Difficoltà ad addormentarsi da sola
Salve, mia figlia Beatrice di 9 anni e mezzo non riesce ad addormentarsi da sola! Da dicembre abbiamo messo a posto la sua cameretta, con letto nuovo, disposizione di mobili e accessori scelti da lei. Nonostante questo, lei si fa prendere dall’ansia e piange, partendo dal pomeriggio a fare domande del tipo: “Ma tu mi vuoi bene lo stesso?” “Tu dormi sotto, sì?” Preferisce dormire a casa della nonna perché dorme nel letto insieme a lei; ovviamente la nonna la asseconda, facendo passare me per la cattiva e quindi ogni sera che dorme a casa si ripete sempre la stessa storia! Io sono una mamma separata e ho bisogno dei miei spazi, cosa dovrei fare?
Salve Martina,
quello che descrive è faticoso, soprattutto perché si ripete ogni sera e la mette in una posizione difficile tra il bisogno di sua figlia e il suo bisogno di spazio. È comprensibile sentirsi anche un po’ “la cattiva” in questa dinamica.
Da come racconta, più che il letto o la cameretta, sembra che per Beatrice il momento della notte tocchi qualcosa di più profondo: la separazione, il sentirsi sola, il bisogno di rassicurazione. Le domande che le fa (“mi vuoi bene?”, “tu dormi sotto?”) vanno proprio in quella direzione: sta cercando conferme emotive, non solo una presenza fisica.
Il fatto che preferisca dormire dalla nonna, dove può stare nel letto con lei, le dà una sicurezza immediata. Però capisco quanto questo renda tutto più complicato per lei, anche perché rischia di creare un confronto in cui lei si sente messa nel ruolo di chi “nega” qualcosa.
Più che forzarla a dormire da sola da un giorno all’altro, può essere utile pensare a un passaggio graduale. Ad esempio:
creare una routine serale molto prevedibile e tranquilla, sempre uguale, che la accompagni verso il sonno
darle rassicurazioni chiare prima di dormire, magari anticipando quelle domande (“certo che ti voglio bene, anche quando siamo in stanze diverse”) restare con lei per un po’, ma con l’idea di ridurre pian piano la presenza (prima accanto al letto, poi sulla porta, poi fuori)
Un altro punto delicato è la coerenza tra adulti: se possibile, sarebbe importante trovare un minimo di accordo con la nonna, non tanto per “vietare”, ma per evitare che si creino messaggi troppo diversi che la confondono.
E allo stesso tempo, il suo bisogno di spazio è legittimo. Non è in contrasto con l’essere una buona madre. Anzi, trovare un equilibrio tra vicinanza e confini è proprio ciò che aiuta i bambini, nel tempo, a sentirsi sicuri anche da soli.
Se la situazione continua a pesare molto, può essere utile anche un confronto con un professionista, non perché ci sia “qualcosa che non va”, ma per avere uno sguardo esterno che la aiuti a trovare il modo più adatto a voi.
Sta già facendo molto, anche solo nel porsi queste domande.
Un caro saluto
Psicologo anche a domicilio - Milano