Dott.ssa Elena Grimaldo

Dott.ssa Elena Grimaldo

Psicologo, Psicoterapeuta

Sono preoccupata per come l'ansia del mio compagno prenda piede ogni giorno

Buona sera, sono Anna e scrivo perché sono preoccupata per come l'ansia del mio compagno prenda piede ogni giorno... E' partito tutto all'improvviso,tempo fa mi aveva parlato di un episodio accaduto nella sua infanzia...(la sua famiglia è soggetta a svenimenti)era piccolo e dopo una lunga pedalata in bicicletta dallo sforzo si è sentito il cuore pompare fortissimo e poi svenire...quell'episodio lo condiziona tutt'ora,io non lo vedo cosi da tempo..anzi l'ho conosciuto attivo e fiero di sè..ora sembra molto insicuro e pauroso verso le novità..da un qualche mese a questa parte ha iniziato ad avere attacchi di panico,dovuti a non si sa bene cosa,non vuole prendere i autotrasporti perchè non è lui che li guida manco parlarne di prendere un aereo per viaggiare..ma anche a recarsi al corso che frequenta con il tram.è capitato che quando eravamo a fare una passeggiata in mezzo alla gente si sentisse come un peso nel petto,nausea,mal di pancia,mal di testa forte e quindi fatica a respirare..la sua paura più grande è stare mare in pubblico quindi non riuscire a controllarlo...lui automaticamente quando sente un sintomo pensa al peggio..lui sembra sicuro quando sa di essere in un posto che conosce bene,come casa sua o un locale dove si sente sicuro appunto...io gli sto vicino come posso e cerco di essere sempre comprensiva..ma vorrei spingerlo a cercare di voler veramente a riuscire a convincersi a fare qualcosa...credo che più avanti si andrà più la cosa diventi cronica..oppure smetterà e dopo degli anni ricomincerà..io non posso saperlo,so solo che voglio vederlo sereno e non preoccuparsi di prendere un tram,o aver paura di fare un viaggio con me perché non ha mai visto il posto...
Salve Anna, capisco il suo spaesamento e il suo timore. Non sa gestire l'ansia del suo compagno perchè anche lui sembra essere colto a sorpresa dall'ansia stessa. Tra l'altro si presenta spesso e volentieri in ambienti pubblici e poco conosciuti. Tutto questo comporta una chiusura verso l'esterno per lui ed evidentemente anche per lei. Che fare? Sarebbe interessante capire se questi svenimenti in famiglia derivino da qualcosa di fisico, se quand'era piccolo qualcuno della sua famiglia è svenuto portando una conseguenza (anche solo psicologica "pesante") sugli altri membri della famiglia e sul suo compagno, rendendo insicura la famiglia e, in un certo senso, facendola sentire in pericolo. Ad esempio se sua "suocera" sveniva, come si sentiva suo "suocero" nei confronti di sua moglie, di se stesso e del figlio/i (suo compagno)? Che faceva? E se sveniva suo suocero, che faceva sua suocera? Quando e dove svenivano? Da che cosa si sottraevano? Lancio lì delle domande perchè possa fare delle riflessioni per aumentare la sua conoscenza-sicurezza.
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Dott.ssaPamela Rigotti

Psicologo, Psicoterapeuta - Udine - Gorizia

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