Dott.ssa Elena Germani

Dott.ssa Elena Germani

Psicologo, Psicoterapeuta

Sono sempre stato un po' asociale ma non l'ho mai considerato un problema.

Sono sempre stato un po' "asociale", come dicono i miei amici... Non evito la gente, ma sento spesso il bisogno di stare da solo e non l'ho mai considerato un problema. Circa un anno fa ho perso mia madre, in un incidente stradale nel quale guidavo io. Da allora questa mia caratteristica è andata accentuandosi sempre di più, tanto che gli amici, si stanno un po' allontanando da me, solo questo ha iniziato a farmi vedere questa asocialità come un problema. Sono arrivato a mentire pur di non dover giustificare questa mia voglia di solitudine. Non è che io resti a casa a piangere o chissà ché, semplicemente non mi va di uscire, non mi va di vedere gente. Penso in fondo di utilizzare l'incidente come scusa, per assecondare questa mia voglia di solitudine. Però mi rendo anche conto di non riuscire ad affrontare il ricordo dell'incidente e che spesso l'avere gente intorno, invece che aiutarmi a non pensarci, mi ci fa tornare quasi ossessivamente sopra, anche se non ne capisco il motivo. Ho provato a parlarne con un amico, che però non ha dato peso più di tanto alla cosa, anzi secondo lui è solo questione di tempo e mi passerà. Devo considerarlo un problema? Dovrei parlarne con qualcuno? o dovrei semplicemente affrontare da solo quello che per ora evito nella mia testa? o ancora, dovrei aspettare? Grazie.
Caro Federico, sembra proprio che questa sua "caratteristica", come la chiama lei, stia diventando un problema in particolare da dopo la perdita di sua madre, come ha sottolineato anche lei. Pare che questo evento sia ancora una ferita aperta per lei. La perdita di una persona cara è una esperienza molto dolorosa. Dopo una perdita, segue un periodo chiamato di "elaborazione del lutto", suddivisibile in diverse fasi. Tali fasi non hanno per tutti la stessa durata e le "tempistiche" variano a seconda di alcune variabili (per esempio, le modalità con cui è avvenuta, le caratteristiche personali e del contesto circostante di inserimento). A mio avviso le sarebbe di sostegno una consulenza psicologica finalizzata prima di tutto all'elaborazione del lutto e in secondo luogo per capire e affrontare le motivazioni profonde di questa sua "voglia di solitudine". Le faccio i miei migliori auguri,
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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Gorizia

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