno è come un padre, e mia nonna come una madre. Sono molto giovani rispetto allo standard: 61 e 64 anni, mia madre 39 anni.
Sono un ragazzo socievole, mi diverto spesso con i miei parenti, ma ormai da mesi ho in testa questo pensiero: che un giorno qualcuno non ci sarà più insieme a me, anzi un giorno nessuno sarà più con me. Ho paura del giorno che arriverà in cui dovrò salutare per l’ultima volta i miei parenti. Penso anche: ora ho 15 anni, mio nonno ne ha 64; quando avrò 35 anni molto probabilmente non ci sarà più, o anche mia madre: ho 15 anni, lei 39; quando io avrò 55/60 anni, lei potrebbe non esserci più. E pur se hai 60 anni, una madre è una madre…Non riesco a dormire tranquillo la sera, questi pensieri mi vengono solo e soltanto la sera, piango quasi tutte le sere e tutt’ora sto piangendo nel mentre che sto scrivendo questo testo. Avrei voglia di abbracciare i miei parenti, ma qualcosa non lo so, mi blocca; non ne ho idea di cosa ho… Qualcuno sa come calmare questo pensiero? Non riesco più a stare tranquillo…

Salve Riccardo,

quello che sta vivendo è molto intenso, ma non è strano né “sbagliato”: è una forma di ansia legata alla paura di perdere le persone a cui è molto legato.

Questi pensieri arrivano soprattutto la sera perché la mente è più libera e le emozioni si fanno più forti. Il fatto che le venga da piangere indica quanto siano importanti per lei i suoi affetti.

Due aspetti importanti:

  • non sta perdendo i suoi cari adesso: è un pensiero sul futuro che la mente sta amplificando
  • l’amore che prova non si perderà, anche quando le cose cambieranno

Per aiutarla nell’immediato:

  • quando arrivano i pensieri, riporti l’attenzione al presente (respiri lentamente, guardi dove si trova, cosa c’è intorno)
  • si conceda il contatto: se sente il bisogno di abbracciarli, provi a farlo, anche con piccoli gesti

Se riesce, parli con un adulto di fiducia (sua madre o un familiare): non deve tenersi tutto dentro.

Quello che sente non è qualcosa di “grave”, ma è qualcosa che merita di essere accolto e compreso. Con il giusto supporto, può tornare a stare più tranquillo.

domande e risposte

Dott.ssa Daniela Sasso

Psicologo - Lecce

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