Ho paura del tempo che passa

Ho 44 anni e non mi sento degna di vivere. Mi sento inutile, sono stata operata di tumore a 12 anni e ora mi chiedo perché sono viva. Ho avuto dei genitori ossessionati dai soldi della pensione e non ho potuto combinare nulla. Oggi sono ancora con loro ma stanno invecchiando e io mi sento male perché non posso fare nulla non avendo né un lavoro stabile né una macchina.

Vorrei farla finita ma non ho il coraggio. A marzo poi è morto il mio compagno e tutto è precipitato. Non so come sarà, so solo che vorrei restare a letto tutto il giorno e non alzarmi più.

Buongiorno Cristina, quello che scrive fa sentire quanto peso sta portando da tanto tempo. Non è poco quello che ha attraversato: una malattia così seria quando era ancora una bambina, anni in cui ha avuto la sensazione di non poter costruire davvero la sua vita, e ora anche la perdita del suo compagno. Sono ferite che si accumulano e che possono lasciare una grande stanchezza dentro. Quando una persona vive così tante difficoltà è facile che inizi a guardarsi con molta durezza. Pensare di non valere nulla o di non essere degna di vivere spesso nasce proprio da questa fatica e dalla sensazione di non aver avuto possibilità. Ma il fatto che la vita sia stata difficile non significa che lei non abbia valore. Significa solo che ha dovuto portare più peso di quanto una persona dovrebbe portare da sola.
La morte del suo compagno, poi, è qualcosa che può cambiare completamente il modo in cui si guarda il futuro. Quando si perde qualcuno che era un punto di riferimento, è normale sentirsi svuotati, senza energia, con il desiderio di restare a letto e spegnere tutto per un po’. Il dolore del lutto può essere molto profondo e confondere tutto il resto.
Eppure, nonostante tutto questo, lei ha scritto. Ha trovato il modo di dire come si sente. Può sembrare poco, ma in realtà è un gesto importante: significa che una parte di lei sta ancora cercando uno spazio in cui essere ascoltata. In momenti così difficili restare completamente soli spesso rende il peso ancora più grande. Parlare con qualcuno, anche solo per non tenersi tutto dentro, può aiutare. Può essere uno psicologo, un centro di ascolto, oppure una persona di cui si fida. A volte non serve avere subito soluzioni, basta non dover portare tutto da soli.

Se i pensieri di farla finita dovessero tornare con forza, sarebbe davvero importante che qualcuno lo sappia subito. Esistono anche persone preparate ad ascoltare proprio queste situazioni. Per esempio Telefono Amico Italia, dall’altra parte c’è qualcuno che risponde e ascolta senza giudicare.

Per adesso forse può provare a non guardare troppo lontano. Quando si è molto stanchi, pensare a tutta la vita insieme può schiacciare. A volte si può iniziare da cose piccole: attraversare la giornata, fare un passo alla volta.

Un caro saluto

domande e risposte

Dott.Fabiano Foschini

Psicologo anche a domicilio - Milano

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