Ipocondria. Come riuscire a non impazzire?
Buongiorno, vorrei chiedere un consiglio perché da molto tempo vivo con una forte paura delle malattie e questa situazione sta diventando davvero difficile da gestire. Ho una costante preoccupazione di poter avere qualche malattia grave. Ogni sintomo fisico, anche comune, mi mette in allarme e mi porta subito a pensare al peggio. In questo periodo, ad esempio, soffro spesso di mal di testa e, anche se so che potrebbero dipendere da cause banali come stress o tensione, non riesco a smettere di temere che ci sia qualcosa di serio. La mia ansia non si limita ai sintomi che provo personalmente: faccio fatica anche a sentire parlare di malattie. Mi crea disagio ascoltare racconti di persone malate, guardare programmi televisivi o ascoltare trasmissioni radio che trattano argomenti medici, e perfino parlare di salute con altre persone può generarmi molta ansia. Questa situazione influisce notevolmente sul mio benessere e sulla qualità della mia vita, perché mi sento spesso in uno stato di allerta e preoccupazione costante. Vorrei capire: * come si può interrompere questo circolo di pensieri e paure; * se questo tipo di comportamento è compatibile con l’ansia da malattia (ipocondria); * quali strategie psicologiche possono aiutare concretamente a gestire questa paura; * se un percorso psicoterapeutico può essere utile e quale approccio è generalmente più indicato. Ringrazio molto chi vorrà dedicarmi un po’ di tempo e condividere un parere o un consiglio.
Buonasera Chris,
quello che descrive può diventare davvero molto complesso da affrontare, soprattutto quando la mente rimane costantemente in allerta e anche il sintomo più innocuo finisce per attivare immediatamente paura e pensieri difficili da fermare. Alla lunga si rischia di vivere in una tensione continua, come se ci fosse sempre qualcosa da controllare, interpretare o temere, e anche quando prova a distrarsi, una parte di lei torna sempre lì, senza riuscire mai a sentirsi davvero al sicuro.
Da ciò che racconta, sembra essersi creato un circolo molto faticoso: più prova a capire, monitorare o rassicurarsi, più l’ansia prende spazio. E spesso la parte più faticosa non è nemmeno il sintomo fisico in sé, ma la continua interpretazione di ciò che si avverte nel corpo.
La cosa importante è che questa sofferenza si può comprendere e affrontare. Un percorso psicologico può aiutare concretamente a ridurre questo stato di allerta e, poco alla volta, a smettere di vivere con la sensazione costante che ci sia sempre qualcosa da temere. Per quanto riguarda l’approccio, più che un orientamento specifico, è importante trovare uno spazio in cui sentirsi compresi e lavorare sui meccanismi che mantengono questo stato di allerta.
Il fatto che sia riuscito a esprimere così chiaramente quello che sta vivendo è già un passo molto importante.
Se ha bisogno, resto a disposizione,
Dott.ssa Elena Petitti