Dott.ssa Elvira Miriam Lata Chiodi

Dott.ssa Elvira Miriam Lata Chiodi

psicologa, psicoterapeuta, sessuologa, psicologa giuridica

Andarsene di casa per l'uni, famiglia disagiata, cosa fare?

Ho 19 anni, ho appena dato la maturità ed adesso dovrei scegliere cosa fare nella vita, io ho deciso di prendere una laurea in Ingegneria, e dovrei iniziare ad iscrivermi ed effettuare l'esame d'ammissione.
La mia situazione famigliare, non è proprio delle migliori, o almeno, penso.
Mia madre litiga tutti i giorni al telefono con mia zia/mio nonno/mio padre/il suo ragazzo, e prontamente fanno la pace, per poi rilitigare il giorno dopo. La lite può durare anche ore, con varie urla (molto molto forti), insulti, bestemmie etc... Il lavoro la frustra, o almeno penso, torna a casa, litiga e poi si sfoga su di me, dandomi ordini senza senso che poi sfociano in un litigio anche con me, e per farsi "rispettare", alcune volte è arrivata anche a picchiarmi e percuotermi, anche con oggetti.

Ovviamente, io non ho fatto niente, soltanto difeso da eventuali danni fisici, il tutto condito con urla, insulti, frasi controproducenti ed offensive nei confronti della mia vita. Il tutto si placa il giorno dopo, lei ha dimenticato tutto e mi tratta normalmente, mentre io, non posso dimenticare. Molte volte è anche assente, tornando alle 19.00 di sera, oppure uscendo il sabato sera, lasciandomi senza cena o avvertendomi all'ultimo minuto. Passa molto tempo su Facebook.
Da quello che mi ricordo della mia vita d'infanzia, queste urla c'erano anche quando ero piccolo, alcune volte succedevano anche con vari picchiaggi tra mia madre e mio padre, l'ultimo è stato anche denunciato per questo, ma il tutto, come al solito, tornava come prima il giorno dopo.

Mio nonno sostiene mia madre economicamente, alcune volte sulle bollette e pagamenti vari, in quanto lei, non sa gestire i soldi della famiglia, e mente sull'entrate e sulle uscite. E forse è la mia unica ancora di salvezza.

Adesso mio padre è stato buttato fuori casa da Gennaio, e le cose stanno degenerando, tutte le cose che faceva dentro casa lui, adesso le facciamo mia madre od io, e lei sembra essere molto più irrequieta. Non so, forse mio padre riusciva a tenerla a bada in qualche modo. L'ultimo giorno è stato quasi distruttivo per la mia indole, lei si è messa a piangere ed urlare fortissimo, e la mia empatia si è fatta sentire, in quel momento avrei voluto soltanto piangere ed esser lasciato solo, ma ho resistito.
Adesso dovrei iniziare a frequentare l'università, ma non credo di poter avere un ciclo di studi normale, in queste condizioni, e quindi avevo pensato di andare all'uni di Bologna, però il costo è abbastanza alto. Mio nonno si è offerto di aiutarmi con i pagamenti insieme a mio padre, mia madre non vuole darmi nulla, anzi, vuole impedirmi di frequentare quell'università in quanto ha paura che "se tuo nonno da i soldi a te, poi a me, non da più niente".

Non frequento nessuno psicoterapeuta, psicologo, psichiatri o simili, ma forse, dovrei per forza, iniziare a frequentarli. Forse soffro d'ansia e poca autostima. (Poca memoria? Forse è ricollegabile)

Adesso, non so cosa fare, dovrei rimanere qui ed aiutare mia madre? Oppure andarmene per sempre a Bologna?
(Le avevo detto anche che, se avesse parlato con uno psicologo/psichiatra, io non me ne sarei andato da nessuna parte, ma non ha mai preso appuntamento. Questo a Febbraio/Marzo. Temo anche per i miei due gatti, che se lasciati da soli con mia madre, potrebbero morire.)
Scusate per il racconto molto lungo, ma dovevo dare un contenuto alla domanda, che dava una base alla risposta. Credo di aver scritto tutto quello che dovevate sapere.

Grazie mille in anticipo

Gentile Piergiorgio,

Se lei vive una situazione così grave , e mortificante in casa ed anche eccessivamente responsabilizzata , è più indicato che lasci che suo padre e suo nonno l'aiutino a realizzare il suo progetto di vita,

Certo convincere sua madre a rivolgersi almeno ai servizi sarebbe molto importante per lei, e per la sua serenità. Alla ASL potrà incontrare uno psichiatra ed un collega che di certo potranno aiutarla a stare meglio.

Anche a lei consiglio di consultare un collega vedrà che saprà assisterla in un percorso che la renderà col tempo più sereno e libero.

Non rinunci alla sua vita, malgrado questi brutti avvenimenti sono certa dell'affetto che lei provi per i suoi genitori, ma abbiamo una vita sola a nostra disposizione.

 

Molti auguri per i suoi studi