Sono stato sessualmente represso?
Buonasera a tutti, scrivo in preda ad un attacco di panico ed anche alla necessità stessa di poter finalmente riappacificare con la sfera sessuale. Mi presento: a breve compirò 20 anni, ho avuto un grande amore, quelli da film, adolescenziale, a 14 anni, il quale è perdurato negli anni evolvendosi fino ai diciott'anni. Alti e bassi, come in ogni relazione di due ragazzini che di amore ne sanno ben poco.
Voglio andare dritto al punto. Lei non era pronta, non lo è mai stata, ed è sempre stata “terrorizzata” verso la fase finale dei preliminari che riguardassero solo lei, ma mai una volta me. S’intende che la rispettai sempre in 4 anni, senza mai pressioni o rimprovero nelle sue mancanze, perché sia troppo piccolo per capire come il sesso in una relazione duratura dovesse, seppur in piccola parte, esserci, sia perché non avrei mai voluto farle credere che la sua paura di essere un oggetto diventasse realtà.
Eppure a volte mi provocava, a volte sembrava desiderarmi, per poi lasciarmi — mi si scusi il francesismo — sia con un’erezione che in un nulla di fatto. Una ragazza con molti problemi con sé stessa, la quale, seguendo un percorso psicologico, ho scoperto che stia finalmente riuscendo a vivere la vita con più leggerezza… ma ciò di cui lei si è liberata mi sembra di averlo assorbito completamente.
Uscendo vergine e senza esperienza, nelle altre mie avventure non ho mai sentito piacere, neanche quel poco che sentivo con lei, nonostante non ci sia mai stato niente di fatto. Sentire le conversazioni dei miei coetanei, i quali con i loro primi partner, per quanto avessero problemi adolescenziali alle prime armi, vedevo come loro si sentissero amati e desiderati, mentre io non speravo altro che quella ragazza facesse altrettanto con me.
Non ho mai di conseguenza sentito lo stesso impulso sessuale con altre donne, portandomi all’eiaculazione ritardata (ad oggi nessuna donna mi ha mai fatto arrivare all’eiaculazione), e ormai mi scandalizzo e infastidisco esattamente come lei, e allo stesso tempo ho il terrore che tutte si sentano da me considerate degli oggetti, quando magari per altre ragazze del sesso senza impegno non è minimamente un problema, e quindi mi creo castelli per aria.
Non riesco più ad approcciare con nessuno e non mi sono più innamorato. Una sola stretta di mano da parte di una ragazza per me è un allarme che non riesco a gestire, nonostante io sia stato con donne anche veramente molto belle.
Ultimamente mi ci trovai per caso a rivederla e a scherzare con lei, vedendola cresciuta e anche — a sua detta — più leggera, e non mento che magari sono andato diretto con le battute e ho notato come lei al gioco ci stesse. Tuttavia, quando ho reso ancora più serie le mie intenzioni, non tanto quelle di tornare insieme ma di poter finalmente consumare, lei si è comportata come sempre… ovvero illudermi che potesse esserci qualcosa.
Dice che non riuscirebbe perché con me è diverso, che non è solo sesso, e che nel frattempo pensa in maniera sessuale ad un altro con cui non si è neanche mai messa. Userà lo scherzo come scusa, ma non appena le faccio rendere conto che certi comportamenti non potevano essere fatti passare come tali, mi chiede perdono dicendo che non vuole ferirmi ulteriormente e di aver sbagliato.
Magari si scorgerà qualcosa di negativo da questo racconto, ma sono sempre stato rifiutato dall’unica donna che ho amato, e non importa quanto provi a cambiarmi, mi sento persino in imbarazzo con me stesso. Ho perso così tutto questo tempo e non mi sono mai dato la chance di ricominciare. La realtà è che non riesco, e vorrei capire da chi devo andare per farmi aiutare: da un sessuologo? Da uno psichiatra? Da uno psicoterapeuta?
Non so cosa fare, so solo che voglio dimenticarmi di questa persona una volta per tutte e che il pensiero di lei con altri non possa provocarmi, oltre che gelosia… insoddisfazione verso me stesso. Voglio tornare ad amare e a desiderare, in qualsiasi ambito… o quanto meno iniziare veramente, considerando che dalla mia prima relazione ne sono uscito molto danneggiato!
Buongiorno Mario, da quello che scrivi si sente quanto questa cosa ti pesi. Non sei arrabbiato solo per il sesso, sei stanco di sentirti sempre “quello che resta indietro”, quello che non viene scelto fino in fondo. È una sensazione che mina l’autostima, soprattutto alla tua età, quando ti confronti continuamente con gli altri.
Però c’è una cosa importante: tu hai saputo amare con rispetto. Non hai forzato, non hai umiliato, non hai trasformato la frustrazione in rabbia. Questo dice molto della tua maturità. Non è poco. Non è debolezza.
Il punto adesso non è dimostrare qualcosa, né “recuperare il tempo perso”. Il punto è rimettere te al centro. Non per vendicarti o per conquistare qualcuno, ma per tornare a sentire che il tuo desiderio è legittimo. Che puoi volere senza sentirti sbagliato. Che puoi avvicinarti senza vivere tutto come un esame.
Quello che stai attraversando non definisce chi sei né come sarà la tua vita affettiva. È una fase. E le fasi si attraversano, non si subiscono.
Chiedere aiuto, se senti che da solo fai fatica, non è un segno di sconfitta. È un modo per accelerare un processo di crescita che comunque è già iniziato. Parlare con uno psicoterapeuta può darti uno spazio per rimettere ordine, per capire cosa ti fa ancora male e per tornare gradualmente a vivere l’intimità senza quella tensione addosso.
Non devi diventare qualcun altro. Devi solo tornare ad abitare te stesso con più fiducia.
E il fatto che tu voglia farlo, che tu non ti sia arreso, è già un segnale di forza.
Un caro saluto
Psicologo anche a domicilio - Milano