Dott.ssa Emilia Sigillo

Dott.ssa Emilia Sigillo

Psicologo, Psicoterapeuta

figlia che non vuole piu parlare con la mamma

Buongiorno. Ho una figlia di 25 anni che ora è fuori sede per svolgere il servizio civile a Roma. Dopo un litigio ha deciso di tagliarmi fuori dalla sua vita. Ho provato diverse volte a contattarla ma dice che ha deciso di camminare da sola, nonostante Le stia pagando l'affitto della casa. Sono molto delusa ed amareggiata. Sento che la sua è una decisione definitiva data dal fatto che mi ha detto chiaramente che non vuole piu tornare a vivere con me e di fare della sua stanza quello che voglio perchè quella casa non Le è mai appartenuta, Tutto mi sembra inutile... sto vivendo un incubo. Aggiungo che sono separata. Quindi ora mi ritrovo completamente sola. Spero qualcuno mi risponda Anna

Anna, dalle Sue parole si sente tutto il dolore, il senso di abbandono e la solitudine che sta vivendo in questo momento. Quando un figlio prende distanza in modo così netto, soprattutto senza che il dialogo sembri possibile, può essere davvero devastante per un genitore.

Allo stesso tempo, a volte dietro decisioni così drastiche non c’è solo rabbia momentanea, ma anche un bisogno profondo di separarsi, differenziarsi o prendere spazio per sé. Questo non significa necessariamente che il legame sia perduto per sempre, anche se oggi Le sembra impossibile crederlo.

In questi casi, più che inseguire continuamente il contatto, può essere utile fermarsi un momento e provare a chiedersi non solo “perché mia figlia mi sta facendo questo?”, ma anche “cosa sta accadendo dentro di me davanti a questa separazione?”. Il dolore che sente ora sembra toccare non solo il rapporto con Sua figlia, ma anche il tema della solitudine, dell’essere rimasta senza punti di riferimento e forse del sentirsi esclusa dalla vita di chi ama.

A volte lavorare su di sé, magari con un percorso psicologico, non serve a “dare ragione” a uno o all’altro, ma a trovare uno spazio dove elaborare la ferita, comprendere meglio le dinamiche relazionali e riuscire, col tempo, a riaprire possibilità di dialogo diverse da quelle che oggi sembrano chiuse.

Per ora cerchi di non trasformare questo dolore in una guerra o in un conto reciproco (“io pago l’affitto quindi…”), perché rischierebbe di aumentare ancora di più la distanza. Sua figlia, anche mentre prende le distanze, probabilmente sta cercando di definire sé stessa. E Lei, in questo momento difficile, può provare a fare qualcosa di importante per sé stessa: non restare sola dentro questo dolore.

 

Emilia Sigillo - Psicologa e Psicoterapeuta Pescara

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