Regressione sonno 4 anni
Buonasera Gentili Dottori. Sono mamma di un bimbo che compirà a breve 4 anni e 6 mesi fa è nata la sua sorellina. Da quando aveva 1,5 anni dorme da solo nella sua cameretta. So siede nel suo letto, beve camomilla e io di fianco a lui su una sedia leggo 2 storie e poi in 10 minuti si addormenta con me seduta di fianco a lui. Se capita che ha necessità durante la notte mi chiama e si riaddormenta subito. Da circa 1 mese invece ha continui risvegli notturni e mi viene a chiamare direttamente in camera mia e vuole che vado nella sua cameretta insieme a lui per riaddormentarsi. Gli ho chiesto come mia di questo suo comportamento e lui dice che non vuole dormire da solo mentre noi siamo nell altra camera. Ho quindi attribuito la questione a un po' di gelosia nei confronti della sorella visto che ha iniziato da quando l abbiamo messa nel lettino ma sempre in camera nostra. Come posso fare per tornare al clima notturno che c era prima? È una fase passeggera? Dura da 1 mese quindi inizia ad essere un po' pesante e soprattutto non so se passerà Grazie mille!
Buonasera, è comprensibile che dopo un mese di risvegli la situazione inizi a essere faticosa. Da quanto racconta, il cambiamento sembra essere comparso in concomitanza con una fase di importanti trasformazioni familiari e con la maggiore consapevolezza del bambino rispetto alla presenza della sorellina.
Più che parlare necessariamente di una vera e propria “regressione”, penserei a una temporanea riattivazione del bisogno di vicinanza e rassicurazione: il messaggio che le comunica (“non voglio dormire da solo mentre voi siete nell’altra camera”) sembra andare proprio in questa direzione.
Può essere utile accogliere il bisogno senza però modificare radicalmente la routine: mantenere rituali serali prevedibili, dedicargli quotidianamente qualche momento esclusivo e, durante i risvegli, rassicurarlo con poche parole e accompagnarlo nuovamente nel suo letto, evitando che il nuovo comportamento diventi progressivamente la modalità necessaria per riaddormentarsi.
Anche verbalizzare ciò che potrebbe provare (“forse a volte ti fa piacere sapere che mamma e papà sono vicini”) può aiutarlo a dare un significato alla sua richiesta, senza attribuirgli necessariamente gelosia.
Queste fasi possono essere transitorie e tendere a ridursi quando il bambino ritrova sicurezza e prevedibilità. Se però i risvegli dovessero persistere a lungo, aumentare o associarsi ad altre difficoltà emotive o comportamentali, sarebbe opportuno approfondire il quadro con un professionista.
Un caro saluto,
dott.ssa Denise Procaccini