Dott. Eugenio Flajani Galli

Dott. Eugenio Flajani Galli

psicologo, consulente sessuale

Miglioramento personale: opportunità o scommessa?

Il frangente in cui si trova la nostra società porta a inevitabili riflessioni e bilanci nell’esistenza di ognuno di noi, ma allo stesso tempo porta anche più tempo e più voglia di lavorare su noi stessi. Ed ecco che il desiderio di divenire persone migliori fa il suo ingresso nella nostra mente, benchè non tutte le persone vogliano veramente migliorarsi: molte lo desiderano, ma tale desiderio prende più le sembianze di un mero e rilassante esercizio della fantasia, un sognare ad occhi aperti che permette − anche solo per pochi minuti − un momentaneo distacco dalla rigida, fredda e inevitabile routine quotidiana. Nulla di più. Infatti non basta volere qualcosa, ma serve anche adoperarsi attivamente per riuscire ad ottenerla, altrimenti ciò che si vuole rimarrà sempre e soltanto un sogno irrealizzato. Non che nella vita non si debba sognare, anzi, può anche essere piacevole e terapeutico...ma assolutamente non si deve incorrere nell’errore di fare della propria vita un sogno. La vita, che piaccia o meno, è realtà e come tale va vissuta e affrontata.

Nel migliore dei modi possibile. Ecco perchè il miglioramento personale è di fatto uno strumento fondamentale al fine di affrontare tutte le sfide che la vita ci pone dinanzi. In merito a ciò, alcune persone vedono il miglioramento personale come un’opportunità, una grande e importante opportunità; altri − più critici − la vedono invece come una scommessa verso se stessi, il che implica che si possa vincere o perdere. Ma in realtà il miglioramento personale è entrambe le cose: opportunità − poichè può aiutare veramente a vivere una vita migliore − e anche scommessa, dal momento che non sempre si riesce a ottenere nei termini prefissati, ovvero secondo le proprie aspettative. Ovviamente con l’aiuto di un professionista il miglioramento personale diventa più facile, poichè si ha qualcuno al proprio fianco − come un mister, un allenatore con la propria squadra o il proprio atleta da seguire − che aiuta a stabilire degli obiettivi e a fornire degli strumenti e delle tappe per raggiungerli. Dal momento che nessuno è perfetto e che la perfezione non esiste, è innanzitutto fondamentale doversi porre degli obiettivi realistici, che non siano pertanto delle chimere. Molte persone che si avvicinano al miglioramento personale in modo ingenuo commettono infatti il diffuso errore di prefiggersi obiettivi soggettivamente ritenuti raggiungibili, ma oggettivamente irraggiungibili, che proprio in quanto tali non fanno altro che creare frustrazione in chi cerca di raggiungerli fallendo inevitabilmente. Ad esempio una persona che ha chiesto il mio intervento professionale a seguito del suo divorzio e della conseguente necessità di riorganizzare la sua vita, voleva sì migliorare, ma si prefiggeva obiettivi del tutto inidonei per le sue possibilità: in particolar modo nel giro di qualche mese voleva recuperare la forma fisica, riordinare e riorganizzare la casa (cosa peraltro molto ardua anche in quanto si trovava sempre fuori per lavoro) e pure cambiare vettura.

Abbiamo dovuto innanzitutto lavorare sul ridimensionamento degli obiettivi: ok quindi alla forma fisica, ma senza esagerare (evitare un accanimento con la palestra e l’attività motoria, no a diete iperproteiche e ad integratori farmaceutici...) e anteponendo l’obiettivo del dimagrimento a quello dell’acquisizione e del mantenimento della massa muscolare; la casa poteva sì essere riordinata, ma dando priorità alle stanze più importanti e maggiormente utilizzate, lasciando per ultime quelle accessorie e meno utilizzate; il cambio dell’auto, infine, poteva essere del tutto eliminato dal momento che in realtà non c’era una reale necessità di cambiarla, ma si trattava più che altro una consolazione post-divorzio. Alla fine riuscì veramente a raggiungere questi obiettivi − realistici − e si rese anche conto che a 43 anni era inutile doversi dedicare al fitness in modo pervasivo, così come non c’era necessità alcuna di ricomprare l’auto. Vi era invece la necessità di passare più tempo con i figli e con gli amici, entrambe cose che all’inizio non aveva per nulla considerato, ma che infine capì fossero molto più salienti rispetto ad altre a cui inizialmente diede priorità. Di conseguenza, a fine terapia aveva raggiunto degli invidiabili obiettivi di miglioramento personale per quella che era la sua esistenza, avendo però prima dovuto gradualmente mettere in discussione − e conseguentemente rimuovere − quelle sue aspettative erronee inerenti il suo futuro che si era dapprima posto e che, non riuscendo ad ottenere, non facevano altro che essere fonte di stress, di scoraggiamento e di commiserazione senza fine.

Un errore ancora più grave del porsi obiettivi irrealistici e/o inutili è però quello di non porseli proprio, ovvero di rinunziare in toto al miglioramento personale. Infatti la rinuncia equivale a un fallimento certo e totale, e magari è pure peggio poichè da quest’ultimo si può apprendere qualcosa, che invece non si apprenderebbe se si rinunciasse anche solo a provarci. A riguardo, è esemplare ciò che accade con gli esami universitari: c’è chi li tenta e ha dunque la possibilità di superarli e chi non si presenta proprio e non ha nessuna probabilità di riuscita. Ovviamente chi si presenta a sostenere l’esame può essere più o meno preparato, ma anche chi è (molto) poco preparato ha qualche piccola possibilità di riuscita: magari l’esame è facile, capitano domande su argomenti che si conoscono bene, il professore è di buon umore, si riesce anche a copiare...chissà. In ogni caso, anche se non si dovesse passare l’esame si imparerebbe qualcosa in più per la prossima volta (le domande, le difficoltà incontrate dagli altri studenti, eccetera). Pertanto appare obiettivamente un comportamento erroneo quello della rinuncia e del non agire, che non porterebbe a nulla e nulla ci farebbe ottenere.

La vita può offrirci tante cose, e migliorare noi stessi vuol dire essere in grado di ottenerle. É questa un’opportunità lunga un’esistenza (perchè non è mai troppo presto, nè troppo tardi per migliorarsi), ma anche una scommessa con noi stessi. La scommessa più importante che potremmo mai fare nella nostra vita. Usando una metafora, la vita è un mosaico formato da tanti tasselli, alcuni più grandi, altri più piccoli, che nel passato abbiamo posto e nel presente aggiungiamo per costruire il nostro futuro. Dunque, se non facciamo, se non poniamo i tasselli che andranno a comporre il mosaico della nostra vita, questa vita non la vivremo mai. Ovviamente, però, è fondamentale che questi tasselli che si andranno a porre siano quelli giusti; di conseguenza l’impegno auspicabile in ognuno di noi è quello di migliorarsi ogni giorno, sempre di più, con un grande e nobile obiettivo:

Fare della propria vita un autentico e personale capolavoro

Giovanni Paolo II

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