Ipocondria. Come riuscire a non impazzire?
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio perché da molto tempo vivo con una forte paura delle malattie e questa situazione sta diventando davvero difficile da gestire. Ho una costante preoccupazione di poter avere qualche malattia grave. Ogni sintomo fisico, anche comune, mi mette in allarme e mi porta subito a pensare al peggio. In questo periodo, ad esempio, soffro spesso di mal di testa e, anche se so che potrebbero dipendere da cause banali come stress o tensione, non riesco a smettere di temere che ci sia qualcosa di serio. La mia ansia non si limita ai sintomi che provo personalmente: faccio fatica anche a sentire parlare di malattie. Mi crea disagio ascoltare racconti di persone malate, guardare programmi televisivi o ascoltare trasmissioni radio che trattano argomenti medici, e perfino parlare di salute con altre persone può generarmi molta ansia. Questa situazione influisce notevolmente sul mio benessere e sulla qualità della mia vita, perché mi sento spesso in uno stato di allerta e preoccupazione costante. Vorrei capire: * come si può interrompere questo circolo di pensieri e paure; * se questo tipo di comportamento è compatibile con l’ansia da malattia (ipocondria); * quali strategie psicologiche possono aiutare concretamente a gestire questa paura; * se un percorso psicoterapeutico può essere utile e quale approccio è generalmente più indicato. Ringrazio molto chi vorrà dedicarmi un po’ di tempo e condividere un parere o un consiglio.
Buon pomeriggio,
immagino non sia stato semplice cercare le parole per descrivere la sua situazione, della quale è riuscito a dare una descrizione chiara e dalla quale traspare le difficoltà che sta vivendo. Sentirsi in un stato di allerta costante deve essere molto faticoso e richiede molte energie e tempo, andando ad avere un impatto non positivo in più ambiti della sua vita. Penso anche che il conflitto che descrive tra una parte che tende a dare una spiegazione razionale a ciò che sente e quella piú emotiva sia di per sé difficile da gestire e le faccia vivere una condizione di non benessere. Capisco che anche il solo poter trovare un nome a tale condizione le possa dare l'idea di riuscire a gestirla meglio e che senta una spinta a trovare delle strategie pratiche per gestire la paura. Un percorso terapeutico potrebbe aiutarla ad entrare e stare a contatto con la paura e preoccupazione che prova e tentare di capire cosa le vuole dire, spesso ciò che non si riesce ad esprimere in parole trova il modo di esprimersi attraverso il corpo. Indipendentemente dal tipo di approccio terapeutico, potrebbe esserle utile capire da cosa scaturisce la paura della malattia, oltre che imparare strategie che la gestiscano, anche se capisco che possa essere un lavoro più profondo da affrontare.