Dott.ssa Elisa Pappacena

Dott.ssa Elisa Pappacena

psicologo, psicoterapeuta, consulente tecnico di parte, consulente stalking, mediatore

Doc omosessuale e da relazione

Salve sono Alyssa, ho 20 anni e penso di soffrire di Doc Omosessuale e ultimamente anche di Doc da relazione. Da piccolina ho sempre avuto delle paure irrazionali come paura di scendere dallo scivolo e di fare la capriola che mi causavano molta ansia. Mi ricordo che da piccola avevo una paura irrazionale di mangiare oggetti non commestibili come i sassi e tutto ciò mi aveva causato per un periodo di tempo una sensazione come se respirassi male. L’ansia mi ha sempre accompagnato in ogni situazione a me nuova oppure avevo ansia anche quando stavo in ambienti dove non conoscevo nessuno. Ora ho superato questo problema anche se ho ancora paura di parlare in pubblico. Fin da piccola ho sempre sofferto di iperidrosi, eccessivo sudore alle mani, sotto le ascelle e sopra alla bocca e mi ha sempre causato un disagio e derisione da parte dei miei coetanei. Da un po’ di tempo mi capita di controllare compulsivamente se ho chiuso la porta, il gas e spento le luci perché quando compio queste azioni fisiche subito dopo mi viene il dubbio di non averlo fatto in modo corretto, ora sto un po’ meglio anche se mi capita ancora di controllare un po’ di volte ma non più come prima. Sono da 4 mesi che a causa di una domanda << E se fossi lesbica pure io ?>> che mi è venuta quando una mia amica di 15 anni si è dichiarata lesbica durante la quarantena e da lì mi è partita l’ansia non sapendo rispondere con certezza. Un episodio simile mi è successo qualche anno fa quando la professoressa di religione ci aveva posto la domanda se si poteva nascere omosessuali o se si poteva diventarlo con il tempo, mi ricordo che all’epoca ero rimasta scossa da quel quesito e avevo avuto l’impulso di baciare una mia amica ma negli anni a seguire mi sono sempre innamorata di ragazzi, in quanto ho sempre sognato di avere una famiglia e dei figli. Tornando ad ora, sto provando un sacco di emozioni come paura, tristezza, apatia e nel primo mese nonostante questi pensieri mi confortava molto pensare che quando vedevo il mio ragazzo mi batteva forte il cuore, come mai mi era successo prima d’ora. Ero sempre alla continua ricerca di rassicurazioni della mia famiglia e amici. Però fin da subito ho sentito come se non riuscissi ad esprimere le mie emozioni e molte volte mi capitava di piangere per lui o per frasi dolci che mi scriveva e non capire il perché. Ultimamente mi è sorto pure il dubbio di non amarlo più anche se esattamente una settimana prima il pensiero di poterci lasciare mi creava uno stato di malessere perché non sempre abbiamo le stesse idee. Continuo a mettere in dubbio il fatto che lui mi ami davvero e anche i miei sentimenti e ciò non mi fa vivere la relazione come vorrei. Inoltre non vivo il sesso come vorrei, sono sempre molto rigida e non riesco a rilassarmi. A complicare le cose sono i dolori che provo spesso mentre lo facciamo e l’irritabilitá che dura anche giorni dopo che si è concluso l’atto, che penso sia dovuto ad un problema cronico causato dalle ragadi anali. In questo momento non so più chi sono, ne ho parlato con i miei all'inizio ma non mi vogliono mandare da uno psicologo.

Salve Alyssa

perché si fa le diagnosi da sola? Mi dispiace. Lei è in una fase adolescenziale in cui è normale avere dei dubbi sulla propria identità...in generale, sul proprio ruolo sociale e sulla propria vita futura. Mi chiedo come mai i suoi genitori non vogliono che venga aiutata da uno psicoterapeuta? Le hanno esplicitato il motivo? inoltre lei è maggiorenne quindi ha la possibilità di decidere anche da sola se farsi aiutare.

Lei può accedere al servizio di psicologia della sua asl e richiedere una consulenza da loro pagando solo il ticket dell'impegnativa e quindi forse è una spesa che potrebbe sostenere.

Che ne pensa? Ci ha già provato? Se vuole intereagire con me mi scriva pure.

Buonasera