Ansia sociale?
Salve, mi chiamo Sabrina e non so come ben definire il mio problema. Sono iscritta a scienze della formazione, sono al terzo anno ma sono rimasta molto indietro con gli esami, indietro nel senso che non sono riuscita a passarne neanche uno, quelli che ho provato sono andati male tutti. Il mio "blocco" parte già da quando inizio a studiare, non riesco a concentrarmi pienamente perché il mio pensiero fisso è il dovermi poi confrontare con i professori faccia a faccia. Durante l'esame ho paura di dire una cosa sbagliata, di esprimermi male, di non riuscire a ricordare le cose studiate. Lo so, può sembrare una normale ansia, ma io la percepisco come qualcosa di ancora più invalidante, inizio a sudare, aumentano le palpitazioni, fino a non riuscire a dire più mezza parola e bloccarmi completamente e fare letteralmente scena muta. Fortunatamente quei pochi esami che ho dato sono stati con professori comprensivi che mi hanno rimandata e comunque hanno capito il mio stato, non facendomelo pesare. Però ho notato che questa cosa mi accade con tutto, dal dover uscire per comprare qualcosa, al dover prendere l'autobus, ho "paura" del giudizio, di sbagliare, non so cosa mi aspetta e quindi già parto con la paura. Poi magari quel che devo fare lo faccio e un po’ mi calmo. Però con gli esami e con l'università non riesco proprio a farmela passare, mi piace il corso, mi piacciono le materie, mi piace quello che studio. Ma veramente mi sento un'idiota che in due anni non è riuscita a passare mezzo esame e che adesso è troppo indietro. Se poi a tutto ciò aggiungiamo il senso di colpa verso tutti nel non riuscire a fare niente, le palpitazioni, il peso sul petto e la sudorazione eccessiva che aumentano e che percepisco ogni giorno. Per tutto. Giorni fa ho dovuto pensare, ripensare e immaginarmi un'ipotetica situazione solo per andare a lezione e non sentirmi in difetto, sotto esame e in ansia. Ieri ho dovuto pensarci più volte solo per andare al supermercato, quali strade fare, dove attraversare in modo da non dover far fermare le macchine, oppure non dover passare davanti a determinati posti, perché mi sento sotto esame costantemente. Vorrei anche iniziare un percorso psicologico, ma ho come la sensazione che io non abbia problemi e soprattutto secondo il mio cervello non devo farlo nel mio stesso paese perché ci conosciamo tutti e così si scoprirebbero le mie problematiche. Non so cosa fare, parlarne con i miei non serve a molto perché non capiscono fino in fondo, stessa cosa i miei fratelli. Non so a chi rivolgermi. Sto scrivendo qui solo perché è un forum e so che nessuno mi conosce.
Gentile Sabrina,
prima di tutto grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo: non dev'esser stato semplice esporsi e comprendo che questa situazione la preoccupa molto.
Da ciò che racconta, sembra che lei debba confrontarsi costantemente con un’ansia molto intensa, che non riguarda solo l’università ma diverse situazioni quotidiane, tuttavia, mentre in alcune situazioni riesce comunque a trovare delle strategie che le permettono di affrontare ciò che la spaventa, nel contesto universitario questa ansia sembra “esplodere”, fino a farla sentire come paralizzata, rendendole difficile anche esprimersi come vorrebbe.
Comprendo quanto questo possa farla sentire frustrata e in colpa, sia perché le piace quello che studia, sia perchè si sente in difetto. È importante però che non veda nella difficoltà che sta vivendo un fallimento personale: quando l’ansia raggiunge livelli intensi può accadere che interferisca con le proprie risorse, è qualcosa di profondamente umano, non c'è colpa in questo.
Inoltre, dal suo racconto emerge anche un aspetto molto importante: nonostante la paura, continua a esporsi e a provare ad affrontare le situazioni che la spaventano. Questo è un elemento preziosissimo, anche se in questo momento può sembrarle insufficiente.
Riguardo la possibilità di intraprendere un percorso psicologico comprendo i suoi dubbi: spesso si pensa di dover “avere un problema abbastanza grave” per poter chiedere aiuto, ma in realtà un supporto psicologico può essere una preziosa risorsa quando ci si trova ad attraversare un momento di difficoltà e magari ci si sente bloccati o sopraffatti. Il fatto che stia concretamente considerando la possibilità di intraprendere un percorso è un passaggio importante e positivo. Magari potrebbe provare a esplorare questa possibilità fissando un primo colloquio conoscitivo con un professionista che le ispira fiducia e poi decidere se iniziare.
Per quanto riguarda la preoccupazione sulla privacy, è assolutamente legittima tuttavia è importante sapere che il percorso con uno psicologo è tutelato dal segreto professionale; inoltre esistono modalità, come i colloqui online, da prendere in considerazione, se reputa che possono aiutarla a sentirsi più a suo agio.
Vivere un momento come questo può far sentire soli, ma non è sola in quello che sta vivendo e non è qualcosa che deve affrontare da sola. Con il giusto supporto è possibile lavorare su queste difficoltà e ritrovare serenità e benessere.
Le faccio i più sinceri auguri.
Piscologa, Psiconcologa - Catania