Dott. Enrico Cazzolino

Dott. Enrico Cazzolino

psicologo, psicoterapeuta, ipnotista

Asocialità

Sono un 50enne single ormai da diversi anni, dopo una convivenza di 8 anni (tra i 29 e 37 anni) e due relazioni concluse (senza convivenza) di cui l'ultima a 43 anni. Nel corso degli anni mi sono visto sempre più ritirare a vita privata: vacanze da solo, vita casalinga con il mio cane, hobby molto individuali. Da pochi mesi ho anche cambiato casa andando a vivere in montagna, desiderio che da sempre coltivavo. Lavoro anche spesso da casa, passando così frequenti giornate solitarie. Mi considero una persona felice. Non sarebbe però corretto dire che la cosa non mi dia alcun fastidio, ma quando ci penso mi trovo sempre a considerare che ogni situazione comporta anche dei sacrifici e preferisco certamente patire momenti di solitudine che il contrario, doverne bramare pochi momenti come quando sono stato sposato. Inevitabilmente le occasioni di incontrare persone nuove diminuiscono, e anche questo sebbene a volte io lo senta come un limite, nel complesso non lo sento come un peso. Tuttavia con gli anni crescono le persone che mi dicono, più o meno scherzosamente, che la mia vita da "eremita" non sia sana e alla lunga presenterà il conto in termini di sofferenza. Di mio mi rispondo che nella mia quotidianità io sto bene, non mi annoio sebbene certamente possa apparire routinaria, sono felice, ho interessi il tempo e le energie per assecondarli. Tuttavia il dubbio che possano avere ragione le persone che mi criticano anche affettuosamente mi resta. Credo concorra anche la visione socialmente predominante che associa l'idea della solitudine alla tristezza. E mi porta a chiedermi dove stia il corretto limite. Mi chiedo se dovrei "impormi" (come mi è capitato di fare in passato) momenti di socialità, i più disparati riprendere a ballare, frequentare un corso...

Buongiorno Nicola,

penso che soltanto Lei possa decidere dove tracciare quel limite, nessuno - nemmeno uno psicologo! - ha il diritto di definirlo corretto o meno dall'esterno. Se oggi Lei si sente felice, il limite socialità \ solitudine che ha stabilito è ad oggi corretto. Continui a definirlo di persona, avvalendosi dei suggerimenti di chi le vuole bene ma senza dar troppo peso alle opinioni altrui. 

Può essere importante considerare che la socialità è per tutti un fattore importante di benessere, protezione dallo stress, ricerca e attivazione di risorse / aiuti che in generale diventano sempre più utili con l'avanzare dell'età.

Le consiglierei di non "imporsi" momenti di socializzazione, ma di "esporsi" ad essi, di "proporsi" ogni tanto qualche eccezione alla routine, anche solo per poi tornare a gustare le proprie abitudini.

Un cordiale saluto,

Enrico